Inviato da Vittorio Toscano…date il vostro parere.
di WILLIAM TOSCANO
Occorre preliminarmente porsi a fondamento del federalismo,l’esigenza primaria di attuarlo nel momento giusto,cioè non prima di averne creato le basi – come ad esempio caso Italia – attraverso una opportuna confederazione di Stati (al caso Europa), retta da leggi internazionali che ne costituiscano la sua Costituente. A tale processo di sperimentale formazione,farà seguito lo stato federale vero e proprio.
Così,le vare esigenze degli stati,prima,e delle realtà regionali dopo,avranno scopi “irredentistici” * nel caso del recupero dell’unione.
Il confederalismo americano,dopo laguerra di secessione,ebbe un compito importantissimo: quello di unire lo stato americano attraverso federazione di stati autonomi di carattere pratico generale rappresentato da un governo centrale.
Per la nostra Europa,quindi,occorrerà gradualmente studiare la conversione delle diverse realtà monetarie a quella di moneta unica,ben sapendo che ogni stato,porta seco,naturalmente,quelle scaturigini che sono proprio connaturate con la vita e la storia di ogni paese.
Ma arrivare ad una moneta unica dovrà significare uguale potere di acquisto,eliminandosi,per il principio ricardiano,essendosi instaurato un regime di libera concorrenza,in costanza di ordinarietà,quel tornaconto proprio di un impulso di configurazione patologicamente più capitalistico ; ne consegue che la rendita,il reddito e il salario,saranno gli elementi di integrazione economica delle varie appartenenze europee,riconducendosi moralmente al principio del baratto in forza del quale il prodotto degli scambi,sarà tanto più salutare,quanto più si avvicinerà al concetto di bene d’uso e non di valore di scambio.secondo la classica distinzione fattane da Adamo Smith.
Ma perchè poi,un tentativo di federalismo sia da porsi in essere,rispetto ad altro tipo di rappresentazione,occorrerà rispettare alcune condizioni.
In un primo luogo,vedere come si presentano gli stati a regime federale,cominciando,quindi,dalgli Stati Uniti d’America che,per l’attuazione intervenuta,offrono l’immagine di uno stato con forte salute socio-economico-culturale.
Ora,il piano di federalismo previsto dal nostro intento,nel suo assunto,costituisce la chiave di volta del vero concetto di integrazione socio-economico.
Così,il Piemonte,per le realtà proprie,troverà,ad esempio,nella Calabria,la sua naturale propaggine,per quanto di suscettiva ricchezza di integrazione possa deficitare nel primo o nella seconda e,ritenendo nelle due entità di poter reperire,come per le altre otto aggregazioni,le linfe necessarie e così rispondere all’eterna questione,irrisolta,delle varie sperequazioni locali. Continua a leggere
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