STUDIO STORICO E DI MINERALOGIA : SOPRA S. DONATO NINEA.

Luigi Bisignani

Tutto su San Donato,secondo me lo studio più completo sul nostro paese,opera di

ROBERTO CAMPOLONGO 1913 : STUDIO STORICO E DI MINERALOGIA :  SOPRA  S. DONATO NINEA.

Origine,TopografiaClima,Flora e Fauna,Mineralogia, Usi, Costumi, Idioma e Religione

Tipografia di R. Riccio 1913
AVVERTENZA
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 Da più tempo avevo in mente di scrivere uno studio storico sopra San Donato Ninea, che si perde nell’oscurità dei secoli, per poterlo tramandare ai nostri futuri nipoti. Ma messomi a scrivere, non poche furono le difficoltà che incontrai, e per non lasciare il lavoro a metà, ho dovuto riscontrare parecchi lavori di autori diversi che hanno scritto sopra la Calabria, ma notizie ne trovai poche, con tutto ciò mi sono state utili, perché unite alla tradizione orale, mi hanno fatto determinare la loro classificazione etnografica. Le reliquie poi delle loro abitazioni e delle loro suppellettili, mi hanno dato un’idea chiara del modo come vivevano e quali erano i costumi dei Sandonatesi.

Vi sono riuscito? Giudicheranno gli altri.

S. Donato Ninea   (Cosenza)  Roberto Campolongo    

CAP. I

 Topografia – Clima – Flora e Fauna

San Donato Ninea sorge sul ridosso di una collina alle falde della montagna denominata Serra di Santa Croce, ad una altezza di ottocento metri sopra il livello del mare. La sua posizione, quantunque scomoda, a forma di scala, distante un’ora dalla via provinciale sottostante, pure gode di un incantevole panorama, l’occhio si spazia lungamente e si diletta a guardare le montagne della Sila con tutti i paeselli circonvicini di Santa Sofia, Corigliano, Spezzano Grande, la pianura di Sibari, il vicino Altomonte e Policastrello.I suoi confini sono: dalla parte destra Policastrello e le montagne di Serra Santa Croce; dalla sinistra Acquaformosa con le montagne della Madonna del Monte; dalla parte di basso, con le pianure della Ficaia e Macellaio. I fiumi che bagnano le due parti laterali del paese sono: il Rosa e il Grondi. Il fiume Rosa nasce dalle montagne di Piani Puledro e scarica le sue acque nel fiume Occida sotto Mottafollone, ed è rinomato per la pesca del reale, Continua a leggere

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Si dimettono sei consiglieri su dieci, decade l’Amministrazione De Rose

