Buone FESTE a TUTTI.

Luigi Bisignani

Buongiorno a tutti…pochissimi giorni per questo NATALE 2013,vi auguro a tutti di passarlo in armonia e felicità con le vostre famiglie.

Anche quest’ anno 2013 sta per arrivare alla fine, mi sembra ieri che vi dicevo la stessa cosa per il 2012,il tempo passa veloce e non c’é rendiamo conto.Molte cose da ricordare e molte da dimenticare…auguro a voi tutti un nuovo anno pieno di gioie ,salute e felicità…per il nostro paese auguro un anno prospero e d’unità nell’aprire una nuova pagina della storia del paese…dimentichiamo i problemi del passato guardiamo insieme verso un’avvenire migliore…

BUON NATALE ,FELICE FINE 2013 ed un’ OTTIMO 2014 pieno di SALUTE per voi e le vostre FAMIGLIE

Permalink link a questo articolo: https://www.sandonatodininea-cs.it/2013/12/19/buone-feste-a-tutti-2/

Come Eravamo:Sàntudunàtu nà pìcchi ì stòria

La Redazione & Minucciu

PRISCENTI (parte quarta)

Detta ipotesi è confortata anche dalla circostanza che la banda dei saracinari, capitanata da Di Napoli e Di Pace e nella quale Priscenti fece le sue prime esperienze da brigante, negli anni dal 1860/63 sparse terrore e scoramento fra le popolazioni di Spezzano, Acquaformosa, Mottafollone, Firmo, San Sosti, Saracena e Morano (3) mentre il territorio sandonatese non venne interessato da nessuna azione delittuosa. Strano, molto strano per un periodo in cui i briganti, in primis davano addosso ai ricchi notabili del proprio paese. Non penso che Priscenti abbia avuto tanta forza di dissuasione ne che avesse acquistato tale “peso” all’interno delle bande da tenere al riparo il paese natio. Non poteva neanche far conto e far valere la sua prestanza fisica. Era minuto ed i saracinari, contando sul numero, alla prima contrarietà l’avrebbero sbranato.

Probabilmente la spiegazione è da trovare sulla complicità di qualcuno che poteva negoziare la pace sul territorio, sia per la salvaguardia dei beni propri, sia per evitare interventi della truppa che potevano turbare lo “status quo” e pregiudicare gli affari correnti con le bande brigantesche.

Non voglio avventurarmi nella dietrologia ma penso che la morte di Priscenti sia un concorso di circostanze a lui sfavorevoli e dovute al desiderio di vendetta dei familiari delle le vittime di quelle azioni di cui gli veniva addebitata la responsabilità. Deve aver pesato e molto anche il troppo che sapeva, episodi e circostanze conosciute ed apprese. Troppo, troppe cose, che in periodo di pentitismo (fra i primi vi fu Viola Domenico detto Pisillo, della banda dei saracinari) posero in ambasce svariate persone, le quali, se Priscenti avesse fatto parola, potevano finire in galera o peggio fucilati. Queste circostanze costiuirono il micidiale mix di vendetta e di timore che presumo decisero la condanna a morte di Saverio Iannuzzi detto Priscenti. L’avidità e la predisposizione all’infamia ed al tradimento del Sirimarco e del Pizzo furono elementi secondari e secondo me influirono poco sulla sorte gia segnata del brigante. I due, agirono come sicari e come tali ebbero ricompensa.

Per dovere di cronaca elenco i componenti la banda Franco, nella quale ha militato il compaesano protagonista di questa storia. Continua a leggere

Permalink link a questo articolo: https://www.sandonatodininea-cs.it/2013/12/19/come-eravamosantudunatu-na-picchi-i-storia/

Ridatemi il treno natale 2013

La Redazione & Euristeo Ceraolo

(Intercity Milano – Crotone)

Per difendere la ferrovia della fascia Jonica risalente al 1861!!!

 La protesta di un pendolare Rossanese che non si dà per vinto… Nella sua protesta coinvolto  anche un testimonial d’eccezione: Francesco Guccini!

La denuncia

Sbaglio o si era sbandierato il ripristino dei treni a lunga percorrenza come l’intercity “Milano- Crotone e… viceversa”? Della serie la protesta non conosce vacanza!

Non solo è aumentato il disagio per il trasporto ferroviario con i vari cambi per arrivare a destinazione,  ma è esageratamente aumentato il costo del biglietto da € 82,00 a € 100,00 circa.

Tutto per scoraggiare l’utenza ad utilizzare la strada ferrata e di questo periodo chi paga il danno maggiore è il turismo, con serie ricadute sull’ impatto economico.

Con chi me la devo prendere? La notizia di questi giorni è la nomina del nuovo presidente delle ferrovie nazionali Lamberto Cardia. Ah, ecco….!!!

Un po’ di Storia

Il 6 marzo 1870 venne inaugurato il tronco di Rossano della ferrovia Taranto – Reggio Calabria (passando per Trebisacce, Sibari e Corigliano). Il progetto risale fin dal 1861 (dall’unità d’Italia con Vittorio Emanuele II primo re d’Italia), venne messo in esecuzione nel 1866 partendo dalle due estremità (Taranto e Reggio). Dopo quello di Rossano, il 16 giugno 1870 si inaugurò il tronco di Cariati (passando per Mirto) ed il primo giugno 1874 quello di Crotone. La linea entrò in esercizio nel 1876. 

Oggi  sotto gli occhi di tutti, l’abbandono delle stazioni ferroviarie Joniche (che fanno tanto tristezza), eppure, un tempo non era così  e proprio la stazione di Rossano negli anni ‘59- ‘60 risultò essere la prima stazione del compartimento di Reggio Calabria per accoglienza, la cura e l’ottima organizzazione.

