AVVISO OCCUPAZIONE TERRENI E STRADE

 
COMUNE DI SAN DONATO DI NINEA

(PROVINCIA DI COSENZA)

C.A.P. 87010 – C.C.P. 11211877- C.F. e P.I. 00398580787

Tel. 0981 -63011-Sindaco Tel. Fax 0981- 63051 http://sandonatoninea.asment.it

  E-mail comune.sandonatodininea.@asmecert.it

 

AVVISO ALLA CITTADINANZA

Prot. N. 336/12

IL SINDACO

PREMESSO, CHE DA SOMMARIA RICOGNIZIONE SUL TERRITORIO COMUNALE, SI E’ RISCONTRATA L’OCCUPAZIONE DI SPAZI PUBBLICI ” STRADE, RELIQUATI, ECC” IN FORMA DEL TUTTO ABUSIVA SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE DA PARTE DELL’ENTE PROPRIETARIO.

CIO’ PREMESSO, SI INVITANO TUTTI COLORO I QUALI OCCUPANO IN FORMA ABUSIVA QUALSIASI BENE DI PROPRIETA’ DEMANIALE, DI PRENDERE CONTATTI CON GLI UFFICI COMUNALI COMPETENTI, AL FINE DI REGOLARIZZARE LE POSIZIONI, E DI PROCEDERE AL RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI, OVE NECESSARIO.

PER LA REGOLIZZAZIONE E’ CONCESSO IL TERMINE DI GIORNI 90 (NOVANTA), ALLA SCADENZA DEL QUALE SI PROCEDERA’ D’UFFICIO CON ADDEBITO DELLE SPESE.

San Donato di Ninea lì, 31.01.2012

Il Sindaco Dr. Francesco De Rose

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L’asino e la luna…il film…finalmente !!

La redazione…

“L’asino e la luna” è un cortometraggio realizzato interamente a San Donato di Ninea  per la regia di Giuseppe Carrieri, la fotografia e il montaggio di Giancarlo Migliore e le musiche originali di Pietro Iannuzzi in collaborazione con Mario Panebianco e l’associazione Amici della Musica. Gli interpreti sono Aurora Artuso, l’asino Napoleone e Saveria Caruso.  Le illustrazioni di Paola Luciani e la grafica di Amerigo Moranelli.

L’intero cortometraggio è dedicato “A chi lascia per sempre il proprio paese e per le strade del mondo lo va rincorrendo”

 

 

Clicca qui o sulla foto per vedere il film completo…

Un grazie immenso a tutti gli artisti ,in particolare a Pietro Iannuzzi che ci ha dato l’autorizzazione di pubblicare questo unico e  bellissimo film.

 

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Due Mari, 35 vette: La Nuova Grande Impresa 2012, di Nicola Zaccato

La redazione & Francesco Spingola …

come l’anno scorso la grande traversata passera per San Donato di Ninea ,la data esatta sarà pubblicata sul nostro giornale :

6° Tappa: Il Campo – Rifugio del Piano di Lanzo

Due Mari, 35 vette: La Nuova Grande Impresa di Nicola Zaccato

Da un’idea di Nicola Zaccato

Studio dei percorsi , sentieri, logistica e guida a cura di Nicola Zaccato

1° Tappa: Spiaggia di Belvedere Marittimo – Trifari:

Lunghezza: 9,7 km  Durata:6 ore Dislivello: 869 m in salita; 159 m in discesa;

Sorgenti: dislocate lungo tutto il percorso Difficoltà percorso: E

2° Tappa: Trifari – Rifugio Belvedere:

Vette (facoltative): Monte La Caccia(1744 m), Monte Petricelle(1758 m), Serra La Croce(1420 m), Monte Cannitello(1464 m), La Castelluccia(1295 m)

  • Per chi sceglie il percorso senza vette, ovvero Trifari – Rifugio Belvedere(chi non effettua la scalata alle vette può visitare i vicini pini loricati o fare visita alla chiesetta di Serra la Croce)

Lunghezza: 3,5 km Durata: 2 ore e 30 minuti Dislivello: 735 m in salita; 81 m in discesa Sorgenti: Trifari Difficoltà percorso: E

  • Per chi sceglie il percorso con le vette:

Lunghezza: 13 km Durata: 9 ore e 30 minuti Dislivello: 1786 m in salita; 1145  m in discesa Sorgenti: Trifari Difficoltà percorso: EE Continue reading

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“Come Eravamo” Ddiagreca

Da “Come Eravamo” Ddiagreca …

Ddiagreca.

Il suo vero nome era Annina ed era senza dubbio la ragazza più bella del paese. Alta un pò più della media, slanciata, viso di un ovale delicato due grandi occhi neri che brillavano quando era allegra. La dentatura era bianca, perfetta ed allineata e quando sorrideva luccicava. Il portamento e l’aspetto erano degni di un’aristocratica. I capelli nerissimi, pettinati con la riga centrale, come usava all’epoca, lunghi e raccolti in due “shijette” che, tirate attorno alla testa, formavano una corona che a malapena “u muccaturu” riusciva a coprire. Continue reading

