Luigi Bisignani
Ricevo da Minucciu e con piacere pubblico
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Amapòla.
Guardava verso il cielo stellato di quella serata primaverile ed attendeva che la falce di luna calante, in viaggio nel cielo, come accaduto in altre notti, si sovrapponesse alla croce del campanile “dà chjèsia dà tèrra”, che per questo veniva ad assumere le sembianze di un minareto, ornato dalla mezzaluna islamica.
Aveva pregato sua madre di avvicinare la poltroncina nei pressi della finestra, che aveva preteso aperta nonostante la frescura, ma non aveva rifiutato d’essere cautelato “à nà mànticèddha ì làna” con la quale amorosamente la donna l’aveva avvolto. Continua a leggere



