Luigi Gigiotto Bisignani Carta identità 📢 IMPORTANTE PER I SANDONATESI ALL’ESTERO 🇮🇹🌍 Da oggi c’è una novità molto importante per tutti noi fuori paese o residenti all’estero! 👉 Dal 1° giugno 2026, se sei iscritto …
Luigi Gigiotto Bisignani –San Donato di Ninea 01-07-2026 Miniere e ricchezza nel territorio di San Donato di Ninea nel Cinquecento Nel Cinquecento eravamo ricchi… non è solo un’espressione suggestiva, ma una realtà storica ben documentata …
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Al nostro paese,si usava dare un diminuitivo o soprannome ad ogni paesano é nella nella realtà ,oggi,si passa per gente sconosciuta,per esempio io stesso soprannominato” Gigiotto “ e non saprei dirvi il perché ,oggi i giovani hanno del male a mettere un viso su questo nome conosciuto dalla mia genezaione ‘1955’ quasi sconosciuto oggi al nome di Luigi…Ecco perché oggi vorrei elucidare il soprannome di MINUCCIU ,il nostro amico ,paesano che fa tantissime ricerche e ci fa profittare dei suoi stimatissimi lavori…
Partito nel 1963, Domenico Buono é quasi sconosciuto oggi,anche quando era al paese lo era con questo nome anagrafico ,anche se ritornato pochissimo tempo al paese,si ricorda piuttosto con il suo diminuitivo”Minucciu” o Minuccjeddhu…io mi ricordo un po più degli altri del nostro amico ,perché era un vicino di casa mia ed in più mia madre é la sua “cummari Ernesta”
Un aneddoto che mi racconta :anche qualche amico di scuola che mi ha ritrovato,grazie un po al giornale,ha faticato ha ricordare il mio nome anagarfico “Domenico Buono”, mi ha riconosciuto con il diminuitivo ,dicendomi “Minucciu cumu stasi?”
Tutto sommato il diminuitivo d’epoca si ricorda meglio del nome anagrafico,ecco il perché il nostro amico “Minucciu”si é lanciato in una raccolta storica,molto interessate di parole del nostro dialetto ..vi ricordo che il segretario Raffaele Bisignani ci ha lasciato una ricerca storica di tutti i soprannomi del paese…ed una grammatica,si avete capito ,una grammatica sul dialetto Sandonatese…profitto per incoraggiare e ringraziare Minucciu,”Domenico Buono” per tutte queste ricerche che mette a disposizione sul giornale per noi tutti !!
Linghua 2
Nel compilare la prima parte, ho asserito che questa ricerca voleva essere un omaggio al luogo natio. In maniera forse troppo frettolosa, ho dato per conclusa l’analisi dei vocaboli con iniziale la lettera “A”. A parte che alcuni erano sfuggiti all’attenzione, ho riflettuto che, per essere un omaggio alla terra che mi ha visto nascere e crescere, avevo trascurato troppe cose. Continua a leggere
Dopo la XXI edizione della Sagra ,restando sulla stessa dinamica della riuscita,il nostro paese farà conoscere la nostra castagna ed i suoi derivati ,il 10 ed 11 dicembre in Francia …una dinamica che deve durare e in tutti i paesi dove si trovano i nostri compaesani sparsi nel mondo,una piccola e simile iniziativa farà conoscere il nostro paese al mondo intero …
Dando uno sguardo nell’archivio ho ritrovato questo bellissimo racconto che vi ripropongo…
Parmarij
Dopo un’assenza di quattro anni ero tornato in paese per un breve periodo di ferie. Fatto il rituale bagno di affetto con la parentela e rinfrescate amicizie e conoscenza, dopo qualche giorno “sintìej cà m’abbùlava ll’anima”. Giravo per il paese, mi fermavo ad osservare “chjazze e vaneddhe”, non tanto per incontrare o salutare gente, quanto per memorizzare i cambiamenti, le novità, notare quante residue attività artigiane sopravvivevano, rivedere luoghi di giochi infantili e riassorbire le atmosfere delle quali, da qualche tempo sentivo la mancanza.
Era un salutare bagno nella sandonatesità più vera, un modo per liberarmi temporaneamente di atmosfere che non sentivo mie e riassorbire gli umori paesani, traendoli “à nà mrùscinata ntà pùrugula dò paìsi”.
