tratto da Calabria Libera
Cosenza – “Se non si corre velocemente ai ripari i nostri castagneti, che sono stati per tantissimi anni una delle voci in attivo dell’economia calabrese e nazionale, rischiano di morire lentamente”. Il grido d’allarme viene lanciato oggi dall’assessore provinciale alle attività economiche e produttive della Provincia di Cosenza Mario Caligiuri che chiede alla Regione Calabria l’istituzione immediata di una task force per combattere e distruggere un temibile parassita, il cinìpide del castagno, meglio conosciuto come vespa cinese che aggredisce gli alberi di castagno determinando la comparsa di vistose galle (o ingrossamenti) sui germogli e sulle foglie, causando uno sviluppo stentato della vegetazione e un calo, spesso assai evidente, della produzione di castagne. “In presila e, in particolare a Celico –afferma Caligiuri in una nota- sono già tantissimi gli alberi di castagno aggrediti dal parassita. Per combattere il fenomeno molte regioni italiane si sono già attivate con il lancio di un insetto antagonista, il Torymus sinensis che si nutre delle sue larve. Altre stanno sperimentando la potatura verde, che viene effettuata dopo lo sfarfallamento del cinipide e dopo la sua deposizione delle uova, allo scopo di stimolare le piante a produrre nuova vegetazione fogliare e nuove gemme non più esposte a deposizione delle uova del cinipide. Logicamente occorrerà aspettare un po’ di anni per avere risultati attendibili, anche se già quelli attuali sono positivi. “La nostra Regione -conclude Caligiuri- deve attivarsi e correre immediatamente ai ripari se vuole salvaguardare un grande patrimonio naturale ed economico per il nostro territorio, impegnando uomini, mezzi e risorse ed impegnarsi in una battaglia senza quartiere a difesa del castagno e di tutto ciò che esso rappresenta per la nostra economia”.






SAN DONATO DI NINEA – «La lealtà per me è un valore inscindibile e non me la sono sentita di tradirlo». Con queste parole, l’ex sindaco di San Donato Francesco De Rose, offre una propria spiegazione alla crisi che ha portato alle dimissioni di ben sei consiglieri (tre della sua ex maggioranza ad altrettanti dell’opposizione), che hanno determinato lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. «Avevo ormai il sentore dello strappo in maggioranza – ha aggiunto – ed ho tentato anche un’apertura nei confronti dell’opposizione per un nuovo riassetto politico. Ma alla risposta che la minoranza, o almeno l’ex sindaco Luigi Salvo ed il suo ex vice Vincenzo Salvo, avrebbero acconsentito (insieme ai tre dimissionari della mia ex maggioranza) di fare una sorta di ribaltone solo se avrei “silurato” due dei miei più fedeli consiglieri come il vice sindaco Benedetto Vuono e l’assessore Francesco Iannitelli ho detto di no perché non potevo tradire la fiducia di chi, fino alle ultime ore del mio mandato, mi è stato vicino così come il consigliere Luigi Cozzitorto». È laconico, ma cosciente di aver fatto la cosa giusta, l’ormai ex sindaco De Rose che ha rimesso “giocoforza” il suo mandato nel momento in cui i numeri non c’erano più. «I motivi di questo strappo, con i tre dimissionari che mi avevano appoggiato nel 2011, comunque – ha sottolineato De Rose – sono stati esclusivamente di natura personale e non politica, dovuta alle solite piccole beghe di paese e quindi non potevo “barattare” con un atto di slealtà politica un comportamento di basso profilo come quello messo in atto». Sulle dimissioni di Pino Bisignani, Vincenzo Consoli e Francesco Caruso, l’ex sindaco De Rose ha una sua idea «sul “pilotaggio” effettuato da un noto ex sindaco, che all’indomani della Sagra delle castagne 2012 ha iniziato un lavoro ai fianchi che ha portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Ed ora ci sarà un anno di commissariamento, visto che proprio ieri mattina in Comune ha preso p ossesso delle sue cariche (di sindaco e giunta) il Commissario Prefettizio Domenico Giordano, nominato dal Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro. Un commissariamento che verosimilmente durerà fino alle primavera 2014 quando ci saranno le nuove elezioni comunali. A tal proposito, sul futuro l’ex sindaco De Rose attenderà che «maturino i tempi», lasciando aperto uno spiraglio ad una sua eventuale ricandidatura, ma ribadendo che lo farà «solo se ci saranno le condizioni politiche per farlo».

