Buona festa di San Valentino

La redazione vi augura a tutti buon “SAN VALENTINO”

Le freccie di Cupido

All’improvviso batte batte il cuore ,vedo tutto con occhi diversi,

vedo dalla finestra di casa mia , un bellissimo giardino

con tanti fiori dipinti dall’arcobalenoIn mezzo questa bellezza vive un angelo ,

che punta le frecce senza capire .

caro il mio cupido ,non fare il birichino e nemmeno il furbino,

l’amore non è solo fare soffrire e divertire, quando vuoi te,

mandando le frecce puntale bene perchè sbagliando dai tante pene.

Ci sono amori che si dicono ”tiamo”e quelli che non sanno neanche cosa sia.

C’è chi dice  « avrò cura di te » e che sei il tesoro più grande per me

Allora cupido scegli bene punta le frecce ma non come viene.

l’amore non è solo un giorno di vita ,devi essere leale,

forte e sincero,se ti manca è una droga e vai in astinenza

e vivi i tuoi giorni immersi nel buio .l’amore non è quello che scrivi

che canti e non lo trovi neanche in tv.l’amore quando arriva arriva e credimi è ”fantastico”.

Allora , mio dolce cupido colpisci bene i fiori che hai nel tuo giardino

non guardare che siano belli o brutti ,fà che diano solo buoni frutti,

allora toccali con delicatezza , otterrai il meglio dell’amore e della sua enorme grandezza

Da Angelo Sereno

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Come eravamo Tannu …gùsavadi accussì (sette)

La Redazione & Minucciu

La crescita, da due a sei anni.

Col procedere della crescita, “ù’ pànicuòttu” era preparato anche con acqua, e condito con olio, questo per abituare il bimbo ai sapori della cucina “seria”, i cui primi assaggi erano a base di verdure, patate, legumi passati e ridotti in purea ai quali talvolta veniva aggiunta la prima pastina, piatti tutti conditi con un filo d’olio ed inizialmente privi o con pochissimo sale, sostanza alla quale si preferiva far abituare il bambino poco alla volta. Qui il bimbo poteva fare ciò che voleva, sputare, spruzzare, versare per terra; nessuno dei fratelli si sarebbe sognato di sottrargli un piatto insipido.

Smessa la fasciatura il bimbo non veniva né poteva essere sempre tenuto in braccio. In attesa dei primi passi, sempre vigilato da qualcuno della famiglia, veniva poggiato su un robusto panno steso sul pavimento e li iniziava i primi movimenti per acquisire la necessaria autonomia. A rinforzare le gambette, per brevi periodi, veniva posto “mpìadi” in una specie di gabbietta di legno”ù mànghanièddhu” la cui parte superiore impediva il passaggio delle spalle e lì lasciato un pò a sgambettare. Appena ne aveva le forze iniziava a gattonare e poi a muovere i primi passi; era libero di gironzolare per casa, sempre tenuto d’occhio da qualcuno per evitare che potesse combinare malestri o peggio provocarsi dei danni o ingerire corpi estranei.

Appena iniziava a balbettare, il piccolo sandonatese imparava anche i primi vocaboli della lingua sandonatese ed entrava in confidenza con l’intercalare al discorso del termine “àzzu” e càzzu”, parola che il bambino poi ripeteva creando talvolta imbarazzi. Non erano espressioni di particolare pregio o finezza di linguaggio ma neanche di mala educazione, come potrebbe apparire; Era un modo tutto particolare, specie nelle persone anziane, di esternare ironia o manifestare lieve irritazione, ovvero utilizzare ed usare la parola incriminata, quale pronome per quei termini del discorso che magari al momento sfuggivano. Continua a leggere

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Rubano cavi in rame…

Fonte Newz.it

Rubano cavi in rame da cantiere diga sull’Esaro, due persone denunciate dai Carabinieri.

Due persone sono state denunciate alla magistratura dai Carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano. In particolare, nel corso di uno specifico servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati sul territorio, i militari delle Stazioni di S. Agata di Esaro e San Sosti hanno individuato un veicolo ritenuto sospetto a causa dell’eccessivo carico. Nel corso del controllo, si è potuto constatare che al suo interno risultava stipato un notevole quantitativo di cavi in rame, di varia lunghezza e diametro, di chiara provenienza delittuosa, per un peso complessivo di 410 Kg. I successivi accertamenti hanno consentito di appurare che il materiale, sottoposto a sequestro in attesa della restituzione all’avente diritto, era stato da poco asportato dal cantiere della costruenda diga sull’Esaro, in momentaneo stato di abbandono, di proprietà della Regione Calabria e gestito dalla società “So.Ri.Cal. s.p.a.”. Le due persone controllate a bordo del veicolo, un 52enne del vicino paese di Mottafollone ed un 31enne cittadino rumeno, sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari per il reato di ricettazione, in attesa di ulteriori accertamenti finalizzati a chiarire eventuali loro responsabilità in merito al furto.

