Giuseppe Cordasco

Luigi Bisignani

Don Peppe Cordasco ci ha lasciato…RIP.

Giuseppe Cordasco

Giuseppe Cordasco nato a San Donato di Ninea il 21-11-1933 deceduto a San Donato di Ninea 08-05-2016

A l’età di 83 anni il conosciutissimo Don Peppe ci ha lasciato.

Viveva alternativamente entro San Donato e Castrovillari.

Di professione Geometra (esercente la libera attività anche fuori dall’Italia) fu anche professore di storia dell’arte negl’ Istituti Tecnici femminili e Disegno nelle scuole medie.

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CHIARA,bellezza Sandonatese

Luigi Bisignani

La conosciutissima stilista belga Esmeralda Ammoun,notissima  nel mondo della moda ,ha scelto per la sfilata della sua collezione,la bellezza naturale di origine Sandonatese

  « Chiara » 

figlia  della sandonatese ed amica   Maria Caruso.

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Una bellissima  consacrazione per questa giovanissima e bellissima CHIARA,  da  non dimenticare  le origini sandonatesi.

A Chiara e famiglia i nostri più sentiti complimenti ed auguri  per una lunghissima carriera

nel mondo della moda.

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Festa del lavoro?

Luigi Bisignani

“Il primo maggio è la Festa del lavoro che ricorda le lotte operaie per i diritti dei lavoratori”.

Penso che quest’anno i concerti e sfilate del 1° Maggio non hanno senso, con tutta la disoccupazione dilagante! Anche per rispetto a chi ha perso il lavoro e non può festeggiare, questa giornata poteva essere sospesa in attesa di tempi migliori.Nel momento più nero della crisi, con 3 milioni di disoccupati,Auguriamo un buon 1°
Maggio a tutti questi nostri amici sfortunati…auguro a  loro tutti  di trovare un

” LAVORO ”

01-05-2016

 

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Stuòzzi ì stòria: A’ galèra.

Luigi Bisignani

Ricevo da Minucciu e con piacere pubblico

CULTURA

 

 

Dìcìanu cà ù càrciri….. è galèra;

à mmìa è parùtu…. fìssiatùra”.

cultura-sandonatese.jpgLa strofa iniziale di questa antico componimento popolare calabrese, zìu Ntoniu l’aveva cantata nel corso della prima nottata trascorsa da uomo libero e l’aveva fatto “ntà vanèddha cchjù bbicìna àra càsa ì Fìlicèddha”, “vècchja zìta” alla quale attribuiva la “responsabilità morale” per i  vent’anni di galera che aveva dovuto soffrire.

E si che in gioventù si erano voluti bene ed erano stati prossimi al matrimonio. Poi era successo quel che spesso  accadeva, “quànnu dùi zìti fànu quìri c’òn pònu sòn marìtu e mugghjèri” e Ntònijèddhu, dopo aver “ncignàtu à zìta”, aveva accusato dubbi ed aveva avuto un ripensamento.

Dopo lunga ed approfondita riflessione sul fatto che Fìlicèddha gli si era concessa, che si era mostrata debole ed aveva ceduto alle sue insistente, che s’era mostrata troppo ingenua ed aveva creduto alle solenni promesse, gli venne di pensare che “s’avìa fàttu nà vòta…….” e da questo modo di vedere la faccenda, aveva tratto debite conclusioni. Continua a leggere

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