Tratto da Italia chiama Italia
Ciao Roma, cerco fortuna altrove’
Italia senza lavoro, i giovani italiani vanno all’estero
Inutile, lo Stivale è un Paese vecchio e per vecchi, non c’è storia. Così i nostri ragazzi se ne vanno, varcano i confini nazionali per cercare fortuna altrove. E a volte questa fortuna può anche essere soltanto un lavoro dignitoso. E regolare. Già, perché le nuove generazioni non cercano mica la luna: vogliono solo essere messi in condizione di dimostrare a se stessi prima di tutto quanto valgono. E di guadagnare uno stipendio che permetta loro di vivere, e non di tirare a campare.
Non è vero che a partire sono soltanto “i cervelli”. Non è così. In tanti decidono di lasciare il nostro Paese per fare i baristi, i camerieri, o più in generale lavori manuali. Quante volte su ItaliaChiamaItalia abbiamo parlato dei giovani che partono? E quante volte abbiamo auspicato che le nuove generazioni possano essere messe in grado di non abbandonare la propria Patria, ma di aiutarla con il loro lavoro e impegno a crescere? Ma se il lavoro da noi non c’è, i giovani sono costretti per forza di cose a cercarlo altrove.
LE STORIE Del fenomeno che riguarda i giovani italiani che decidono di recarsi all’estero in cerca di lavoro ne ha parlato nei giorni scorsi Affari Italiani, che ha raccontato diverse storie reali, come quella di Cristiano, per esempio, che ha lasciato Roma per andare in Germania: “Berlino sicuramente non è il paradiso e l’Italia mi manca, soprattutto la famiglia ma, francamente, ciò che mi manca viene compensato da ciò che ho trovato qui”. 37 anni, una moglie e un figlio: ha deciso di lasciare Roma circa un anno fa per volare a Berlino. “A Roma noi stavamo a Monteverde, posso dire che si campava! Vivere è una parola grossa. In qualche modo, a volte con un piccolo aiuto dei genitori, si riusciva ad andare avanti, ma tante cose spesso sfumavano a causa di cattivi pagatori e di lavori troppo impegnativi e pagati comunque troppo poco”. Cristiano in Germania fa sempre il suo lavoro, nell’ambito della pubblicità e del marketing. E’ un tecnico audio visuale. Ma in Italia faceva fatica: ora a Berlino lavora per una delle compagnie più grandi nel mondo per gli effetti visivi, dopo aver fatto il freelance per 2 mesi è stato assunto perché temevano che se ne andasse in altre compagnie. E di tornare in Italia non se ne parla proprio. Continue reading




SAN DONATO DI NINEA – «La lealtà per me è un valore inscindibile e non me la sono sentita di tradirlo». Con queste parole, l’ex sindaco di San Donato Francesco De Rose, offre una propria spiegazione alla crisi che ha portato alle dimissioni di ben sei consiglieri (tre della sua ex maggioranza ad altrettanti dell’opposizione), che hanno determinato lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. «Avevo ormai il sentore dello strappo in maggioranza – ha aggiunto – ed ho tentato anche un’apertura nei confronti dell’opposizione per un nuovo riassetto politico. Ma alla risposta che la minoranza, o almeno l’ex sindaco Luigi Salvo ed il suo ex vice Vincenzo Salvo, avrebbero acconsentito (insieme ai tre dimissionari della mia ex maggioranza) di fare una sorta di ribaltone solo se avrei “silurato” due dei miei più fedeli consiglieri come il vice sindaco Benedetto Vuono e l’assessore Francesco Iannitelli ho detto di no perché non potevo tradire la fiducia di chi, fino alle ultime ore del mio mandato, mi è stato vicino così come il consigliere Luigi Cozzitorto». È laconico, ma cosciente di aver fatto la cosa giusta, l’ormai ex sindaco De Rose che ha rimesso “giocoforza” il suo mandato nel momento in cui i numeri non c’erano più. «I motivi di questo strappo, con i tre dimissionari che mi avevano appoggiato nel 2011, comunque – ha sottolineato De Rose – sono stati esclusivamente di natura personale e non politica, dovuta alle solite piccole beghe di paese e quindi non potevo “barattare” con un atto di slealtà politica un comportamento di basso profilo come quello messo in atto». Sulle dimissioni di Pino Bisignani, Vincenzo Consoli e Francesco Caruso, l’ex sindaco De Rose ha una sua idea «sul “pilotaggio” effettuato da un noto ex sindaco, che all’indomani della Sagra delle castagne 2012 ha iniziato un lavoro ai fianchi che ha portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Ed ora ci sarà un anno di commissariamento, visto che proprio ieri mattina in Comune ha preso p ossesso delle sue cariche (di sindaco e giunta) il Commissario Prefettizio Domenico Giordano, nominato dal Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro. Un commissariamento che verosimilmente durerà fino alle primavera 2014 quando ci saranno le nuove elezioni comunali. A tal proposito, sul futuro l’ex sindaco De Rose attenderà che «maturino i tempi», lasciando aperto uno spiraglio ad una sua eventuale ricandidatura, ma ribadendo che lo farà «solo se ci saranno le condizioni politiche per farlo».


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