Buona Pasqua

Luigi Bisignani
Buona Pasqua, accogliete tutti questo Augurio, pieno di speranza, pieno di energia.
La vita è bella se è nuova, è nuova se è buona, se è saggia, se è forte, in una parola, se è cristiana.

Con l’augurio che ogni giorno sia per tutti noi la resurrezione dei valori umani nei nostri cuori !!!
AUGURI di cuore a tutti  gli amici e famiglie e tutti i fedeli  lettori del nostro “Giornale Interattivo di San Donato di Ninea” e dei vari gruppi di facebook: Amici di San Donato di Ninea nel Mondo,Sei di San Donato di Ninea se….,San Donato di Ninea  e Giornale Interattivo.

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U Vènniri Santu

Luigi Bisignani

Purtroppo anche quest’anno si dovrà fare senza la nostra storica processione con la famosa “BANDA DE TOCCHI” 

S’accompagna il Cristo morto e la statua della Santa Vergine,vestita in nero,dalla chiesa al

Calvario,in processione per le vie del paese,
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Domenica delle Palme

Luigi Bisignani

Domenica delle Palme: Passione del Signore

 

 

La settimana santa celebra il mistero della morte e risurrezione di Cristo. Oggi però la liturgia pone l’accento sulla passione, come la prossima domenica sulla risurrezione. La celebrazione della Messa della Passione è preceduta dalla processione delle Palme: è Gesù stesso che presenta già la sua morte in un clima trionfale di vittoria. La nostra partecipazione a questa liturgia ci impegna a seguire Gesù Cristo lungo il suo cammino. – Oggi si celebra la Giornata dei Giovani a livello diocesano.

 

La celebrazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme nella Domenica delle Palme introduce nella settimana santa che ci fa rivivere gli eventi della passione, morte e risurrezione.
Lunedì, Martedì e Mercoledì la Chiesa ricorda l’unzione di Betania, l’annuncio del tradimento di Giuda e del rinnegamento di Pietro, la preparazione della cena pasquale.
Il Giovedì Santo mattina nelle cattedrali si celebra la messa crismale in cui il vescovo circondato dai sacerdoti, dai diaconi e da una folta rappresentanza della comunità diocesana, consacra il crisma e benedice gli oli dei catecumeni e degli infermi e i sacerdoti rinnovano gli impegni assunti nell’ordinazione.

Nelle ore serali si celebra la messa in Coena Domini, Cena del Signore, preludio del triduo pasquale del Signore morto, sepolto e risuscitato. Si legge il Vangelo di Giovanni, dove Gesù lava i piedi dei discepoli, che esprime simbolicamente la sua vita di servizio e di dono. Al quale segue la lavanda dei piedi compiuta dal celebrante. La partecipazione all’Eucaristia richiede l’esigenza di far proprio l’atteggiamento di servizio di Gesù sino al dono della vita. Al termine l’Eucaristia viene portata all’altare della reposizione in vista della comunione dell’indomani. Dinanzi ad esso i fedeli nella notte sostano in adorazione personale e comunitaria.

Il Venerdì santo si celebra la Passione del Signore con una grande Liturgia della Parola, l’Adorazione della Croce e la Comunione eucaristica.
Il Sabato santo si fa memoria della sepoltura e discesa nel regno dei morti nell’attesa della risurrezione, che viene celebrata nella solenne veglia pasquale, madre di tutte le veglie e nella domenica di risurrezione. Il triduo pasquale risplende al centro dell’anno liturgico e ha in esso la centralità che ha la domenica nella settimana.

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I’ càstàgni da ieri ad oggi

Luigi Bisignani

E sempre un piacere ricevere  e pubblicare  le ricerche i Minucciu.

Minùccièddhubbìcùntadi: I’ càstàgni;  d’òtièmpùàntìcuàrijuòrninuòsti

 

 

A’ càlàbria ghèd’àcchjù rìcca i vuòschj ppìcchì ccìnnì sù ‘ncìrca nù miliùni i tùmminàti (3.870 ettari circa) chì su scàmpàti ari dànni cà,sèculi e ‘nsèculi,gànu fàttu tùtta à ggènti chì ntè  tèrri nòsti ccì vìniàdi ò cì pàssàvadi ppì fà guèrri, distrùggi, àrrubbà, pìtrènni(cùmu ù pàpa a ròma).

I’ tèrri ì sàntudunàtu gànu sùppùrtàtu i stèssi dànni dò rièstu dà calàbbria e quìru chi vàju scriviènnu vàli i pùru ppù pàìsi nuòstu

Durante il medioevo lo sfruttamento della maggiore risorsa del nostro territorio, il legname,si è accentuato e cito ad esempiole richieste di travi fatte nel 599 per lacopertura della basilica romana dei SS. Pietro e Paolo.

Verso la fine del VIII secolo vennero richieste travi per la riparazione del tetto di S. Paolo fuori le mura (sulla cui vicenda,per questo giornale, ho scritto “Nùstuòzzu i sàntudunàtuàRòma”) Continua a leggere

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