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Nuova rubrica il Mercatino

La Redazione

Mandateci via mail :sandonatodininea@hotmail.it

i vostri annunci corredati di foto, provvederemo a inserirli !!

Diamo spazio al bisogno del lettore;

come si fa? basta inviare l’annuncio al giornale  : sandonatodininea@hotmail.it

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San Valentino : 14 Febbraio

La redazione

Profitta di questo spazio per lasciare il tuo messaggio d’amore !!

La leggenda :

Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la  fertilità, è all’origine di questa festa degli innamorati.

Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna  e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo “degli innamorati per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. 

La leggenda

A Roma, nel 270 D. C il vescovo Valentino di Interamna, (oggi è la città di Terni), amico dei giovani amanti, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio, 270, San Valentino fu lapidato e poi decapitato.  Continua a leggere

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Elezioni Circoscrizione Europa

La Redazione

A tutti i nostri connazionali all’estero,  é arrivato il momento di dire BASTA
anche  noi vogliamo essere considerati come veri ITALIANI. Per far che il nostro voto sia utile all’italiano all’estero ed alla nostra Patria  ,ricevendo la tua busta, una sola ed utile PREFERENZA scrivi il nome PORPIGLIA.

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una rosa con tante spine

la Redazione

In in piccolo bosco , tutto selvaggio
è nato un fiore di rara bellezza,
passan tutti per poterlo ammirare
è una rosa spendente, di un raro colore
anche gli animaletti che passano la vogliono sfiorare
la guardano e dicono sei bella si
ma sei piena di spine.
si è vero lei dice, ne ho proprio tante
però son conficcate piu che altro nel mio cuore
se poi pungo non lo faccio per male
e nemmeno con intenzione.
Passa di li ,un uomo con un bastone
la colpisce e le da un grande dolore
Un signore anziano passa e le dice
”come sei bella” ma io sono un vecchio
Intanto lei aspetta un po di calore,
aspetta il giorno e il sole gli regalo un pò di calore
il vento , che è troppo forte,
le da un soffio per non farla seccare
anche la pioggia arriva con tanto amore
le dona le gocce per farla rifiorire
ormai però non c’è niente da fare
ci pensa il ghiaccio a farla gelare
era solo un fiore di rara bellezza
era stupenda,ma non era nata per fare del male.

Angelo Sereno (C.F.)

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Parco archeologico allagato, Papasso chiede aiuto al Governo

La redazione & Diritto di Cronaca

CASSANO – (Comunicato stampa) Il Parco Archeologico di Sibari ancora sommerso dalle acque del Crati, esondato lo scorso venerdì. Il Sindaco di Cassano All’Ionio, al fine di salvare l’importante sito archeologico, vero patrimonio dell’umanità, con una formale missiva, ha chiesto “aiuto” ed interventi urgenti, ai Ministri per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ed al Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, invitandoli nel contempo a venire in visita a Sibari oltre che per rendersi conto della difficile situazione, anche per dare alla collettività un segnale tangibile della presenza dello Stato, in un momento tanto difficile: «Con grande umiltà ho avvertito il dovere di rivolgermi alle S.V. per lanciare un accorato appello e chiedere aiuto, dopo il disastro che ha colpito uno dei siti più importanti e significativi del territorio che ho l’onore di amministrare: gli Scavi Archeologici di Sibari, nel Comune di Cassano Allo Ionio, in Provincia di Cosenza – così il primo cittadino di Cassano All’Ionio Giovanni Papasso esordisce nella sua accorata missiva, rivolgendosi direttamente ai Ministri Ornaghi e Barca – La mia è una delle città più antiche e vaste della Calabria e, per questo, ricca di risorse e potenzialità. Per la sua antica storia ed il suo patrimonio culturale, artistico, archeologico e il suo suggestivo paesaggio, racchiuso tra monti e mare, è particolare luogo della memoria storica e, nei secoli, ha affascinato studiosi e viaggiatori di ogni epoca e di ogni luogo. Il suo territorio, abitato dall’uomo fin dalla preistoria, ha conosciuto l’epopea magnogreca con la fondazione, ad opera degli Achei nel 720 a.C., di Sybaris, la più famosa, opulenta ed importante Polis del mondo antico, che estendeva il proprio imperium dallo Ionio al Tirreno e che, prima fra tutte, giunse a coniare una moneta, statere d’argento incuso raffigurante il toro, simbolo di potenza e prosperità. La vicenda storica, lunga e complessa, di Sibari è oggi in parte raccontata dagli scavi archeologici e dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide che, fra le ricchezze storico-artistiche e paesaggistiche di cui è dotato il mio Comune, rappresentano l’eccellenza ed una grande attrattiva per i turisti – ha ricordato il Sindaco -L’area archeologica di Sibari è da molti considerata, secondo il mio modesto parere a pieno titolo, patrimonio dell’umanità intera, per il nome leggendario e la storia importante che rievoca. Oggi, a distanza di millenni, stiamo assistendo al ripetersi di una storia tragica a causa di un fiume, il Crati che, esondando per le forti e torrenziali piogge, Venerdì 18 gennaio, ha quasi del tutto cancellato le testimonianze di una storia antica, che ancora è tutta da portare alla luce per dare risposte all’ansia di conoscere un passato sul quale poter costruire il futuro – ha spiegato altresì il primo cittadino Giovanni Papasso -Dopo l’esondazione del fiume, con l’acqua che ha raggiunto in alcuni tratti il livello di cinque metri di altezza, lo scenario che appare davanti agli occhi è molto sconfortante: il sito che, fino a poco tempo fa, era la meta preferita di studiosi, appassionati di storia e turisti, è divenuto un immenso lago di fango, che ha quasi del tutto cancellato anni di scavi e di ricerche per riportare alla luce una parte del luogo ove fu Sibari!» Continua a leggere

