La redazione…
Apr 12
AVVISO PUBBLICO
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Apr 06
Il mio Paese…San Donato di Ninea
La Redazione & Elio
Scrissi questa poesia martedì 6 novembre 2012, due giorni dopo essere stato alla Sagra della Castagna a San Donato. Ad ispirarmi furono le parole di alcuni dei tanti partecipanti non sandonatesi che sentii mentre scendevo dalla Sellata verso il Giardino. Guardandosi intorno
, si chiedevano come fosse possibile vivere in un paese così malridotto. Quelle parole furono per me una vera e propria coltellata al cuore…
Piangi, amore mio!
Ciò che un tempo fosti,
donna, amante, madre
giace logoro nel
cimitero dei ricordi.
Cerco nell’aria i tuoi odori
forti, di tini ripuliti
dalla vinaccia,
trabordanti di frutti gonfi
luccicanti al sole.
E con loro i visi conosciuti,
mai troppo stanchi,
sempre pronti
a distendersi in sorrisi.
Cerco i tuoi sapori
mai dimenticati.
Di terra viva, feconda
amata e coccolata,
protetta e carezzata.
Non li trovo,
un dubbio mi assale.
Che sia un sogno
o che morte abbia
vinto, me o te.
Eri bella, di semplicità
vestita, accoglievi
materna i tuoi figli
al riparo della tua veste bianca.
Nel luccichio della festa,
tra suoni, canti e visi,
effimeri e stranieri,
tu piangi,
offesa e vilipesa.
Più in là, dove la luna incontra bassa
le chiome dei tuoi figli prediletti,
all’ombra di un noce e di un castagno,
un branco di lupi lotta furente.
Mordono, strappano, lacerano
ciò che resta di un bel vestito bianco.
Il tuo. Piangi, amore mio.
helios
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Apr 05
Come eravamo : Quìri chì ccì l’ànu fàtta.
La Redazione & Minucciu
“Vijàta à ghìddhu e vijàta àra màmma ch’à fàttu”. Tante volte ho udito questa frase, pronunciata dalle anziane sandonatesi a mo di viatico e di benedizione nei confronti di un compaesano che, mettendo a profitto la propria intelligenza e con applicazione e sacrifici, si era fatto valere ed aveva conquistato una posizione di prestigio e responsabilità, dando così lustro alla propria casata e, di riflesso, anche al paese.
La stessa frase mi è tornata alla memoria nel corso di approfondimenti sull’economia sandonatese quando, svolgendo ricerche sulla bachicoltura, mi sono imbattuto in citazioni e frammenti di vita riguardanti il sandonatese Luigi Alfonso Casella (1865- 1945) che della sericoltura calabrese è stato, al suo tempo, una figura chiave.
Sia prima che dopo l’unità nazionale, in San Donato, (così come in altre realtà calabresi) l’allevamento del baco da seta è stata una delle voci importanti dell’economia locale, il tanto da indurre la coltivazione del gelso anche in alcune aree interne all’abitato del paese, (cito ad esempio quella in località Sàmmicuòsu sul retro dell’abitazione i zìu Pascali i vihjèli) perché di foglie della pianta del gelso erano formate le lettiere su cui venivano allevati “ì sìrichi” che delle medesime foglie si nutrivano.
L’economia calabrese ha sempre sofferto l’assenza di infrastrutture ed investimenti, le prime addebitabili alla “latitanza” del potere centrale ed i secondi alla mentalità “sparagnina”della nobiltà latifondista ed alla scarsa inclinazione al rischio dell’investimento della borghesia. La situazione di stallo regionale permaneva anche nel sandonatese, la cui realtà economica era caratterizzata da produzioni rurali quali cerealicoltura, castanicoltura, viticoltura e olivicoltura uniche compatibili con un terreno montagnoso, giudicato dai più ed a torto, poco fertile, in realtà oggetto di tecniche agricole antiquate. Continua a leggere
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Mar 30
LA SANTA PASQUA di Francesco Ponzo”Sparacito”
La redazione
Serene festività Pasquali a tutti
con l’augurio che ogni giorno sia per tutti noi la resurrezione dei valori umani nei nostri cuori !!!
AUGURI di cuore a tutti gli amici e famiglie e tutti i fedeli lettori del nostro G.I.
Rendendo omaggio al nostro poeta “Francesco i Sparacito”
vi auguro a tutti una buona PASQUA con una delle sue bellissime poesie
Luigi
LA SANTA PASQUA
Con mani giunte s’inchina all’Altare
Il fedele e comincia a pregare.
La gioia più grande nel cuore che sente,
Per la gloria di Dio che risplende.
La Santa Pasqua é messagio d’amore
Che Dio ci dona, ch’é nostro Signore
Per far si che possiamo capire
Che per noi Egli volle morire,
E ancora per noi volle risuscitare
Per proteggerci ed insegnarci ad amare
Il nostro prossimo ,e da cio dedurre
che al bene bisogna il pensiero condurre,
Poiché non c’é cosa più grande
di cio che spande continuamente e rispande
Quei sentimenti che nascono nell cuore,
Per dare al mondo affetto e calore .
Guidarci Tu vuoi,noi lo sappiamo,
In cambio Signore tant’amore Ti diamo ;
Tu ai Tuoi figli assai bene vuoi ;
Tu che sei grande e tutto Tu puoi .
La Tua luce c’illumina e fiducia c’infonde,
fiducia grande che giammai si confonde.
Goria a te ,o Signore risorto
Dacci la forza di non far’TI mai torto
Francesco Ponzo « Sparacito »
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