Luigi Bisignani
Da “Come Eravamo” Cannacca …
Quando ero poco più che bambino, in San Donato la stagione fredda, quando decideva di fare sul serio, regalava sequenze di giornate glaciali, tali da rendere impossibile ai “quatrari” di mettere il naso fuori dell’uscio. Al contrario di quello che accade oggi, in quel tempo, rare erano le famiglie con un solo figlio, era norma averne fra i tre ed i sette, ma alcuni volenterosi si erano spinti anche più in la. Il problema “famiglia numerosa”, diveniva emergenza nei periodi freddi od in caso di maltempo, quando bisognava ingegnarsi a far passare il tempo ad un’orda di piccoli barbari. Non sempre “fàti o ripàssati ì lezziòni” era sufficiente, perché nella truppa vi erano quelli che a scuola non andavano. Il gioco, dopo un po’, veniva a noia per mancanza di scelte e quindi si armavano delle baraonde che facevano saltare la mosca al naso “ari granni”. Non vi era alternativa ai materiali poveri utilizzati, ed i giocattoli, ”accattàti àru pittirùtu o àra fèra dò sìa ì jnnàru”, col passamano, obbligatorio fra fratelli e compagni, al più dopo una settimana, avevano cessato la loro funzione essendo divenuti rottami inutilizzabili. Continua a leggere




i relatori della tavola rotonda sul cinghiale