Tratto da Diritto di Cronaca

SAN DONATO DI NINEA – È durata solo due anni la maggioranza targata Francesco De Rose eletta a maggio 2011. Ieri pomeriggio, infatti, pur con due comunicazioni separate, ben sei consiglieri (tre dell’ormai ex maggioranza ed altrettanti della minoranza), si sono dimessi facendo decadere, di fatto, l’intero consiglio comunale. In una prima missiva i consiglieri Giuseppe Bisignani, Francesco Caruso e Vincenzo Consoli, eletti con la lista vincente del sindaco, hanno formalizzato – per conoscenza anche al Prefetto di Cosenza – le loro dimissioni «tenuto conto – hanno scritto testualmente – della grave situazione politico-amministrativa venutasi a creare». Con altro documento, firmato dall’ex sindaco Luigi Salvo, dall’ex vice sindaco Vincenzo Salvo e dal consigliere Antonio Sparano (tutti in minoranza), hanno rassegnato le dimissioni gli altre tre componenti del civico consesso. A quel punto, restando in carica soltanto il sindaco Francesco De Rose, il suo vice Benedetto Vuono, l’assessore Francesco Iannitelli ed il consigliere Luigi Cozzitorto, non ci sono stati più i numeri dato che la metà più uno dei consiglieri, pur non contestualmente, si sono dimessi. È un fulmine che arriva non tanto a ciel sereno, in quanto già nei mesi scorsi erano cominciati alcuni “mal di pancia”. Ad aprile, infatti, dopo il consigliere Vincenzo Consoli, già dissociatosi dal gruppo di maggioranza da qualche tempo, anche Giuseppe Bisignani aveva protocollato una lettera in cui affermava di «non condividere più il percorso dell’attuale maggioranza» annunciando la costituzione di un gruppo “indipendente”. Nei giorni scorsi, poi, l’altro consigliere Francesco Caruso aveva fatto sapere ai cittadini che «avrebbe votato il consuntivo del 2012 – cosa avvenuta nel consiglio del 23 maggio scorso – ma poi si sarebbe aggregato ai dissidenti Bisignani e Consoli». Detto, fatto. Il consuntivo, per la verità, era passato con cinque voti favorevoli ed un astenuto, mentre i tre consiglieri di minoranza si erano allontanati dall’aula. Ieri pomeriggio, quindi le dimissioni che mettono fine all’Amministrazione guidata dall’ex medico del Cosenza calcio Francesco De Rose. Lo stesso, va ricordato, venne eletto sindaco due anni or sono con il 50,04% dei voti validi contro il 49,96%, ovvero per un solo voto 519 a 518. Quasi nell’immediatezza – giusto per ricordare la vicenda – ci fu anche un ricorso al Tar proprio per l’esiguità della vittoria, con il Tribunale amministrativo che qualche mese dopo confermò la vittoria di De Rose. Ora il Commissariamento dell’Ente e le elezioni anticipate che con molto probabilità ci saranno nel 2014.

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Crisi al Comune : Sei Dimissioni

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Lotta al cinipide nel castagneto di Rota Greca

La Redazione Tratto da  Diritto di cronaca

ROTA GRECA – Lanci di insetti “Torymus Sinensis” anche nei castagneti di Rota Greca.
A seguito delle diverse ed urgenti sollecitazioni da parte del sindaco della cittadina rotese,  Roberto Albano, circa la grave infestazione del “Cinipide del Castagno” nelle ampie zone montane del territorio comunale in cui insistono folti castagneti.
Nei giorni scorsi , infatti,  è iniziata la lotta biologica con  l’insetto antagonista -naturale- al cinipide galligeno del castagno, conosciuto più comunemente come “vespa cinese”. Le operazioni di lancio,  effettuate dagli addetti della Regione Calabria e coordinate dall’agente di Polizia Municipale, Roberto  Greco, sono state eseguite in posizioni strategiche, in modo da permettere una copertura più omogenea possibile del territorio comunale e al tempo stesso creare delle zone cuscinetto dove il “Torymus” possa riprodursi e moltiplicarsi nei prossimi anni.
Un’azione di estrema importanza e quindi assolutamente apprezzata e condivisa dall’intera amministrazione comunale, in particolar modo dal sindaco Albano il quale si ritiene soddisfatto in quanto i castagni ed il suo frutto autunnale “coincidono con un patrimonio di estrema importanza per la nostra comunità soprattutto a livello ambientale, e rappresentano, inoltre, ancora oggi, un valido mezzo di sostentamento”.

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Il Comitato Territoriale per la Tutela della Salute si incontra a difesa dello Spoke

