La sorgente Capo d’Acqua di San Donato di Ninea

La Redazione & Diritto di Cronaca

Salta la conduttura dell’Abatemarco nel comune di Mottafollone. Disagi alla popolazione della provincia

MOTTAFOLLONE – E’ di nuovo emergenza per quanto riguarda le condutture dell’Abatemarco che, nella notte fra lunedì e martedì, sono saltate mandando in tilt diversi comuni della provincia di Cosenza. Questa volta a dare forfait sono state le tubature in località Gadurso, nel comune di Mottafollone, con possibili conseguenze anche nelle zone di Cosenza e Rende, oltre che il circondario del capoluogo cosentino, della Valle dell’Esaro e della media Valle del Crati. Una vera e propria disgrazia che, purtroppo, da diverso tempo pende sulle teste di Continua a leggere

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Domenica delle Palme

La Redazione

Domenica delle Palme

Nel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della Passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di Passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle Palme è detta anche Seconda Domenica di Passione.

Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.

In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma . La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

Celebrazione liturgica

In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle Palme, si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione di Gesù. [1] Il racconto della Passione viene letto da tre persone che rivestono la parte di Cristo (letta dal sacerdote), dello storico e del popolo. In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di Quaresima  (tranne la quarta in cui può indossare paramenti rosa) è vestito di rosso.

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Sàntudunàtu, nà picchi ì stòria.

La  Redazione

Dopo  le due raccolte paesane :

Il nostro Amico “MINUCCIU” ha iniziato una ricerca  sulle origini e storia del paese.Lavoro molto lungo e fastidioso ma interessante  da tramandare alle future generazioni.

Ecco per voi  un assaggio su questo futuro volume sul nostro paese.

Sàntudunàtu, nà picchi ì stòria.

(Ninoe, Ninaia, Nineto, Niceto, Ninea)

Parte prima

“Cèrtu c’àru paìsi tùa ciàsa pròpiu jì appòsta”. Era la frase che nella prima adolescenza mi sentivo rivolgere ogni volta che “ccà bànda jèmu fòra paìsi a ssùnà”. Questo, dopo il necessario periodo di studio teorico sul mitico Bona e quello di addestramento pratico con un trombone tenore, dopo che ero stato accolto nella banda musicale di San Donato nella quale sono stato effettivo dal 1957 al 1963.

Quel che io reputavo al pari di un insulto era il naturale seguito alla domanda “iddhùnni sì” rivoltami da qualcuno della famiglia ove venivo accolto per il pranzo, durante le trasferte nei paesi vicini, dove la banda era stata invitata per suonare in occasione di feste religiose od altre ricorrenze che ivi venivano celebrate.

Nel corso degli anni e per penurie di personale (l’emigrazione ha più volte causato la cessazione dell’attività del corpo bandistico), promotore il maestro Leanza, direttore della banda di Altomonte, venne deciso di accorpare i due gruppi bandistici per colmare i vuoti in organico di entrambe le formazioni ed ottenere cosi un discreto e valido gruppo di “mùsicanti”. All’epoca era uso che le famiglie del paese ospite si facessero carico del pasto del corpo musicale ospitato, ciò per risparmiare sulle spese della festa. Da qui la domanda rivolta ai componenti della banda circa la provenienza. A quelli di Altomonte diciamo che andava più liscia perché al massimo si scherzava sul loro soprannome di “ciramilàri” per via che in quella zona erano numerosi gli artigiani che formavano oggetti in argilla, tegole comprese. Con noi sandonatesi, considerati più rustici e quindi più reattivi ad eventuali sfottò, gli ospiti evitavano il trito “castagnàri e pistiddhàri” ma c’era il cenno all’isolamento dell’abitato e quindi la citazione con cui questo racconto si apre. Continua a leggere

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Furto di legna. Deferite due persone

La Redazione & Diritto di Cronaca

SAN DONATO DI NINEA – (Comunicato stampa) Il personale del Comando Stazione di San Donato di Ninea durante un servizio di prevenzione e repressione dei reati ambientali all’interno dell’area protetta ha deferito all’autorità giudiziaria due uomini di Verbicaro per “furto di legna”. I due uomini sono stati fermati nel Parco Nazionale del Pollino lungo una strada rotabile in località  Nascejume” nel Comune di  San Donato di Ninea mentre a bordo di un fuoristrada trasportavano della legna verde di “Faggio” appena depezzata senza alcuna autorizzazione. Dopo le dovute indagini da parte del personale CFS, si è individuato il luogo di provenienza del taglio dove è stata rinvenuta ulteriore legna pronta per essere portata via e presumibilmente tagliata da alcuni giorni. Pertanto, si è provveduto al deferimento delle due persone ed al sequestro di circa dieci quintali di legna. Tale operazione conferma la particolare attenzione mostrata sul territorio da parte degli uomini del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Rotonda che continuano nel lavoro di tutela del proprio territorio coordinati dal Vice Questore Vincenzo Perrone.