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Valle dell’Esaro, prima neve su tutto il comprensorio

da Diritto di Cronaca…

Mercoledì 08 Febbraio 2012 07:17 - di Alessandro Amodio Letture: 100  –  

Neve a San donato di Ninea

Prima coltre bianca dell’anno in tutto il comprensorio dell’Esaro. Un fenomeno atteso dai più piccoli, ma che porta i “soliti” disagi specie alla circolazione veicolare. Da Fagnano Castello a San Donato di Ninea, passando per Sant’Agata, San Sosti, Mottafollone, Malvito, Santa Caterina Albanese fino alle quote più basse di Roggiano Gravina e San Marco Argentano, i primi fiocchi si sono intravisti nella mattinata di lunedì per poi aumentare a vista d’occhio nella serata dello stesso giorno. È nevicato per l’intera notte tra lunedì e martedì: una neve copiosa anche se per fortuna non eccessiva come in altri posti d’Italia. Quel che è peggio, però, è il fatto che la neve è continuata a cadere in modo minuto ma intenso su tutto il territorio. Difficoltose le condizioni viarie su tutta la viabilità provinciale ma specie ai valichi e dove le strade sono piene di curve e tornanti. La provinciale 263, nel tratto che va verso Belvedere Marittimo, è praticabile solo con catene o pneumatici da neve mentre al Passo dello Scalone (740 m. s. l. m.) è quasi impossibile il transito per gli autobus di linea. Chiuse le scuole in quasi tutti i centri per la gioia degli scolari, mentre gli studenti delle superiori  non hanno potuto raggiungere né gli istituti del Tirreno, ne tanto meno quelli posti a valle fra Roggiano Gravina e San Marco Argentano.

Neve a Fagnano

Le previsioni, intanto, non prometterebbero niente di buono. Si parla, infatti, di un peggioramento con tanta neve fino ai 30-40 cm. Ci sarebbe un vortice ciclonico in formazione con venti forti siberiani da nordest che potrebbero portare la coltre nevosa fino in pianura. Insomma, la neve è bella quando vien giù dal cielo, ma poi provoca i soliti disagi, tra cui la formazione del ghiaccio, a cui spesso non siamo abituati con le relative problematiche per l’intero circondario.

Ecco il tempo, previsto,  per  i prossimi giorni :NEVE …NEVE  !!

 

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Un repubblicano tra i mille di Garibaldi

La redazione…

Scritto da Alcide Lamenza
Non uno dei tanti affreschi, grandi e meno grandi che siano,ma la semplice narrazione di fatti supportati da documenti di archivio, che da una parte rendono giustizia ad un protagonista del Risorgimento Italiano, Stanislao Lamenza; mentre da un’altra parte rende possibile la comprensione della evoluzione-involuzione della dinamica formativa dell’Italia Unita, libera ed indipendente. Evoluzione che, comunque, portò alla creazione di uno Stato Italiano Unitario, involuzione che, invece, impose agli italiani pesanti rinunce che condizionarono in modo negativo la loro formazione culturale e politica. Stanislao Lamenza, avvocato, ma anche amministratore dei beni del principe Pietro Antonio Sanseverino di Bisignano in Calabria, come dire un quarto del territorio cosentino, marito e padre di quattro figli, cittadino responsabile dunque, ma anche capace professionalmente, percependo a pieno le inumani condizioni della quasi totalità della popolazione del meridione d’Italia, dimostra tutta la sua sensibilità morale che manifesta con la sua totale solidarietà con i deboli ed i sofferenti, dei quali assume la difesa per affrancarli dalla povertà e dalla incultura. In questa prospettiva, una questione meridionale non avrebbe mai potuto avere senso alcuno. Quella questione meridionale che fu, invece, terreno di scontro inopinato tra nord e sud, ancora oggi vivo e vitale, e che i vari Bossi di turno, erroneamente, pensano di risolvere con la divisione in due dell’Italia, invece di creare le condizioni strutturali ed economiche necessari per il superamento di quella questione. Il contributo di questo saggio storico è di valorizzare il concetto unitario, di una Italia Unita, libera ed indipendente, attraverso il recupero, da valere come esempio per tante altre vite di protagonisti coperti ora dall’oblio, della storia della vita di Stanislao Lamenza quale protagonista della nostra vicenda risorgimentale. Unico modo per rendere condivisibile l’azione di quei singoli protagonisti a prescindere dalle loro origini meridionali, centrali o settentrionali dell’Italia, lunga Italia. L’azione del calabrese Stanislao Lamenza vale tanto per un milanese che per un napoletano, entrambe ne hanno beneficiato quanto al loro vivere quotidiano di uomini liberi. Entrambe ne dovranno custodire la memoria. Solo così l’Unità Nazionale, lo stesso concetto unitario potranno trovare senso condiviso, rispecchiandosi in un processo di integrazione delle tante storie di singoli italiani, quale collante della storia di tutti gli italiani parimenti oppressi da secoli al Nord dal potere asburgico, al Sud dal Potere borbonico.

Compralo qui :

http://www.ultimabooks.it/un-repubblicano-tra-i-mille-di-garibaldi

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Cannacca….

Da “Come Eravamo” Cannacca …

Quando ero poco più che bambino, in San Donato la stagione fredda, quando decideva di fare sul serio, regalava sequenze di giornate glaciali, tali da rendere impossibile ai “quatrari” di mettere il naso fuori dell’uscio. Al contrario di quello che accade oggi, in quel tempo, rare erano le famiglie con un solo figlio, era norma averne fra i tre ed i sette, ma alcuni volenterosi si erano spinti anche più in la. Il problema “famiglia numerosa”, diveniva emergenza nei periodi freddi od in caso di maltempo, quando bisognava ingegnarsi a far passare il tempo ad un’orda di piccoli barbari. Non sempre “fàti o ripàssati ì lezziòni” era sufficiente, perché nella truppa vi erano quelli che a scuola non andavano. Il gioco, dopo un po’, veniva a noia per mancanza di scelte e quindi si armavano delle baraonde che facevano saltare la mosca al naso “ari granni”. Non vi era alternativa ai materiali poveri utilizzati, ed i giocattoli, ”accattàti àru pittirùtu o àra fèra dò sìa ì jnnàru”, col passamano, obbligatorio fra fratelli e compagni, al più dopo una settimana, avevano cessato la loro funzione essendo divenuti rottami inutilizzabili. Continue reading

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