La redazione & Diritto di Cronaca

CASTROVILLARI – (Comunicato stampa) Più che partecipata la riunione, svoltasi ieri sera nella sala Giunta di palazzo Gallo, del Comitato Territoriale per la Tutela della Salute nell’area del Pollino e della Sibaritide con un forte coinvolgimento dell’Alto Esaro, promossa dal Comune di Castrovillari ed organizzata dal Sindaco, Domenico Lo Polito, presidente e coordinatore dell’organismo, e dalla consigliere comunale con delega ai rapporti istituzionali , Giovanna D’Ingianna.
Durante l’incontro è stata affrontata la questione Sanità e, nello specifico, il depauperamento dell’Ospedale spoke di Castrovillari nonché la necessità di rilanciare e rafforzare i Servizi della medicina Territoriale.
Erano presenti i consiglieri regionali Giulio Serra e Gianluca Gallo, i Sindaci di Morano Calabro, Francesco Di Leone, di San Basile, Vincenzo Tamburi, di Frascineto, Francesco Pellicano, di Mormanno, Guglielmo Armentano, di Cassano allo Jonio, l’Assessore Antonio Mungo, per San Marco Argentano, l’Assessore Michele Argontizzo con il Sindaco Alberto Termine, ed ancora i primi cittadini di Roggiano, Ignazio Iacono, di Tarsia, Antonio Scaglione, di Cervicati, Massimiliano Barci, di Terranova, Eugenio Veltri, di San Donato di Ninea, il Vice Sindaco Benedetto Vuono, di Sant’Agata d’Esaro, Luca Branda, di San Sosti, Vincenzo Di Marco, mentre quelli di Laino, Fagnano Castello e Mongrassano hanno inviato un fax di adesione; hanno partecipato, dando anche loro il proprio contributo, il consigliere provinciale Piero Vico, il consigliere comunale Dario D’Atri, con delega alla Sanità, e le Associazioni Famiglie Disabili, Amici del Cuore, Avo e Comitato Popolare di Difesa dell’Ospedale. Continua a leggere

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Viaggio in Calabria

Tratto da: La repubblica di Sara Ficocelli

Viaggio in Calabria

Visitarla significa esplorare il lato più selvatico e incontaminato del Belpaese. Tra ricchezze naturali e siti archeologici, una delle regioni meno conosciute e più affascinanti è perfetta come meta per un viaggio di fine estate di Sara Ficocelli

“La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca”. Cesare Pavese descriveva così i calabresi, popolo generoso e sui generis, fiero della propria regione “anche quando giustamente accusata”, come diceva Francesco Jerace. E vittima, secondo Gianni Versace l’indimenticato stilista fiero delle sue origini calabresi, di “un insano complesso di inferiorità, dovuto al fatto di vivere una realtà aspra, crudele”.L’Italia e il mondo sono pieni di artisti, letterati e creativi che la Calabria l’hanno amata e difesa. I non calabresi arrivano prevenuti e poi tornano qua tutta la vita, d’estate e d’inverno. Stregati da una natura selvaggia e in gran parte sconosciuta, fatta di mare e montagne, laghi, sorgenti termali, cittadine dove si lavorano l’argento e i tessuti come secoli fa, salumi piccanti, formaggi salati, reperti archeologici che ripercorrono la storia umana. I nativi, costretti ad andarsene per trovare un lavoro o fuggire alla criminalità organizzata, parlano della terra d’origine con un orgoglio e una rabbia da brivido. Nei loro occhi, anche dopo anni, resta una saudade che ha poco a che vedere con la malinconia e molto con la passione. Una saudade calabrese, appunto.

Uno degli aspetti più interessanti di questa punta dello stivale è la possibilità di organizzare itinerari turistici mare-montagna: nessun’altra regione permette di passare in pochi minuti da un paesaggio simil-scandinavo a una spiaggia arroventata. In Calabria è normale. Le montagne sono quasi totalmente sconosciute e, dalla Sila all’Aspromonte al Pollino, al confine con la Basilicata, tutte sono sedi di parchi nazionali. Continua a leggere

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Cancro-cellulare: il legame c’è. Dannoso anche il Wi-Fi.

Cancro-cellulare: il legame c’è. Dannoso anche il Wi-Fi.

 Di  Gerd Dani-Free-Italia

Innocente Marcolini ha lavorato come direttore finanziario e del personale in una multinazionale bresciana: per 12 anni le sue mansioni comprendevano un utilizzo prolungato del telefono cellulare e del cordless.

Dopo una serie di dolori avverCancro e cellulare. la correlazione c'è.titi ai nervi facciali, Innocente si è sottoposto nel 2002 ad una risonanza magnetica, la quale ha rilevato la presenza di un neurinoma del Ganglio del Gasser. Si tratta cioè di un tumore che ha interessato una zona del viso localizzata accanto all’orecchio.