Frequentavo la seconda elementare e l’aula scolastica era ricavata nella stanza di un immobile ubicato nella zona “ì sùtta i finestri”. Insegnante era don Francesco Monaco che abitava al piano nobile del palazzo che ancora domina “à chjazza dò jardinu”.
Maestro Monaco era in la con l’età, unico docente in paese a non avere “à bacchetta” sulla cattedra, strumento col quale altri miei insegnanti, a monito, tenevano disciplinata, o almeno ci provavano, un’orda irrequieta che di istruzione e cultura avrebbe fatto volentieri strame. Continua a leggere
Voglio aprire questo mio piccolo “componimento” con l’immagine del Tricolore Nazionale, così ben rappresentato da questa composizione floreale, posta all’ingresso di uno degli edifici del complesso scolastico in contrada cutura. Credo, connesso con l’importante manifestazione d’apertura della ventunesima festa d’autunno, che è stata la scopertura della simbolo della lotta contro ogni forma di mafia e che vuole rappresentare anche un omaggio al centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Perchè connesso con la lotta antimafia? La bandiera è il simbolo dello Stato e la targa è il simbolo che vuole le mafie e quindi ogni sorta di imbroglio fuori da tutte le istituzioni dello Stato, a partire da Continua a leggere
Ho sempre detto e ridetto che il futuro del paese si potrà fare con il turismo,certo attirare qualche turista é molto difficile,allora ,carissimi paesani andiamo a cercarli,il detto dice “se la montagna non viene,maometto va dalla montagna”… se ogni paesano in Italia,in Europa e nel mondo parlasse un po del nostro paese,di far conoscere i nostri tesori che sono tanti,come la CASTAGNA,qualcuno verrà e dopo qualcuno saranno parecchi,io ho invitato il paese a venire il 10 e 11 dicembre in francia per far conoscere la nostra castagna…manifestazione dove ci saranno la Sardegna,la Sicilia,la Toscana,l’Abbruzzo e SAN DONATO DI NINEA !!
un nostro paesano che abita a Dublino mi ha scritto,avendo avuto un’ottima idea: Continua a leggere
In paese per un breve periodo di ferie, mi venne di riflettere che da un bel pezzo non andavo “aru campusantu à fa ù duviri” verso i familiari deceduti.
Con adeguata scorta di lumini ed a piedi, mi diressi a “Lietu”, come solitamente e con un pizzico di scaramanzia, i miei compaesani indicano la località. Tutto per non pronunciare la parola “campusantu”.
Dopo aver reso i doverosi omaggi alle persone a me care, istintivamente andai a curiosare in giro per le “sozze”, come sono definiti, in sandonatese, i campi di sepoltura. Durante il percorso e davanti ad ogni lapide o croce riaffiorava un ricordo, un episodio, un fatto oppure una circostanza che coinvolgeva, in maniera totale o parziale, le persone decedute le cui sepolture stavo passando in rassegna. Frammenti di vissuto, dei quali avevo parzialmente perso memoria, riaffioravano ritornando nitidi e, per un attimo, sembrava richiamassero in vita le persone i cui volti erano raffigurati nelle foto. Continua a leggere
Sabato 05 Novembre 2011 09:28 – di Emanuele ArmentanoLetture: 83 –
SAN DONATO DI NINEA – Si è aperta ufficialmente, ieri pomeriggio nell’antico borgo di San Donato di Ninea, la XXI edizione della “Festa d’Autunno”, un appuntamento che ormai si ripete dal 1991. E’ stata fatta una cerimonia di avvio in pompa magna, con un tantissime autorità presenti, che è iniziata proprio dalla scopertura della targa “Qui la ‘ndrangheta non entra – I comuni calabresi ripudiano la mafia in ogni sua forma” affissa all’ingresso del Municipio. Come da programma, intorno alle 15.30 davanti alla sede municipale, dove aver percorso le strette vie del paese con la banda musica in testa, il corteo delle autorità si è ritrovato di fronte alla targa per la celebrazione della giornata. Così, sotto le note dell’inno di Mameli, il sindaco Francesco De Rose ha dato via alla manifestazione, alla quale Continua a leggere
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Edizione numero 21 per la Festa d’Autunno di San Donato di Ninea, uno dei borghi antichi più belli d’Italia, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Arte,…
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