La Redazione & Minucciu
Fàttu strèvuzu
Un brivido lo svegliò e percepì subito la sensazione del freddo umido. Aprì gli occhi e invece del soffitto vide il cielo stellato. La circostanza lo meravigliò e si stupì perché non rammentava di essere restato fuori casa. Sollevò la testa e potè vedere che il corpo era interamente ricoperto dall’umidità della notte.
Si guardò attorno e tentò di capire dove si trovava. Guardò nuovamente verso il cielo stellato ed affidandosi al suo ottimo senso dell’orientamento capì che doveva trovarsi in una zona posta in alto, orientata all’incirca fra “ù Sammicuòsu” e “ ù chiànu dà Sìddhàta”. L’aver stabilito la località non lo tranquillizzò affatto perché non riusciva a capire come era capitato nella zona e soprattutto perché c’era andato e poi s’era fatto sorprendere dal sonno.
Era sdraiato su un fianco. Tentò di cambiare posizione per meglio guardare attorno e la manovra non riuscì. Di questo ebbe paura. Dalla “cudicèdda “in giù gli arti, per quanti sforzi facesse per attivarli, non rispondevano, restavano immobili, “ammarmurùti”. Era successo qualcosa che gli impediva di muoversi. Fece un ennesimo tentativo di girarsi ed avvertì una fitta lancinante all’altezza delle reni. Doveva essere caduto e doveva aver preso una botta alla spina dorsale.
Guardò di lato nel tentativo di individuare l’abitato, le case del paese. A destra vide solo il costone e poi il cielo; a sinistra intravide i crinali “de cuòzzi”. Capì che si trovava in un punto imprecisato “ntè còsti dà tèrra” ma la circostanza non lo consolava affatto. Era crucciato perché non riusciva ancora a capire cosa era accaduto e come mai era sdraiato “mmiènzu à pètri e tròppi”. Continua a leggere



SAN DONATO DI NINEA – «La lealtà per me è un valore inscindibile e non me la sono sentita di tradirlo». Con queste parole, l’ex sindaco di San Donato Francesco De Rose, offre una propria spiegazione alla crisi che ha portato alle dimissioni di ben sei consiglieri (tre della sua ex maggioranza ad altrettanti dell’opposizione), che hanno determinato lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. «Avevo ormai il sentore dello strappo in maggioranza – ha aggiunto – ed ho tentato anche un’apertura nei confronti dell’opposizione per un nuovo riassetto politico. Ma alla risposta che la minoranza, o almeno l’ex sindaco Luigi Salvo ed il suo ex vice Vincenzo Salvo, avrebbero acconsentito (insieme ai tre dimissionari della mia ex maggioranza) di fare una sorta di ribaltone solo se avrei “silurato” due dei miei più fedeli consiglieri come il vice sindaco Benedetto Vuono e l’assessore Francesco Iannitelli ho detto di no perché non potevo tradire la fiducia di chi, fino alle ultime ore del mio mandato, mi è stato vicino così come il consigliere Luigi Cozzitorto». È laconico, ma cosciente di aver fatto la cosa giusta, l’ormai ex sindaco De Rose che ha rimesso “giocoforza” il suo mandato nel momento in cui i numeri non c’erano più. «I motivi di questo strappo, con i tre dimissionari che mi avevano appoggiato nel 2011, comunque – ha sottolineato De Rose – sono stati esclusivamente di natura personale e non politica, dovuta alle solite piccole beghe di paese e quindi non potevo “barattare” con un atto di slealtà politica un comportamento di basso profilo come quello messo in atto». Sulle dimissioni di Pino Bisignani, Vincenzo Consoli e Francesco Caruso, l’ex sindaco De Rose ha una sua idea «sul “pilotaggio” effettuato da un noto ex sindaco, che all’indomani della Sagra delle castagne 2012 ha iniziato un lavoro ai fianchi che ha portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Ed ora ci sarà un anno di commissariamento, visto che proprio ieri mattina in Comune ha preso p ossesso delle sue cariche (di sindaco e giunta) il Commissario Prefettizio Domenico Giordano, nominato dal Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro. Un commissariamento che verosimilmente durerà fino alle primavera 2014 quando ci saranno le nuove elezioni comunali. A tal proposito, sul futuro l’ex sindaco De Rose attenderà che «maturino i tempi», lasciando aperto uno spiraglio ad una sua eventuale ricandidatura, ma ribadendo che lo farà «solo se ci saranno le condizioni politiche per farlo».



