La redazione & Catrino
NOSTALGIA DO PAISI MIA
A nostalgia chi tassali sempi, pi quiru
co passatu ta stipatu pi non ti fà scurdà
addruvi si natu,a su paisi mia chi ghè
Santudunatu.Eru pinsiaru spissu vadarriatu
a quannu ghera ninnu e spensieratu

cu tutti quiri iuachi chi faciamu simbrava co paisi ghera
natu.Si nte vaneddri ghia ci sugnu natu e ogni
tantu siantu a nostalgia, lassatimi iucà c’à
menti mia pi non mi fà scurdà u paisi mia.
I iuachi chi faciamu gheranu quissi:
a cavicchiula
a libra e presa
a puma lè
a latri e carabinieri
aru palluni
fuacu ari cannaletti
ari tappi
ara carrozza
aru circhiu
aru calosciu ca cavicchiula
e tanti gati iuachi chi non li fanu chiù.
Vulera turnà arriatu nu mumentu
passapurà sti iuachi do passatu, chi goi su tutti cosi assai mutati.
Ciao da Catrino









ROTONDA (PZ) – (Comunicato stampa) L’Ente Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale sulla valorizzazione della coltura del Castagno curata dal Dipartimento dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente dell’Università della Basilicata. Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco,L’obiettivo strategico del progetto è quello dello sviluppo competitivo, sostenibile, integrato e multifunzionale del settore castanicolo italiano attraverso la valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del Castagno. Considerato un vero e proprio “albero del pane” della civiltà appenninica per l’importanza nell’alimentazione umana, per il pregio del suo legno impiegato per i più svariati usi, il Castagno ha attraversato un grave declino a partire dal primo dopoguerra ai nostri giorni. La progressiva diminuzione dei castagneti da legno e da frutto dovuta sia alla utilizzazione industriale del legno che alla diffusione di patogeni molto aggressivi come il cancro corticale e il mal dell’inchiostro uniti all’abbandono dei territori di montagna ha impoverito notevolmente il patrimonio castanicolo italiano. Negli ultimi anni la coltura del Castagno è rivalutata in funzione di un’accresciuta domanda del frutto ma oltre a questo aspetto i castagneti rivestono oggi un grande valore culturale e paesaggistico tanto da poter essere inclusi nelle tipologie dei beni culturali e come tale valorizzato e tutelato. Il Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale con la consapevolezza del ruolo che i castagneti possono svolgere nello sviluppo integrato e sostenibile della media montagna e della tutela da assicurare ad un ecosistema unico e in fase di profonda trasformazione. Le azioni proposte dall’Unità operativa, in linea col gli indirizzi del Piano Castanicolo Nazionale, riguardano la caratterizzazione del germoplasma autoctono mediante uno studio sugli ecotipi, sulle caratteristiche bio-agronomiche, resistenze a stress biotici e abiotici, caratteristiche qualitative dei frutti ai fini di una utilizzazione per produzioni artigianali nel settore dolciario. Oltre a questo occorre affrontare una nuova minaccia dovuta alla diffusione di un piccolo insetto imenottero noto come Cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus) osservato per la prima volta in Italia nel 2002 in provincia di Cuneo e oggi diffuso in tutto l’Appennino. Proprio su quest’ultima emergenza, nel corso del Consiglio direttivo, si è soffermato il consigliere Giovanni Manoccio, sollecitato da diversi cittadini per via del problema diffusosi anche nel Parco, il quale ha apprezzato l’iniziativa dell’Ente che va nella direzione della tutela del Castagno. La minaccia dell’insetto