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Avviso…Importante !!

La Redazione

AVVISO CULTURALE

Egregio Direttore.

Ti importuno nuovamente per, come dire, “interessi privati” collegabili alla mia attività di scribacchino i cui concioni vengono da te cortesemente ospitati nel giornale interattivo.

Avevo anticipato la notizia circa la pubblicazione a stampa, in due volumi, di quanto da me prodotto su argomenti riferibili a storia, costume, tradizioni e, diciamo così, cultura sandonatese

I due libretti, dei quali ti invio foto delle copertine, sono stati stampati dalla tipografia-legatoria “Il Papyrus miniedizioni” in tiratura ridotta e subito esauriti.

Vari compaesani hanno espresso desiderio di acquistare copia dei volumi perciò ho sollecitato il tipografo per una nuova edizione che, ha promesso, dovrebbe perfezionarsi entro metà febbraio di quest’anno.

Chiedo alla tua cortesia di rendere pubblica la circostanza perché, taluni sandonatesi hanno manifestato l’intenzione di avere copia dei libri, in forma generica e senza lasciare un recapito dove spedire il libro richiesto.

Preciso nuovamente che la tipografia, per politica aziendale effettua spedizioni multiple solo ad aziende (librerie, cartolerie, edicole) per le quali gode delle tariffe stampa. Non spedisce a privati per questioni di logistica e per i costi di spedizione più elevati. Ciò a significare che le spedizioni singole dovrei effettuarle personalmente ed agli indirizzi che mi saranno forniti (moltissimi degli interessati non lo hanno fatto).

Per facilitare la comunicazione degli indirizzi ai quali spedire il libro, postero una comunicazione anche su facebook dove chi è interessato potrà inviarmi un messaggio sulla casella personale.

MINUCCIU SU FACEBBOK (clicca sopra)

 

 

Ti ringrazio per la cortesia e ti invio fraterni saluti.

Gennaio 2013-01-21

Domenico “Minùcciu” BUONO

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Come eravamo Tànnu …gùsavadi accussì (sei)

La Redazione & Minucciu

La crescita.

Solo così muniti e cautelati i neonati potevano essere sottoposti agli sguardi altrui. Per la prima uscita dalla casa ove era nato, (avveniva generalmente per il battesimo) i parenti presenti nel corteo diretto alla chiesa, oltrepassavano la porta della casa del battezzando, in uscita, solo dopo aver sputato oltre la soglia, in faccia alla sfortuna ed al diavolo, che la tradizione voleva sempre appostati ed in agguato, nei pressi delle case ove erano presenti bambini da battezzare.

Durante il tragitto per la chiesa, i parenti, a turno, avevano costantemente la mano sinistra con le dita ad accennare il simbolo delle corna, contro “àffascinu” e “maluòcchiu”. Se durante il percorso incontravano qualcuno “cùntràriu”, “nimìcu” oppure “n’fràma ì mmìdiùsu”, uno dei parenti, oltre lo scongiuro “faciènnu ì còrni”, si copriva la bocca con una mano e non mancava di accennare il gesto di sputare (talvolta lo faceva per davvero), volgendo la testa, “à pàrti mànca, quìra dò diàvulu” in segno di scongiuro e disprezzo.

Al pargolo si evitava di fargli guardare uno specchio perché era credenza radicata che la visione della propria immagine poteva causargli, “mancànzi”, fra le quali, il mutismo; oppure ostacolare la pronuncia della prima parola o farlo parlare con molto ritardo, rispetto ai coetanei; o farlo divenire “nù scìlinghuàtu”, o “nù ncàcagghjùni”; o farlo restare “ncantàtu” (a quei tempi l’autismo era ancora da scoprire). Continua a leggere

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