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L’ultimo saluto all’ultracentenaria Palma Balsano

La Redazione & Diritto di Cronaca

 SAN DONATO DI NINEA – Era una delle più longeve sandonatesi, paese storico per quanto concerne i “centenari”. Ora, a centouno anni e sei mesi se n’è andata in punta di piedi, con la stessa semplicità con cui aveva vissuto. Palma Balsano, che aveva compiuto i 101 anni l’8 settembre 2012, ha cessato di vivere. Era l’unica centenaria ancora in vita che andava ad aggiungersi ad un lungo elenco di ultracentenari del passato. Tra loro si ricordano ancora Antonio Mauro (scomparso a ben 106 anni) l’anziano più longevo, Amalia Cozzarelli (mancata a 105 anni); Carmela Genovese (103); Letizia Artuso (101); Raffaele Martino, Assunta Martino, Pasquale Fragale, Maria Iannitelli, Raffaele Caruso e Giuseppina De Marco che avevano raggiunto, comunque, il secolo di vita. Palma Balsano, a poco più di 101 anni, ha lasciato questo mondo circondata dall’affetto dell’unica figlia Teresa Carmela Iannitelli, dei nipoti diretti Pasquale e Domenica Moranelli, dai tre pronipoti, nonché del nipote indiretto Francesco De Rose, che è anche il sindaco di San Donato di Ninea dal 2011. Nata nel 1911 in America, “zia Palma” – com’era amorevolmente chiamata – era tornata nel 1913 in Italia insieme a tre sorelle, lasciando in California l’unico fratello deceduto alcuni anni or sono. Sposatasi nel 1931, rimase vedova a soli 36 anni dopo aver avuto la sua unica figlia. Ereditò una merceria dal marito, ma poi si dedico all’agricoltura. Grande lavoratrice, ad oltre cent’anni ha avuto ancora momenti di grande lucidità fino a qualche giorno addietro, ricordando gran parte della sua vita.

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New Writing Factory di Pasquale Giannino

La redazione

New Writing Factory

È nata la New Writing Factory

Dall’idea al testo,dal testo al libro

La New Writing Factory è un’agenzia di consulenza editoriale con un forte orientamento al cliente. La gamma dei servizi offerti è ampia e differenziata, i consulenti sono autori e professionisti della comunicazione.

Mission per gli editori

L’agenzia offre agli editori l’esperienza maturata negli anni dai propri consulenti attraverso collaborazioni con le case editrici per attività di valutazione ed editing, nonché attraverso la loro esperienza di scrittori. Agli editori in cerca di nuovi talenti offre il servizio di talent scouting, frutto di un’accurata ricerca e selezione.

Mission per gli autori

L’agenzia si rivolge agli autori esordienti, emergenti e affermati. Il suo punto di forza è progettare dei percorsi ad hoc per ciascun autore. A tutti rivolge i propri servizi di valutazione ed editing, per migliorare ove possibile il testo con interventi mirati prima di proporlo agli editori. Agli esordienti e agli emergenti offre servizi di tutoraggio e percorsi formativi in aula e a distanza.

Team: Roberto Vacca, Franz Krauspenhaar, Pasquale Giannino.

Sito web: www.nwfactory.it

e-mail: info@nwfactory.it

  • Pasquale Giannino (con suo padre)
  • Nato a Cosenza nel 1972, ingegnere, ha lavorato come ricercatore presso aziende di microelettronica e telecomunicazioni. Suoi racconti e articoli sono apparsi su riviste, quotidiani, blog e siti letterari fra cui: Calabria Sconosciuta, Il quotidiano della Calabria, La poesia e lo spirito, Nabanassar. Ha pubblicato un racconto-saggio sulla propria esperienza di clarinettista nelle piccole bande di paese: Banda, che passione! – Milano 2003, ed è stato incluso nella Mini Antologia Poetica – Roma 2005.

    Nel giugno 2011, Armando Curcio Editore ha pubblicato il suo romanzo Ritorno al sud. Continua a leggere

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8 Marzo Festa della Donna

La redazione

L’origine della Festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.

