Luigi Bisignani
Ricevo da Minucciu e con piacere pubblico
‘A forgia.
Il termine che fa da titolo a questa ricerca, nel linguaggio medievale antico non faceva riferimento alla bottega del fabbro (“ù fùrgiàru” in sandonatese), ma ad un impianto di fonderia vera e propria, la cui dimensione era variabile ed adeguata alla ricchezza delle vene minerali da cui veniva alimentata.
Nel nostro territorio, in tempi antichi, la forgia non era un impianto fisso, ma seguiva l’itinere dei minatori e veniva ricostruito la dove erano ubicate le vene di metallo e preferibilmente nei pressi di fonti d’acqua. Col trascorrere dei secoli, questo “nomadismo degli impianti di fonderia”, era in parte determinato dalla particolare orografia delle nostre terre, prive della viabilità che avrebbe facilitato il trasporto dei materiali escavati e dai quali estrarre i minerali. Continua a leggere









