BANDO DI GARA : RACCOLTA E TRASPORTO

La redazione

Nuova rubrica “Bando di gara “
Ogni bando di gara che si terrà a San Donato di Ninea sarà pubblicato sul giornale.

BANDO DI GARA PROCEDURA APERTA SERVIZIO DI RACCOLTA E TRASPORTO RR.SS.UU. R.D. A CASSONETTO E INGOMBRANTI
(importo pari o inferiore a 206.000,00 Euro)

scarica il BANDO :Bando_8-procedura

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al Concorso “Castagna d’oro” per la XII Festa d’Autunno

La Redazione & Diritto di Cronaca

SAN DONATO DI NINEA – La celeberrima Festa d’autunno, sarà la dodicesima da quando è stata così rinominata la Sagra della castagna,  si avvicina a grandi passi. È prevista, infatti, per il primo weekend di novembre. Entro la metà di ottobre, però, c’è tempo per partecipare al nuovo concorso, denominato “La castagna d’oro”, un concorso letterario, scientifico e artistico riservato ai giovani residenti nei comuni facenti parte del comprensorio della “Valle dell’Esaro” e contigui a San Donato di Ninea, ovvero Acquaformosa, Lungro, Saracena, Orsomarso, Verbicaro, Grisolia, San Sosti, Mottafollone, Sant’Agata d’Esaro, Malvito, Santa Caterina Albanese, Fagnano Castello, Altomonte e Roggiano Gravina. È indetto dall’Amministrazione comunale allo scopo di migliorare la conoscenza del territorio d’appartenenza, di favorire lo sviluppo culturale e sociale della popolazione residente e di sollecitare l’espressione più alta delle potenzialità e delle capacità intellettuali dei giovani destinate al servizio della comunità. In particolare il concorso intende perseguire l’obiettivo di sollecitare, realizzare e divulgare iniziative socio-culturali di studio e di ricerca, tese all’approfondimento di temi e problematiche presenti nel tessuto sociale d’appartenenza, alla storia del territorio, all’analisi e alle prospettive di sviluppo socio-economico, alla conoscenza più pregnante dei valori, delle tradizioni, dei costumi e delle usanze riguardanti la popolazione interessata. Il concorso è aperto agli adolescenti e ai giovani residenti o domiciliati nei comuni citati, che  desiderano trattare argomenti di loro interesse secondo le indicazioni fornite ed a far conoscere i risultati del loro lavoro. Per ogni elaborato, ogni partecipante dovrà inviare in busta chiusa cinque copie dell’opera unitamente alla scheda di partecipazione compilata in tutte le sue parti. La documentazione dovrà pervenire entro e non oltre le ore 13 del 18 ottobre al  seguente indirizzo :
Segreteria del concorso “LA CASTAGNA D’ORO”
Comune di San Donato di Ninea
P.zza Ten. A. Pucciani
87010 San Donato di Ninea (CS)

scheda d’iscrizione
Regolamento

schiaccia sul titolo per avere la scheda d’iscrizione o il regolamento

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Disoccupazione: forse è necessario un azzardo

Disoccupazione: forse è necessario un azzardo

Gli ultimi dati pubblicati dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria del Mezzogiorno sono allarmanti. Dal 2007 al 2012 il Pil nelle regioni meridionali è crollato del 10%, ricalcando la situazione registrata nel 1997. Certo gli ultimi anni sono segnati indelebilmente da una crisi generale, ma le gravi ripercussioni sul meridione, hanno marcato e appesantito lo storico divario economico tra il Nord e il Sud. L’ultimo rapporto Svimez ha dichiarato che per eliminare questo divario e permettere al Sud di recuperare lo svantaggio ormai acuito servirebbero 400 anni. In queste regioni i dati non solo registrano una disoccupazione reale al 25%, ma  mettono in luce anche come nel Centro-Nord la perdita di posti di lavoro tenda a trasformarsi quasi interamente in ricerca di nuovi posti di lavoro, contrariamente a ciò che accade nel Mezzogiorno, dove solo in minima parte diventa effettivamente ricerca di nuova occupazione.

Si spera che all’allarme consegua una presa di coscienza da parte delle istituzioni e soprattutto un’azione programmata volta a risollevare la situazione del meridione – storicamente contrassegnato dall’emigrazione – dove, ancora oggi, sembra che l’unica soluzione per i giovani in cerca di un lavoro e di un futuro sia quella di fare le valigie ed espatriare.