 

 

“Mimosa

Si svegliò
inebriando con il suo profumo l’ormai noioso inverno.
Quell’inverno invidioso
che soffiava il suo gelo per offuscarne
la dolce e meravigliosa anima.
Mimosa chiese aiuto al suo sole
ed ebbe i suoi capelli
adornati da tante goccioline dal colore giallo divino
Mimosa implorò le sue stelle
ed ebbe il mese del freddo per fare esplodere il suo cuore annullandosi donò tutto il suo candore.
Illuminata da tutte le costellazioni ebbe Vita.
Fu donna
divenne moglie
divenne madre
divenne figlia
divenne amante
divenne compagna
Conobbe le pene
l’indiscreminazione,
conobbe l’amore
complicato
complesso
facile
difficile.
Mimosa, radiosa, tolse dagli alberi quel velo di bianco
coprendoli col suo colore di gialle corolle brillanti,
adornando come collane quei rami intrecciati
ormai sofferenti.
Mimosa danza estasiata,
felice non chiede….
Immersa nei suoi silenzi…
aspetta…
Urla la sua rabbia…
con sorrisi di disperazione…
Attende qualcuno che sciolga i suoi nodi di corde
ramificate dentro di lei.
Attende chi sfiora le sue guance…
provocando quel rossore e quel tremolio che lei avverte
con quel sentimento , sofferto
richiamando il suo AMORE…..

Ferraro Caterina
Angelo sereno

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Lo zio d’America …

Pasquale Giannino (da un mio romanzo inedito)

Era da Natale che i miei mi parlavano di zio Severino e del suo ritorno. Mi avevano mostrato alcune foto di quando

era giovane, prima che partisse per l’America: i capelli neri impomatati, lo sguardo fiero. Da ragazzo aveva due grandi passioni, mi dissero: la fisarmonica e le donne… Era uno dei tanti parenti che avevamo in giro per il mondo e che non avevo mai conosciuto se non attraverso le foto e i racconti dei miei genitori, che li rendevano ai miei occhi di bambino quasi leggendari. Ne avevamo in Canada, negli Stati Uniti, in Argentina, in Australia… In paese tutti avevano grande considerazione per chi era partito: erano quelli che avevano avuto il coraggio di andarsene, quelli che ce l’avevano fatta… Ogni ritorno era un evento, amici e parenti facevano a gara per invitarli a pranzo o a cena. Alcuni erano emigrati in posti più vicini e ritornavano con cadenza annuale, tipicamente nel mese d’agosto per la festa del santo patrono. Poi c’era un cugino di mia madre che tornava tutti gli anni da New York: il mitico Carluccio. Aveva fatto carriera come musicista nella grande mela. Suonava in formazioni prestigiose, aveva inciso anche alcuni dischi. Noi ne avevamo uno gelosamente custodito da mia nonna Gina: lo teneva in un baule che stava sempre chiuso. Me lo mostrò una sola volta. “Questo è Carluccio dell’America!” mi disse, indicandomi tutta orgogliosa la foto del nipote sulla copertina del disco. Poi, con un gesto rapidissimo lo ricacciò dentro. Non ho mai potuto ascoltarlo. In famiglia nessuno aveva un giradischi. C’era un mio amichetto che lo aveva, un giorno lo portai da mia nonna e gli chiedemmo di prestarci il prezioso cimelio. Non si ricordava più dove lo aveva messo… Continua a leggere

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Come eravamo : U’ pàni.

Luigi Bisignani

U’ pàni.

Pane deriva dal termine latino “panem”, stessa radice etimologica di “pascere”, nutrirsi (1) In sandonatese, il termine, fino a mezzo secolo fa, aveva significato di nutrimento ma anche di fatica, operosità, occupazione, rendita. Si pensi all’aratura (ccù parìcchju) del terreno dove seminare il grano, alla cura del seminato (zàppuliatùra) per liberarlo dalle erbe infestanti, alla mietitura, fatta a mano, alla battitura (pisatùra) delle spighe ed alla pulitura (vìntulià e spulà) dei chicchi dalle impurità delle pule. Pane significava anche attività lavorativa, posto di lavoro, impiego, esercizio di qualsiasi attività retribuita, acquisizione di provviste ed alimenti per sfamare la famiglia.

Aveva, e penso abbia ancora, significato di lavoro usurante, “ppì panittièri”, gli artigiani che lavoravano per assicurare la disponibilità del prodotto alimentare più consumato, in varie tipologie e forme ed alla base dell’alimentazione delle popolazioni mediterranee”.

