Benedetto Vuono è il nuovo segretario del Pd cittadino

La redazione & Diritto di Cronaca
 Benedetto Vuono

SAN DONATO DI NINEA – (Comunicato stampa) Sarà il vice sindaco del Comune di San Donato di Ninea, Benedetto Vuono, a guidare il circolo dei Democratici del paese posto alle porte meridionali del Parco del Pollino. Lo ha decretato all’unanimità, dopo un intenso dibattito sulle azioni future da intraprendere a livello locale, l’assemblea degli iscritti in una riunione propedeutica ai vari congressi in atto. Una garanzia di continuità che segue la direzione dell’uscente Giuseppina Ferraro, per una nuova stagione di buona politica e rinnovamento dell’impegno sociale e civile che vuole riportare al centro dell’attenzione della comunità sandonatese i temi dello sviluppo economico e ambientale dell’area, nonché della drammatica crisi lavorativa che attanaglia questo nobile luogo della provincia cosentina. “Da San Donato di Ninea – è stata la prima dichiarazione di Vuono – deve ripartire un messaggio forte e chiaro nei confronti di tutte le istituzioni, a cui tendiamo idealmente una mano per impegnarci insieme in direzione dello sviluppo del territorio e per un sostegno effettivo verso la politica di promozione del Parco Nazionale del Pollino, portata avanti egregiamente dal presidente Mimmo Pappaterra. Come guida di un gruppo compatto di iscritti e simpatizzanti del nostro circolo cittadino, garantisco una grande partecipazione attiva, sia nei confronti dei nostri quadri superiori del partito sia verso l’istituzione della Provincia e del nostro presidente Mario Oliverio”. A sostenere fattivamente Benedetto Vuono in questa opera di rilancio del partito sul territorio sandonatese, sono stati eletti nel direttivo del circolo i soci Giovanni Bisignani, Giovanni Ferraro e Pietro Ferraro. Nel corso dell’assemblea è stato costituito anche un Ufficio Adesioni, che avrà anche il compito di individuare i luoghi, i giorni e gli orari per le iniziative di campagne per il nuovo tesseramento, oltre che per le primarie in vista. Infine, tutti i presenti hanno deciso di programmare per il nuovo anno sociale un piano di altre attività ludiche e culturali per la promozione delle politiche nazionali e regionali del partito con l’approfondimento di tematiche programmatiche, di rilievo amministrativo e ambientale.

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La storia della Sagra…o Festa d’Autunno.

La redazione

Rosetta Capolupo  ci scrive…

un po di Storia della “Sagra della Castagna a Festa d’Autunno”
Nel lontano 1991, l’allora sindaco di San Donato di Ninea, geom. Pasqualino Esposito, ha la felice intuizione di istituire la Sagra della Castagna, lo scopo iniziale è quello di indire dei convegni, al villaggio scolastico, per conoscere il mal dell’inchiostro, una malattia che colpisce gli alberi ed in particolare il castagno. La Sagra, partita quasi in sordina, solo dopo qualche anno, e precisamente nel 1997, acquisisce le caratteristiche attuali perché si pensò non solo di pubblicizzare la castagna, ma anche il nostro centro storico. Infatti, già da allora, nei magazzini, nelle legnaie, nei vecchi locali sono adibiti degli stand per vendere castagne, dolci fatti con le castagne e altri prodotti tipici locali. Con il passare degli anni, questa manifestazione cresce sempre più fino alla decima edizione, quando dietro consiglio di un giornalista RAI, cambia nome da Sagra della Castagna in Festa d’Autunno, per non confondere la nostra sagra con le innumerevoli altre presenti sul mercato. Attira sempre  più gente, prima dai paesi limitrofi, poi man mano da luoghi sempre più lontani fin dal Piemonte e dall’Emilia Romagna con i rappresentanti di Venaria Reale e di Fiorano Modenese, che puntualmente sono presenti ogni anno.  Il 2012 ricorre la XII edizione e l’attuale sindaco, dott. Francesco De Rose , vuole festeggiarla degnamente, anche per testimoniare la continuità e l’impegno profuso, in questo lasso di tempo, dai sindaci che l’hanno preceduto, dagli amministratori  e da tutte le persone che si impegnano annualmente per la buona riuscita della Festa d’Autunno.  Questi giorni rappresentano un momento di aggregazione dove la gastronomia ha un ruolo di primo piano e la protagonista è la castagna, un alimento umile e antico che nei periodi di carestia ha sfamato intere generazioni e che ora è diventata un alimento prelibato. La castagna può essere mangiata cruda, arrostita, bollita, può essere essiccata per fare i “pistiddri” e la farina di castagne, in cucina può essere usata dall’antipasto al dolce perché è molto versatile e si adatta a preparazioni sia salate sia dolci. L’unico mio rammarico è  che  un agente patogeno  attacca la corteccia delle piante e distrugge intere piantagioni del prelibato frutto e, continuando di questo passo, fra qualche anno, la montagna sandonatese rimarrà senza alberi di castagne se non si troverà la cura adeguata, per poter porre rimedio a questa terribile catastrofe.