Forse la ricerca di soluzioni da parte delle istituzioni potrebbe iniziare anche dall’osservazione e dall’analisi delle iniziative prese in altri contesti, rivelatesi vincenti. L’osservazione critica, unita ad un po’ di audacia potrebbe creare dei nuovi centri di produzione o di attrazione turistica, dei nuovi circuiti economici e di conseguenza nuovi posti di lavoro.

In quest’ottica non è totalmente fuori luogo la proposta avanzata da tre esponenti della lega di riaprire alcuni casinò italiani, che ha suscitato forti polemiche. Mentre la Russia cancella le tasse sul gioco d`azzardo, in Francia un progetto di riqualificazione del territorio farà di Marsiglia la nuova Montecarlo, con l’investimento di 50 milioni di euro e la realizzazione non solo di una nuova sala da gioco, ma di un vero e proprio quartiere con diversi edifici ad uso abitativo, strutture ricettive per il turismo ed esercizi commerciali.

Nell’ambito delle politiche per il turismo sono tanti i casi in cui alle bellezze naturali e paesaggistiche si è scelto di affiancare poli legati al gioco d’azzardo – si pensi a Malta – con ottime risposte in termini di sviluppo. Chissà che anche l’Italia non prenda esempio e provi un azzardo.

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Ntoniu i Cucuddi racconta…

Luigi Bisignani

La redazione & Gisella Tiesi
Mio padre raccontando le proprie storie ripete sempre la seguente frase:

“Il lavoro è sempre stato tanto, anche da piccolo, e in quei pochi momenti di libertà  – quasi sempre la sera – ogni pretesto era buono per dedicarlo agli amici con il quale ci si trovava aru girone per socializzare e giocare insieme a quei giochi umili e fatte di poche cose, talvolta giochi che simulavano un ripasso generale della poca cultura appresa a scuola, ma dove il divertimento finale era garantito”; così poi narra uno dei giochi di infanzia che lo ha coinvolto in prima persona.

Antonio i Cucuddi racconta:
“Una sera, alla fine dell’estate – avrò avuto sui 15/16 anni – mi ritrovavo ”aru girone” con la ghenga di sempre, saremmo stati una quindicina di ragazzi ed alcuni di essi erano “Minì i Saverio, Capolupi Luigi quiri i Sciabbani, Raffaele i Padjuni, Alduccio i Simeoni e tanti altri che non ricordo.
Quella sera alcuni di noi giocarono a “Indovina la provincia”, gioco ovviamente banale, ma per chi sbagliava ne conseguiva una penitenza difficile e talvolta brutale. Uno dei ragazzi prese la briga di citare le sigle delle province e noi a turno e ad esclusione dovevamo indovinare di quale si trattava. Pertanto quella sera arrivai io alla finale, ma ahimè sbagliai, ed ecco che mi venne assegnata una delle penitenza più antipatiche, ma che dovevo comunque superare sia per mostrare il mio coraggio, sia perché la parola data doveva essere portata a termine.
Mi ordinarono di andare al Cimitero da solo e portare soltanto una torcia per segnalare l’arrivo al luogo da loro deciso. Purtroppo, a malincuore e anche con un po’ di paura, mi incamminai fino al cimitero, accompagnato dalle risate dei più grandi e dall’imbrunire della serata.
Arrivato a destinazione, a circa km. 1,5 dal paese, montai sul muricciolo – allora molto più basso dell’attuale – e come non bastasse il posto, che si può ben immaginare evocava inquietudine, nel saltare per entrarvi dentro piombai su una vecchia tomba che, a contatto con il mio seppur poco peso, si fracassò.
L’esperienza è stata di sicuro elettrizzante e la torcia segnalò il mio traguardo ed il mio atto di coraggio fu portato a termine…”.
Questa è una delle tante storie ricordate dal babbo per narrare la semplicità che tutto permeava all’epoca e, che quei pochi piaceri venivano ritrovati insieme agli amici nei passatempi infantili, anche per dimenticare la giornata sacrificata dalle tante ore di lavoro
per apportare il contributo quotidiano alla famiglia.

Gisella Tiesi

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