“U’ pàni”, fino ad oltre mezzo secolo fa era pensiero fisso per padri e madri delle famiglie la cui attività prevalente era per gli uomini la manovalanza, il bracciantato e per le donne “u sìrivìzzu”, inteso come prestazioneoccasionale per impieghi in mansioni ed attività faticose, i lavori più “bassi” (pulire, lavare, raccogliere e trasportare legna, castagne, olive e derrate varie). Le giornate lavorative erano caratterizzate da scarsa retribuzione, dalla lunga durata (dall’alba al tramonto), dalla estrema precarietà, (la chiamata al lavoro poteva arrivare anche la sera precedente). L’attività lavorativa era regolata ed erogata da nobili, possidenti, latifondisti e da grandi proprietari terrieri o dai loro amministratori, fattori o “màssari”. Era improntata al massimo sfruttamento e caratterizzata dalla discriminazione, per via di appartenenze a partiti e fazioni, originate dalle inimicizie tra le famiglie più potenti, in perenne lotta fra loro, che “à jurnàta ì fatiga”, il posto di lavoro, lo riservavano ai simpatizzanti della loro causa o partito. Orari e retribuzione non era oggetto di libera contrattazione. Vigeva il règime del “pìa o làssa”, esisteva la sola offerta economica dei padroni, quasi un’elemosina, una imposizione dei proprietari che approfittavano delle particolari limitazioni nel mercato del lavoro, causate e prodotte dall’eccesso di manodopera e da condizioni di fame e miseria che inducevano ad accettare condizioni durissime e retribuzioni umilianti e misere (talvolta anche un pugno di fichi secchi) in nome del detto “ancùna còsa nnà mangiàmu, pìcchi ghè miègghju cà nènti”. Continua a leggere

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Internet: azzerare il digital divide, piano da 900 mln per web veloce

La redazione & Ansa

Banda ultralarga per oltre 7 milioni di cittadini, quattro milioni al sud

 Al via bandi per oltre 900 milioni di euro per contribuire ad azzerare il digital divide e accelerare lo sviluppo della banda ultralarga. Ne danno notizia il ministero dello Sviluppo economico e quello della Coesione territoriale, assicurando che la rete ultraveloce arrivera’ a oltre 7 milioni di cittadini, di cui 4 milioni al Sud.

Dei 900 milioni stanziati, specifica la nota, 237 sono privati e la procedurInternet: azzerare il digital divide, piano da 900 mln per web veloce a dei bandi partira’ entro l’inizio di marzo. L’obiettivo e’ portare una velocita’ di almeno 2 mbps a tutti i cittadini e di accelerare lo sviluppo della banda ultralarga (da 30 mbps a 100 mbps) per circa il 40 per cento dei cittadini della Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia. I bandi porteranno infatti la banda larga a 2,8 milioni di cittadini residenti in 3600 localita’ in tutta Italia e la banda ultralarga a 4 milioni di cittadini residenti in 180 comuni del Sud Italia.

”A questo risultato – si legge nella nota – ha concorso in modo rilevante la rimodulazione dei programmi cofinanziati che, attraverso il Piano d’Azione per la Coesione d’intesa con le Regioni interessate, ha fatto confluire nel progetto piu’ di 347 milioni”. Il Piano Nazionale Banda Larga è nato nel 2009 con l’obiettivo di raggiungere gli 8 milioni di cittadini esclusi dal servizio a banda larga poiche’ residenti nelle aree a fallimento di mercato. Finora ha già portato internet di base a 4 milioni di cittadini, e si stanno realizzando le infrastrutture per connettere ulteriori 1,2 milioni di cittadini. Con questo ultimo bando la banda larga sarà portata anche ai residui 2,8 milioni di italiani sprovvisti di connettivita’. Il Progetto Strategico Banda Ultralarga approvato dalla Commissione Europea e’ anch’esso un piano nazionale che nel suo primo intervento attuativo si concentra nelle aree del Sud del Paese, ma che sara’ attuato in tutte le Regioni che decideranno di aderirvi anche avvalendosi delle risorse comunitarie della nuova programmazione 2014-2020. ”Oggi facciamo – dichiarano nella nota i ministri Corrado Passera e Fabrizio Barca – un passo in avanti fondamentale per lo sviluppo del Paese, contribuendo ad azzerare il divario digitale e dotando il Mezzogiorno della banda ultralarga. Era un impegno importante – hanno proseguito – che abbiamo assunto con il recepimento dell’Agenda Digitale Europea e che siamo riusciti a mantenere grazie a una forte collaborazione tra Governo e Regioni. Presto ogni cittadino e impresa italiani potranno avere la possibilita’ di collegarsi ad internet veloce, accedendo a opportunita’ professionali e personali che erano loro preclusi. Per questo azzerare il digital divide era innanzitutto un dovere morale della politica oltre che un’opportunita’ di Continua a leggere

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