L’ intervista

– Voglio ricordare –  dice il pendolare Euristeo – che circa un anno fa a Forlì si organizzava una particolare forma di protesta per portare a “gloriosi splendori” il collegamento del Sud Italia con il centro Nord e chiedere il ripristino di alcuni treni, tra cui quelli a lunga percorrenza, come l’Intercity  Milano – Crotone, simbolico ponte di unione sul territorio nazionale e quindi chiedere ex- novo il collegamento ferroviario con il Sud del Paese – .

La protesta, quanto mai singolare, ha visto la partecipazione di alcuni VIP del tessuto romagnolo e un gruppo di amici che “armati” di valigia di cartone,  hanno occupato lo spiazzale della Ferrovia Forlivese e manifestato in modo creativo il disagio creato dalla soppressione del collegamento, raggiungendo l’attenzione dell’opinione pubblica, nonché, delle testate giornalistiche nazionali con il titolo di  Ridatemi il treno và. Continua a leggere

Permalink link a questo articolo: https://www.sandonatodininea-cs.it/2013/12/16/ridatemi-il-treno-natale-2013/

Qualche leggenda di Natale:Presepe,Re maggi,babbo Natale,Befana etc…

Luigi Bisignani

Il Presepe.

   Il primo vero presepe della storia fu creato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma. Questa usanza divenne così popolare che presto tante altre chiese vi aderirono.

Ognuna creava un presepio particolare ed unico. Le scene della natività erano spesso ornate con oro, argento, gioielli e piete preziose.
Anche se molto popolare tra le classi più ricche, questa opulenza era quanto di più distante dal signigificato della nascita di Gesù.
Dobbiamo il “nostro” presepe attuale a San Francesco d’Assisi, che nel 1224 decise di creare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. Il presepe che San Francesco creò nel paese di Greccio, era fatto di figure intagliate, paglia e animali veri.
Il messaggio era diretto, e poteva essere capito e recepito da tutti, ricchi e poveri.
La popolarità del presepe di San Francesco crebbe fino ad espandersi in tutto il mondo.
In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.

 

Gli animali

Si dice che allo scoccare della mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, gli animali – in special modo gli animali nelle fattorie acquistino il meraviglioso ed inusuale dono della parola. Buoi, mucche, cavalli, maiali e polli iniziano a parlare tra di loro e si scambiano strani segreti sul genere umano, in particolar modo sui loro padroni. Ma non tentati di ascoltarli di nascosto! La leggenda dice che potrete attirare su di voi la sfortuna, la cecità o addirittura la morte se tenterete di spiarli!

La leggenda dell’Agrifoglio.

Un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli araldi apparvero annunciando la lieta novella della nascita di Cristo.
Sulla via di Betlemme, il bimbo intrecciò una corona di rami d’alloro per il neonato re.
Ma quando la pose davanti a Gesù, la corona gli sembrò così indegna che il pastorello si vergognò del suo dono e cominciò a piangere.
Allora Gesù Bambino toccò la corona, fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e cambiò le lacrime dell’orfanello in bacche rosse.

La leggenda delle Palline di vetro

  A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.


La leggenda delle Campane di Natale

   I pastori si affollarono a Betlemme mentre viaggiavano per incontrare il neonato re. Un piccolo bimbo cieco sedeva sul lato della strada maestra e, sentendo l’annuncio degli angeli, pregò i passanti di condurlo da Gesù Bambino. Nessuno aveva tempo per lui.
Quando la folla fu passata e le strade tornarono silenziose, il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame. Pensò “Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!” e seguì la campana fino alla stalla ove la mucca portò il bimbo cieco fino alla mangiatoita dove giaceva il neonato Gesù.

La storia di Babbo Natale

L’uso di fare doni ai bambini in occasione del solstizio d’inverno c’è sempre stato. Ma nel passato i regali non li portava Babbo Natale. A portare i regali ai bambini ci pensavano gli elfi, gli angeli, le fate, i Rè Magi, Santa Lucia, Gesù Bambino, la Befana. La figura di Babbo Natale si ricollega a San Nicola di Mira e a Sanctus Nicolàus, che operava già nel Medioevo. Per diventare ciò che è attualmente, la leggenda e la storia di (Babbo Natale – San Nicola) dovette arrivare negli States al seguito degli immigrati olandesi e, infine, a New York trovò Clement Clark Moore, che nel 1822 scrisse per i suoi sei figli la poesia “A visitfrom St. Nicholas” in cui lo descriveva in vesti nuove.

Il successo fu immenso e lui, con i nomi di Santa Klaus, Father Christmas, Papa Noèl, Weithnachtsmann, diventò il più amato portatore di doni e regali.

Babbo Natale è vecchio con la sua lunga barba bianca ma giovane nel suo entusiasmo, complice e paterno. Il suo vestito rosso, ornato di pelliccia e il suo inconfondibile berretto, ricorda quello degli gnomi e anche lui porta un sacco (cornucopia). Babbo Natale saetta nel cielo su un carro volante pieno di regali e doni natalizi, ma poiché viene dal paese dei ghiacci, ha una slitta trainata da renne, mitica rappresentazione dell’inverno, in cui si sommano e si accavallano folletti, santi, dei e rè; è buono e tollerante. Non c’è carbone nel suo sacco e forse è proprio questo che spinge a diventar migliori. Entra misteriosamente dal camino o dalle finestre, provoca un pizzico di batticuore – quel tanto che ci vuole – lascia i regali, ammicca e se ne va. Continua a leggere

Permalink link a questo articolo: https://www.sandonatodininea-cs.it/2013/12/12/qualche-leggenda-di-natalepresepere-magibabbo-natalebefana-etc/