Rosetta Capolupo

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COME ERAVAMO Tànnu… gusàvadi accussì. (Tre)

La redazione & Minucciu

Tànnu… gusàvadi accussì. (tre)

 La nascita

C’era poi la questione cruciale del nome da imporre al nascituro. Qui gli equilibri erano assai precari perché ognuno cercava di interpretare a comodo il “tànnu”. Il primo nato maschio, per tradizione portava il nome del nonno paterno; si faceva eccezione nominando quello materno, solo però se gia deceduto prima. Per le femminucce prevaleva il nome della nonna materna ed in caso di premorienza di questi, valeva la regola gia vista per i nonni. Si poteva decidere per il doppio nome e così accontentare gli interessati nominandoli entrambi, ma si poteva creare in ogni caso malumore per via che del doppio nome se ne pronunciava una alla volta od uno solo ed il secondo nominato od escluso, generalmente, non prendeva mica tanto bene l’essere relegato in posizione, diciamo, di scarto. Le cose andavano un pò più lisce e con qualche problematica in meno, quando, condizione sociale e grado di istruzione ti inducevano ad assumere un atteggiamento più distaccato, ad essere più accondiscendente, almeno all’apparenza; Tànnu, imporre il doppio nome al nascituro, era consuetudine nelle famiglie di ceto più elevato, perché il doppio nome presupponeva almeno “ù d’dòn”, titolo generalmente attribuito alla nobiltà, ai grossi proprietari terrieri, agli esercenti le professioni liberali; in neonato del ceto popolare il doppio nome disdiceva e la famiglia del proletario tanto audace, poteva essere oggetto di feroci critiche, specie dai pari condizione; “ù paisànu”, “u santunatisi” in generale, di questi subdoli tentativi di scalata sociale, “tànnu, sìnni fàcìa gàbbu”. Continua a leggere

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XXII Festa d’Autunno 2012 :lettera aperta !!

Luigi Bisignani

XXII Festa d’Autunno 2012

Lettera aperta

Nel porgere il saluto a tutti i lettori , mi preme informare gli stessi che giorno 1, 2, 3 e 4 novembre 2012, si terrà la XXII FESTA D’AUTUNNO (sagra della castagna). Naturalmente, giorno 2, nel rispetto della sacralità e solennità della memoria dei defunti, non si terranno manifestazioni musicali o canore di alcun genere.

Nei giorni sopracitati saranno promossi i prodotti tipici locali, nonché le meraviglie dei nostri boschi e l’incantevole ed incontaminato borgo. Un grande patrimonio che si può scoprire nelle contrade e per le irte strade del nostro centro storico, ma anche una sorprendente successione di profumi e buoni sapori dettati dalle tipicità legate alla tradizione sandonatese. Continua a leggere

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