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La redazione ……
SI PREPARA LA VENTUNESIMA…VI ASPETTIAMO TUTTI E MOLTI
La castagna di San Donato è ricercata per il suo raro sapore forte e asciutto. Fino a non molti anni fa la castagna calabrese era l’alimento base di tutta la popolazione, per l’elevato valore nutritivo; era usata anche come farina per la panificazione. Ricca di zuccheri, offre un apporto calorico alla dieta alimentare di 199 calorie, per 100 grammi di parte edibile. Viene consumata arrostita (le caldarroste) o cotta in acqua leggermente salata ed aromatizzata con semi di finocchio e foglie di alloro.
È usata anche per la preparazione di dolci, tra i quali vari tipi di ‘castagnaccio“. E’ una delle maggiori risorse della comunità data anche la notevole produzione: gran parte del territorio è infatti coperto da questi alberi da frutto.
Sostanzialmente vi sono tre qualità diverse di castagne: la “curcia”, la “riggiola” e la “nzerta”. La riggiola è quella maggiormente usata per il consumo quotidiano, mentre la nzerta (castagna più grossa e lucente) e la curcia (sul tipo del “marrone”) sono state orientate più al mercato industriale.
Da ricordare e da non perdere è la Sagra della Castagna che si svolge ogni anno la prima settimana del mese di novembre.
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La redazione ……
Prima giornata dei Campionati Italiani Master su pista di Cosenza, anche se non sono abituati nelle gare corte sia Gregorio che M.Francesca hanno preso parte alla gara dei 400 mt.
Entrambi hanno avuto avversari degni di rispetto provenienti da ogni parte d’Italia, Gregorio è arrivato a sfiorare la medaglia di bronzo giungendo 4° mentre M.Francesca si è dovuta accontentare del 5° posto, considerando lo strapotere delle avversarie è stato un buon piazzamento. Domenica entrambi parteciperanno alla gara dei 1500 mt, in orari proibitivi 12,30 Gregorio e 13,30 M.Francesca. Difficile poter aspirare ad un podio vista la massiccia partecipazione e la forza degli avversari. I due atleti dicono “noi siamo felici, essere in pista e gareggiare con degli avversari di questo livello è un onore arrivare anche ultimi, intanto siamo ad un Campionato Italiano, ci siamo arrivati con le nostre forze senza l’aiuto di nessuno”. degni del pricipe Decoubertin che ha detto “partecipare é già una grande vittoria,l’importante é di paretecipare. al primo giorno é già una importantissima vittoria che incoraggia i nostri atleti, alla speranza, nei percorsi più lunghi di arrivare su un podio,la direzione del giornale non puo che fare un’immenso augurio ai nostri grandi Atleti paesani!! di un degno e meritato piazzamento alla fine di questi campionati italiani.
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Luigi Bisignani.
Dal titolo si potrebbe dedurre che i sandonatesi dell’epoca erano gente un po strana “giocavano a farsi prigionieri”invece no era tutt’altra cosa.
Un bel Racconto storico di come eravamo ,prima parte ““Quannu si faciànu i carcirati”
Una storia divisa in tanti episodi che vi raccomando di leggere chiudere gli occhi e ripensare a questi splendidi momenti…PARTE SECONDA
“Quannu si faciànu i carcirati”.(parte seconda),inviata da Minucciu
Secondo me si è pagato un prezzo carissimo al diffuso analfabetismo e procurato un danno gravissimo alla cultura popolare sandonatese. Ciò e dovuto alla protervia della classe media che, insieme ai più socialmente elevati “don” del paese, poteva e doveva prendere in considerazione e tramandare questa speciale forma di ”letteratura della tradizione” Un motivo ci può essere e va ricercato nella circostanza che a fare “carcirati e parti” era proprio la popolazione analfabeta di braccianti e pastori, raramente qualche artigiano. Provate ad indovinare i “sacreti” messi in piazza a quale ceto potevano appartenere e traetene le ovvie conclusioni. Continua a leggere
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Luigi Bisignani
Dal titolo si potrebbe dedurre che i sandonatesi dell’epoca erano gente un po strana “giocavano a farsi prigionieri”invece no era tutt’altra cosa.
Un bel Racconto storico di come eravamo ,prima parte ““Quannu si faciànu i carcirati”
Una storia divisa in tanti episodi che vi raccomando di leggere chiudere gli occhi e ripensare a questi splendidi momenti…
“Quannu si faciànu i carcirati”.
“Ari santunatisi” più giovani, il titolo del presente racconto, sebbene espresso in dialetto, può darsi non dica nulla od al meglio, richiamerà alla mente la privazione della libertà personale.
Nulla di tutto questo. Anzi, quando la tradizione di “ fa i carcirati” era in uso, significava avere un breve periodo di libertà, meno di una settimana, in cui a tutti i maggiorenni, erano consentiti atti, comportamenti ed atteggiamenti che in tempi normali avrebbero suscitato “gabbu”.
In un paese di tradizione agro-pastorale quale é San Donato, dopo la raccolta delle olive, iniziava un periodo di tempo che poteva definirsi del “grande silenzio” Dalla seconda metà dell’autunno alla prima metà di primavera, dall’imbrunire all’alba l’unico rumore che si udiva era lo scalpiccio “de scarpi ‘cchi tacci”, frammisto al rumore degli zoccoli ferrati d’asini e muli, compagni dei sempre meno frequenti viaggi, da e per la campagna.
