Luigi Bisignani
Cùmu ghèramu: Aru tièmpu dè brigànti
Sulle vicende di Saverio Iannuzzi, brigante sandonatese, cc’àgnòmi “Prishènte” (à l’àti briganti ghèradi ànnumminàtu ù Zuòppu), avete avuto modo di leggere qualche tempo fa su questo giornale.
Per ricostruire i fatti tenni a riferimento, sia la tradizione orale sandonatese, sia il resoconto che sul brigante fece nel suo libro su San Donato Vincenzo Monaco, sia qualche altra notizia sulle gesta della banda capitanata da Antonio Franco, nella quale il nostro compaesano, dopo averne frequentato altre, chiuse la “carriera”.
Nella ricostruzione vi erano pero dei ”buchi” che mi hanno indotto a voler acquisire altri elementi di valutazione sulla vicenda.
Nella sua narrazione Vincenzo Monaco ci descrive un Prishènte vittima della misera, dell’ignoranza e della grettezza di taluni compaesani, i quali, dopo la condanna per omicidio lo costrinsero ai margini della società sandonatese.
Nella pubblicistica dell’epoca Prishènte, alla pari di tutti i briganti, viene mal rappresentato perché era di moda la demonizzazione del “borbonico”, partito al quale i briganti, ritenuti tutti partigiani del detronizzato Francesco II erano “iscritti d’ufficio”. Continua a leggere





