Artisti Paesani sconosciuti al paese, ma famosi altrove

Luigi Bisignani

Fra i tanti personaggi ,diciamo sconosciuti o quasi, al paese nativo, ma famosi in altre terre,ne ho appena scoperto  uno :

Francesco Consoli in arte “CESCO SOLI”

Francesco Consoli in arte « Cesco Soli », il pittore che dipinge con le dita.Nato a San Donato di Ninea nel 1935 e deceduto il 17 settembre 2012.

L’artista, Francesco Consoli in arte Cesco Soli, creativo  Sandonatese che ha fatto nascere la tecnica pittorica del dipinto ottenuto con il solo palmo della mano. Asceta della pittura con introspezione mistica e trascendentale. I suoi dipinti sono ricercatissimi, in quanto difficili da imitare, e non utilizza mai un tema fisso, ma dipinge in base al suo stato d’animo di quel preciso istante. Le sue opere sono anche esposte nella grande mostra che, lo scultore e professore Ilario Principe, ha fortemente voluto presso l’UNICAL di Cosenza dedicata a tutti i più noti e quotati artisti calabresi. P.S.: L’artista Cesco Soli si è spento alle 13 circa del 17/09/2012, colpito da un male incurabile, aveva da qualche giorno finito di dipingere due tele (50×70) Continua a leggere

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Cùmu ghèramu:I Gàlantuòmini

Luigi Bisignani

In questo triste periodo di prigionia forzata, per passare il tempo la lettura é un’ottima soluzione e compagnia, come da parecchi anni il nostro amico MINUCCIU,ci manda spesso e puntuale le sue ricerche,ecco per voi l’ultimissima :

I Gàlantuòmini

 

 

Quànnu ghèra quàtràru, àra Siddhàta gusàvadi à pàssiàta, rito esclusivamente maschile nei tardi pomeriggi delle giornate estive, quànnu cc’èra bisuognu jì à pià nà pìcchi ì frìscu.

Era anche occasione per incontrare gli amici, scambiare qualche chiacchiera con conoscenti, ma soprattutto farsi vedere, farsi notare. In ossequio a questa primaria esigenza gùnu, prìmu ì ghèssi, sì lìccàvadi, qui inteso nel senso che dall’aspetto esteriore toglieva ogni traccia di fatica cambiando l’abito (chi non poteva spazzolava e dava una riassettatina), si sbarbava e pettinava il capello (obbligatoriamente imbrillantinato). Continua a leggere

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Ricordi di vita

Luigi Bisignani

San Donato di Ninea 16-04-2020

Raccontati…Raccontiamoci…Facciamo rivivere il nostro paese con le nostre storie ,i nostri racconti.

Bastano due riga per farti ritornare  indietro di tanti anni,tanti anni fa quando si viveva di poco ed eravamo felici,questo piccolo racconto del nostro amico e paesano Elio ci fa rivivere tante piccole cose ,che ci ricordano un bel pezzo  della nostra vita paesana.

Binnirannu,Costi,jumara,zimma,fora,ciucciu,mmastu,panaru,fichi,fraschi i fichi,zia cuarbina,stiavuccu,Jardinu,gaddrina,maiali etc…tutti questi vocaboli che sono la nostra storia e poi questa via che va do jardinu ara jumara e che se si continua passando vicino i ZIMMI  si arrivava  a Santu Pietru per arrivare ara  Pantanu…Storia,storia e felicemente raccontata da Elio che lo RINGRAZIO VIVAMENTE.

V’INVITO TUTTI a fare la stessa cosa,abbiamo tutti vissuti in una « VANEDDRA » tutti abbiamo qualcosa nel cuore che possiamo raccontare e ricordare ai nostri GIOVANI ,il GIORNALE ed io stesso  siamo la,disposinibile a trascrivere i vostri racconti ,LA NOSTRA STORIA,letta da tanti paesani sparsi nel MONDO E RESIDENTI.

 

Oggi andiamo a casa: Ricordi di vita (Elio Artuso do Jardinu)

La stradina che scendeva a destra, portava a “Binnirannu” e alle “coste”, e poi giù verso la “jumara” e il castagneto; era percorsa dalle donne che andavano a lavare i panni, da chi aveva un orto o una “zimma” lungo il tragitto e da tutti quelli che, alle prime luci dell’alba, si incamminavano in groppa ad un asino verso “u fora”, gli appezzamenti di terra coltivati a orto o a grano con qualche olivo e alberi da frutta fuori dal paese, nelle campagne circostanti. La processione mattutina si ripeteva all’imbrunire, quando gli stessi tornavano alle case, questa volta però a piedi dietro l’asino, perché l’animale era carico dei prodotti della terra raccolti o, in mancanza, di legna per l’inverno. D’estate non mancava mai “u panaru” pieno di fichi coperto con le foglie della stessa pianta, appeso con cura con una fune a un lato della sella, “u mmastu”. A questa processione, i cui tempi erano scanditi dallo scalpitio degli zoccoli dei vari ciucci e muli sul cemento, partecipavano tutti i giorni le orecchie di Caterina e del nipote di due anni dal loro letto, mentre la nonna, zia Cuarbina, era già da tempo sveglia perché doveva preparare la colazione e “u stiavuccu” per il marito Vincenzo, anche lui nel gruppo dei partenti. I quattro abitavano nella casa alla fine della discesa e dalla finestra della cucina avevano sott’occhio tutto “u Iardinu”. Tutt’intorno “aru Iardinu” si snocciolavano una serie di vicoli e porticati pieni di porte che schiudevano a stanze nelle quali, ammucchiati, spesso si trovavano sei o sette letti, un focolare, un tavolo, una quantità indefinita di persone, quasi sempre di numero superiore agli stessi letti e persino qualche maiale o gallina.

Elio Artuso
 

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Cùmu ghèramu:  Dìsìj e dìspiètti

Luigi Bisignani

In questo periodo Triste e Lungo,causa COVID,per passare un po il tempo ci vuole un po di lettura ,se possibile PAESANA,ed é proprio questa che l’amico MINUCCIU mi ha appena inviato e ve ne faccio parte.

Buon pomeriggio e buona lettura …

 

 

Cùmu ghèramu.    Dìsìj e dìspiètti

 

“Ntò còri tiègnu sèmpi, quìru munzièddhu ì pètri”.

Attribuita ad un vecchio emigrato rientrato in paese per la festa del patrono, la frase rivela “ù spìnnu”, il sentire che alberga in taluni dei sandonatesi che dal paese nativo vivono lontani.

Chi scrive appartiene al gruppo di coloro chì dò paìsi òn sìnni sù mài jùti, à quìri chì pùru sì nnì màncanu à tàntu (à truòppu tièmpu), ù spìnnu i pòrtadi ccà mènti sèmpi addhùnni su nàti e crisciùti, perché in loro non è sono mai tramontate le “memorie paesane”, quei ricordi personali, quelle cose che i petri dò munzieddhu conoscono, custodiscono a perenne memoria e quando è necessario, diffondono, fanno conoscere, restituiscono.

In periodo ì càrciru fùrzatu, attingo spesso ai ricordi di tanti anni fa, di quando ero molto ma molto giovane, quasi un bambino. Continua a leggere

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