Luigi Bisgnani
Dopo una ricerca appasionante, il nostro amico e sandonatese Minucciu,ci fa parte di una riflessione nella categoria Stuòzzi ì stòria :I’ stràini.
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Per i sandonatesi “ù straìnu” poteva essere, sia qualcuno non appartenente “àra ràzza” (qui intesa nel senso di parentela o gruppo familiare), sia qualcuno non nato, non vissuto o non radicato nella popolazione locale, in buona sostanza un estraneo digiuno sugli usi, i costumi e le tradizioni paesane.
Questo era nella tradizione paesana, se vogliamo un po’ “repulsiva”, alla quale necessariamente bisognava aggiungere l’applicazione delle normative del regno su viaggi, trasferimenti e permanenze di stranieri e regnicoli.
Per le norme di legge del Regno di Napoli, la nozione di straniero spesso era accomunata a quello di vagabondo. Si riteneva che i forestieri, quali persone non residenti nello stato, privi di sede stabile e vaganti da un posto all’altro, erano da considerarsi dei vagabondi. Continua a leggere

Riguardo alle attività, all’epoca erano poche le scelte che una persona poteva fare. A san donato molti facevano calzolai sarti barbieri ecc..questi mestieri li abbiamo trasferiti in molte nazioni del mondo.






