Bisignani Luigi
Ricevuto e pubblico con grande piacere,questo studio storico di Cesare De ROSIS
MEDIOEVO AUREO. LA STAUROTECA DI COSENZA NELLA PRODUZIONE ARTISTICA DELLA FASE NORMANNO – SVEVA
di Cesare De ROSIS

Opificio Normanno di Palermo. Reliquiario della Vera Croce ( Stauroteca ). Metà sec. XII. cm 21,4 x 26,4. Galleria Nazionale di Cosenza, Palazzo Arnone
Verso la metà del XIX secolo un architetto francese, Charles Rohault de Fleury, che dedicò gli ultimi anni della sua vita all’archeologia cristiana, si prese la briga di prendere in esame uno per uno tutti i frammenti della croce catalogati del mondo, ne calcolò il volume comparando il tipo di legno a cui appartengono. Il motivo di questo bizzarro e impegnativo studio consisteva soprattutto nell’individuare l’autenticità dei frammenti stessi. A tal proposito rievoco un vecchio, ma quanto mai appropriato, aforisma di Umberto Eco: “Molte reliquie che si conservano a Costantinopoli sono di dubbiosissima origine, ma il fedele che le bacia sente emanare da esse aromi soprannaturali. È la fede che le fa vere, non esse che fanno vera la fede.” Il culto della Vera Croce, diffusosi in tutto il mondo cristiano, affonda le radici a Gerusalemme, a seguito dell’inventio Crucis da parte di Elena, madre dell’ imperatore Costantino. Con lei ebbe inizio anche la dispersione di reliquie e reliquiari. Continua a leggere



