Luigi Bisignani
Un bellissimo racconto e precisione sulle lenzuala dipinte appese ai balconi inviatomi dalla Sra Maria Polidoro.
Caro Luigi, ieri l’evento più significativo dei festeggiamenti per il Santo Patrono, la Processione con il rientro del Santo nella sua abituale dimora.
Grande la devozione che ha permeato i vicoli, le strade, le piazzette del paese. Mi è tornata in mente quella incrollabile di mia madre, una devozione che non si è, infatti, mai affievolita, nel tempo e nella distanza, della quale ha nutrito anche noi figli.
Ieri, durante la Processione alcune persone si sono domandate il significato e la provenienza di alcune lenzuola dipinte appese a balconi e ringhiere del paese e, in chiesa, quello del tappeto realizzato con pasta colorata ai piedi dell’altare.
Poiché ne sono io la responsabile, credo doveroso fornire una breve spiegazione e la gentile disponibilità del tuo giornale ne offre una preziosa opportunità. Te ne sono molto grata.
Si tratta di mandala, termine derivante dal sanscrito che vuol dire cerchio. Benché assai diffusi nella cultura orientale, essi sono rappresentazioni presenti in tutte le culture e religioni, basti pensare ai rosoni e ad alcuni disegni delle pavimentazioni delle nostre chiese. Un uso assai importante, inoltre, è quello che troviamo nella psicologia analitica poiché la loro realizzazione è portatrice di un nuovo ordine, trasformazione e guarigione.
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