Concorso I Luoghi del cuore 2012 : San Donato di Ninea

La Redazione

Concorso I LUOGHI DEL CUORE :
Al 132 ° posto della classifica web, troviamo oggi , SAN DONATO DI NINEA con 41 segnalazioni,(Luoghi iscritti 7786  )
Pochissimi voti se si contano i membri del gruppo su Facebook,i 400 abbonati del giornale e tutti i Sandonatesi residenti e sparsi nel mondo ..ma la partita è ancora tutta da giocare, continua a segnalare!

restano pochissimi giorni…

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Prossima Esposizione collettiva d’Orazio Sparano in Francia

La redazione 

Prossima mostra collettiva di Orazio sparano al teatro Defontenay le Fleury a VERSAILLES (Francia)

In anteprima vi faccio parte che il nostro artista “SANDONATESE ORAZIO SPARANO” sarà presente con la sua collezione dal 06 al 14 ottobre – all’88° salone d’arte di Versailles …

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A San Donato riscoperto un affresco …..

La Redazione & Salvatore Pupo

UNA STELLA COMETA E’ APPARSA SULLA GROTTA DI SAN MICHELE ARCANGELO NEL COMUNE DI SAN DONATO DI NINEA (Cs).

San Donato di Ninea (Cs) è un Comune che conta poco più di 1600 abitanti.Il suo territorio è posto nell’alto bacino del Fiume Esaro mentre l’abitato capoluogo è abbarbicato ad uno spèrone roccioso alle pendici del “Cozzo del Pellegrino(!!!)…mentre a poca distanza del centro abitato trovasi la Grotta di San Michele Arcangelo e della Madonna col Bambino considerata nei secoli luogo di preghiera e di pellegrinaggi che in questi ultimi anni, purtoppo, rischiava di restare un semplice ricordo…Ma la sera del 18 settembre u.s. la Madonna in quelle montagne ha compiuto un nuovo miracolo richiamando attorno a sè migliaia di Fedeli con a capo il Pastore diocesano,due Nunzi apostolici,il meritevole Parroco, tantissimi Sacerdoti e numerose Autorità civili.Dunque,
dopo tanto buio…un potente faro luminoso è stato riacceso su quella grotta.. mentre nuovi fasci di fede e di luce sono destinati a farsi strada attraverso quei monti e quelle incantevoli gole che ci appaiono precipitarsi e confluire nell’ampia Valle del Crati…e non solo !!

A San Donato riscoperto un affresco che raffigurala Madonna col Bambino risalente al XV secolo.
Particolarmente suggestiva la cerimonia svoltasi a San Donato di Ninea martedì 18 settembre scorso, dove in una grotta millenaria è stato riscoperto un affresco raffigurante la Madonna col Bambino risalente al XV secolo. Dopo un lungo periodo di scavi e restauro a cura della Soprintendenza per i Beni Culturali, è stata riaperta al culto la Grotta di San Michele Arcangelo e dellaMadonna di Sant’Angelo.

L’intero territorio, infatti,per vari secoli è stata regione di eremiti e meta di numerosi pellegrinaggi. Per l’occasione il parroco don Pino Esposito ha curato un momento di forte devozione mariana con la partecipazione di un gran numero di fedeli provenienti dal Continua a leggere

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COME ERAVAMO Tànnu… gusàvadi accussì. (due)

La redazione & Minucciu

La nascita.

Il nascere “santunatìsi”era un affare piuttosto complicato e l’evento non era esclusivamente riservato alla famiglia ma uno dei tanti avvenimenti “da condividere” perché il nascituro fosse a pieno titolo integrato e godesse, nella prima infanzia, delle tutele e protezioni che la comunità garantiva. Quale primo adempimento veniva esaminata nel dettaglio la discendenza di entrambi i genitori, comprensiva dell’anamnesi nei rami della razza e della relativa parentela, per valutare se, alla luce dei precedenti “ù nìnnu putìadi ghèssi malièsciu”. Erano rivisti e riconsiderati i certi e gli eventuali “trascorsi” del padre; valutato in particolare “si ghèradi stàtu surdàtu, s’aviàdi fàttu ù militàri” perché i soldati notoriamente all’epoca “sì sfucavànu ntè casìni e, cèrti vòti, purtàvanu àra casa ancùnu rinfrìscu”. Vi chiederete del perché l’investigazione riguardava in particolare il padre. Tutto si spiega col dire che la donna all’epoca era molto più “sorvegliata” e diciamo anche, “più timorata” del maschio e di conseguenza, meno soggetta a rischi. Peraltro, le poche che si concedevano qualche distrazione ci “rimanìanu”, perché, restare incinta non appena veniva sfiorata da “nù màsculu”, per le sandonatesi era la nemesi, era cosa molto facile e l’eventuale fattaccio non rimaneva a lungo riservato o nascosto. Il timore maggiore era la presenza di un ramo di pazzia nella razza del nascituro. Credete che dette verifiche fosse opera dei familiari o dei parenti? Macché! Era l’occupazione di conoscenti, vicini di casa, ficcanaso vari, perché il sandonatese è strutturalmente incapace di occuparsi solo degli affari propri. E’ insito, iscritto nel suo Dna che debba conoscere, sapere, essere sempre informato e ininterrottamente vigile; è una necessità di vita perché, il sapere, il conoscere, ti evita commenti inopportuni, ti impedisce di parlare senza riflettere e ti invita a tener conto a valutare chi è presente, chi può sentire o riferire ciò che dici od i commenti che fai, prenderne conoscenza diretta se presente. Parlare a vanvera, poteva e può ancora andare a toccare, anche involontariamente, nervi scoperti, sollecitare talune sensibilità. Queste sono tutte circostanze che possono far nascere acredini, odi ed inimicizie che al momento rimangono silenti ma danno origine a contesti che, “sìnaddìa, ghè cèrtu cà, mò o momò, ù cùnticièddhu à pagà ù prisèntanu”. Continua a leggere

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