Nonostante il nesso tra tumori e radiazioni sia sempre stato smentito dai medici più autorevoli, Innocente Marcolini ha intrapreso una battaglia legale per dimostrare che invece la coincidenza c’è eccome.
L’uomo, dopo la diagnosi, fece ricorso all’Inail per l’invalidità professionale, senza ottenere risultati. Soltanto dopo 10 anni la Corte di Cassazione ha stabilito che Marcolini ha diritto a una pensione di invalidità dell’80%, e che la sua condizione oncologica è imputabile al costante utilizzo di telefoni cellulari e cordless.
Il verdetto si è basato su studi indipendenti condotti tra il 2005 e il 2009 dall’Hardell. Le uniche ricerche effettuate in materia erano infatti co-finanziate dalle stesse compagnie telefoniche, e ovviamente non potevano che dare esiti negativi per quanto concerne la dannosa potenzialità tumorale degli aparecchi telefonici.
Ma aprendo un qualunque manuale dei più moderni e sofisticati cellulari, tra le righe delle avvertenze si leggono le raccomandazioni di tenere il telefono ad una distanza di 2-4 cm dall’orecchio. È evidente che qualcosa sotto c’è.
Così Matteo Viviani, nella puntata de Le Iene mandata in onda il 3 febbraio 2013, ha intervistato Marcolini dandogli la possibilità di mettere in guardia le persone non informate a riguardo, come lo era lui prima che fosse troppo tardi per intervenire.
A questo proposito la parola viene poi lasciata ad alcuni neurologi italiani, che hanno sperimentalmente provato la correlazione telefono-tumore. Infatti, tramite un’aparecchiatura che ha registrato i cambiamenti di temperatura cutanei, è stato evidenziato un aumento esponenziale della temperatura corporea nel lato sottoposto all’utilizzo del telefono. L’area celebrale coinvolta è maggiormente espansa nei soggetti di età compresa tra i 18 e 30 anni, per toccare il coinvolgimento dell’intera area celebrale nei bambini. Continua a leggere

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Storia di questi giorni in Italia…In Europa.

La redazione

MEDITATE !!
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Filippo è un 34enne e padre di un bambino di 4 anni, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed alcuni dipendenti si sono trovati senza soldi e lavoro, tra cui anche Filippo.
Da quando ha perso il lavoro, Filippo non sa più come cavarsela, dopo mesi e mesi in cerca di un lavoro ed un figlio di quattro anni da crescere, Filippo non ha avuto alternativa. Niente di eclatante, due settimane fa era stato sorpreso a rubare del pane ed una bottiglia di latte, processato per direttissima, gli erano stati inflitti cinque mesi con la condizionale.
Il 19 Maggio alle ore 9:44 Filippo entra all’interno di un supermercato in provincia di Roma, continua a girare per le corsie, davanti a lui trova una fetta di arrosto € 3,50 centesimi, un pezzo di formaggio € 2.95 centesimi ed una bottiglia d’olio € 4.80 centesimi, per un total…e di € 11.95.
Filippo porta con se una borsetta rossa, si guarda intorno e decide di far scivolare prima il formaggio e successivamente l’0lio e l’arrosto, ma sopra di lui una telecamere di sorveglianza riprende quanto accaduto, nel frattempo il personale di sorveglianza decide di chiamare la Polizia.
Filippo viene portato al commissariato di zona, dove confessa quanto successo: “Ho rubato perché a casa mi aspetta un figlio di 4 anni da sfamare, non sono un ladro ma sono disoccupato e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare“.
Filippo viene processato e condannato a 6 mesi di carcere, da scontare a Regina Coeli.
Non voglio giustificare chi ruba, ma permettetemi di esprimere una considerazione personale. Voglio spezzare una lancia a favore di tutta quella gente disperata che a causa della crisi economica non ha letteralmente cosa mettere in tavola, quella gente a cui non manca la voglia di lavorare e guadagnarsi da vivere, ma a cui manca la possibilità di farlo.
Cari amici, il gesto di Filippo è solo il simbolo di una parte dell’Italia che è ridotta veramente in situazioni economiche drammatiche, in totale dissonanza con il denaro pubblico sprecato e male usato, denaro pubblico che potrebbe essere messo a disposizione di quelle povere persone che non hanno cosa mangiare all’ora dei pasti.
I nostri rispettosissimi Onorevoli, Parlamentari e Senatori, rubano alla luce del sole “SOLDI PUBBLICI”, soldi di tutti noi comuni cittadini… ma sembrerebbe che per loro non si aprano mai le porte del carcere, ma quelle del Parlamento.
Oggi la mia comprensione va a queste famiglie distrutte, il mio disprezzo a quelle persone che l’hanno attivamente causata.