Rare e sommesse le voci, quasi a sottolineare la stanchezza di una stagione di lavori. Unici schiamazzi fuori luogo erano quelli tardo-serali degli avvinazzati, avulsi dall’ambiente generale e che non facevano testo. Continua a leggere
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Di Giovanni Benincasa ……
DAI MIEI RICORDI (GIOVANNI BENINCASA)
L’ EDUCAZIONE AI MIEI TEMPI.
Nel raccontare come eravamo, il Sig. Minucciu ha fatto in qualche modo trasparire il metodo con cui venivamo educati. Eh si! A quei tempi non c’era misericordia, era difficile che venisse perdonata qualsiasi marachella. Ne voglio raccontare una delle mie. Ma, solo a seguito di una precisazione sulla mia famiglia. Continua a leggere
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Di Giovanni Benincasa
RIUSCIRANNO A INVERTIRE LA ROTTA?
Questo “brano” dedicato al nostro paese, nasce, assolutamente, da un fatto casuale e l’ho volutamente titolato con una domanda, conscio che la situazione amministrativa e il dissesto del territorio comunale che vengono rappresentati sono a dir poco disastrati. Il tutto viene ulteriormente aggravato da una crisi di livello sovrannazionale assolutamente stressata dalla crisi dei mercati di tutto il mondo. Quindi, l’impegno che la amministrazione in carica, eletta da qualche mese, si trova ad affrontare è davvero arduo e non lascia adito a dubbi: qui o si fa San Donato o si rischia l’accorpamento con la conseguenza di smembrare completamente ciò che lega il centro capoluogo al suo territorio e di conseguenza tutto il nostro territorio diverrebbe marginale ad altri comuni.
Il fatto occasionale, che mi ha portato a voler dare risalto a qualcosa che sono sicuro i nostri amministratori conoscono molto bene, è il ritrovamento, sul parabrezza della mia auto, di una rivista periodica
edizione 2008 Continua a leggere
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Luigi Bisignani
Minucciu ci scrive……
Quando protagonista è …”Ntoniu u granni”
“Zia Falivetta”, così soprannominata fra di noi ragazzi, era una persona anziana, piccola, rotondetta, una delle poche donne che ancora indossava il costume nero “paesano” e la cui occupazione giornaliera era, principalmente, impicciarsi degli affari altrui, in particolare quelli dei ragazzi che giocavano nelle piazzette intorno “aru vicinanzu”.
Falivetta era senza misericordia, bastava udisse dei passi, una voce, un rumore per precipitarsi sulla “menzaporta” di casa dalla quale scrutava e valutava la situazione per poi decidere come intervenire. Continua a leggere
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la redazione
Buongiorno
Tutti i commenti che non rispettano i lettori del giornale , che non hanno un commento valido ed una email per una risposta non saranno pubblicati!
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Palma Balsano ha compiuto cent’anni nel paese dei centenari
estratto da Diritto di cronaca…
la redazione ed il responsabile augurano alla Sra Balsano una buona salute ed una lunga vita…
SAN DONATO DI NINEA – Il piccolo centro dell’Esaro prospiciente al Pollino si conferma il paese della longevità. Giovedì scorso, infatti, è stata festeggiata l’unica centenaria attualmente in vita che va ad aggiungersi ad un lungo elenco di ultracentenari festeggiati negli anni scorsi. Si tratta di Palma Balsano, che alla presenza dell’unica figlia Teresa Carmela Iannitelli, dei nipoti diretti Pasquale e Domenica Moranelli, di tre pronipoti, nonché del nipote indiretto Francesco De Rose, attuale sindaco sandonatese, ha tagliato il venerando traguardo delle cento primavere. È stata una bella festa, alla quale ha partecipato tutta la comunità, con l’Amministrazione comunale che ha regalato alla festeggiata una bella torta con il numero 100 e gli auguri personali del primo cittadino alla sua cara zia Palma. Nata nel 1911 in America, zia Palma e tre sorelle tornarono in Italia nel 1913 lasciando in California l’unico fratello deceduto qualche anno addietro. Sposatasi nel 1931, rimase vedova a soli 36 anni dopo aver avuto la sua unica figlia. Ereditò una merceria dal marito, ma poi si dedico all’agricoltura. Grande lavoratrice, pur a cent’anni suonati ha ancora momenti di grande lucidità e ricorda gran parte della sua vita. Palma Balsano va così ad allargare la famiglia dei centenari, che ha visto in Antonio Mauro (scomparso a ben 106 anni) l’anziano più longevo. Si ricordano ancora Amalia Cozzarelli (105 anni); Carmela Genovese (103); Letizia Artuso (101); Raffaele Martino, Assunta Martino, Pasquale Fragale, Maria Iannitelli, Raffaele Caruso e Giuseppina De Marco che hanno raggiunto, comunque, il secolo di vita, che zia Palma ha auspicato soprattutto a quanti gli hanno voluto bene.
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Luigi Bisignani & Teresa Madormo
“Indimenticabili personaggi d’altri tempi”
Ci sono personaggi che ricordiamo per la loro cultura o intelligenza,spesso si dimenticano quelli sfortunati ma che hanno lasciato un segno,un’impronta nella storia paesana,oggi voglio rimediare a questa ingiustizia.
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“Memorial dell’emigrazione Sandonatese”
Pubblichiamo la storia di un nostro paesano “Raffaele Madormo” nato a San Donato di Ninea nel 1933 , partito nel Brasile nel 1953,storia raccontata e scritta da sua figlia Teresa Madormo che vive tutt’ora nel Brasile…
Da notare che voi tutti potete raccontare la vostra storia , di parenti,etc…
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