 

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La Festa dell’ Assunta :24 Maggio a San Donato di Ninea (Cs)

La  Redazione

La Festa dell’ Assunta ,24 Maggio a San Donato di Ninea (Cs)

Viene celebrata in devozione della Madonna dell’ Assunta. La festa ha questo svolgimento ogni anno:

nella prima quindicina di Maggio, si trasporta il quadro della Madonnna dalla sua sede normale,chiesa della Terra , alla chiesa matrice della SS. Trinità. Un apparatore para la chiesa a festa ed il quadro viene esposto,su un ricco trono, all’ adorazione dei fedeli. Il giorno 23, alla vigilia della festa, si forma un corteo che gira per le vie del paese al grido di “viva Maria” e recanti in mano torce accese e lampioncini; quando il corteo giunge al piazzale della Motta si sparano i fuochi artificiali.

Giorno 24, dopo la messa solenne, processione per quasi tutte le vie del paese, preceduta da un suonatore di zampogna e da quello di tamburo. Finita la processione, il quadro della madonna viene riposto nella sua sede normale, ma, prima di entrare in chiesa, viene affacciato dall’ estremità est del piazzale della Motta, perchè possa rivolgere lo sgurdo al sottostante territorio e benedire le messi;

 

contemporaneamente avviene il caratteristico “Volo del Pallone”.

 

 

 

 

 

Petali di fiori e Coperte del 24 Maggio.

Per quanto riguarda la domanda sui petali di fiori e le coperte al balcone, il significato è puramente devozionale e cultuale.In tutto il meridione d’Italia e in alcune zone del nord i petali di rose hanno il significato della purezza e del rispetto.

Gettare petali di rosa è considerato un gesto di ossequio e riconoscimento della santità della persona.

Santa Caterina da siena riceveva questi onori anche in vita. In particolare i petali di rosa, perchè al profumo delle rose è collegata la santità, da cui deriva il modo di di dire “quella persona è in odore di santità”. Questo particolare segno contraddisingue anche la figura di Padre PIo; molte persone dicono di sentire il profumo delle rose quando vanno in pellegrinaggio.
Le coperte dai balconi hanno il significato dell’accoglienza e dell’omaggio. Si omaggia e si accoglie una “persona” importante che viene a farci visita.

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AgriEcoTurismo: Ristorante-Hotel Villa Brazzano

La Redazione

Ristorante-Hotel Villa Brazzano

E dal sopranome che aveva la famiglia del nonno Alfonso Muzzalupo ” i Brazzano!” di San Donato di Ninea .
Villa Brazzano nasce da un antico frantoio che si ergeva al centro di una proprietà di 10 ettari di terreno interamente coltivato da olivi , con il passare del tempo abbiamo aumentato la vegetazione piantando palme, pini, oleandri, piante da frutta e altre piante decorative ornamentali.
Oggi oltre alle villette bifamiliari costruite all’inizio degli anni ottanta, abbiamo 8 camere albergo di recente costruzione (2012), nonché una splendida sala esterna adiacente alla piscina e circondata dalla rigogliosa vegetazione.
Il corpo centrale dove si ergeva il frantoio é stato inglobato nella struttura del ristorante dove si trova la prima sala “interna”,specializzati nella cucina tradizionale regionale, produciamo in forma totalmente biologica carni; ortaggi e verdure di stagione di qualunque genere, nonché pasta e quelle piccole leccornie Sandonatesi che ancora oggi sono ricercatissime e Continua a leggere

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