Come eravamo : Mà davèru l’àmu mìsu ncrùci?

La Redazione  & Minucciu

Mà davèru l’àmu mìsu ncrùci?

Estratto dall’Appendice del volume Ninaia.

 Mà davèru l’àmu mìsu ncrùci?

 Da ragazzo spesso sentivo i compaesani più vecchi o di salute malferma piangersi addosso e sostenere “m’ànu mìsu ncrùci”, “mà ppìcchi àmmìa”, àcchìni hàiu fattu i chiovira?”. Poteva acche accadere di sentire o vedere il compiacimento per un’azionaccia od una dura punizione, con parole del tipo “l’àiu mìsu ncruci” o “dd’àiu dàtu lìnnu e chiovira”.

Dette espressioni si riferivano  alla passione di Cristo ed erano residui di una antica memoria oggi cancellata dalle tradizioni, secondo la quale si voleva alcuni antichi calabresi fra gli autori materiale del martirio.

A questa reminiscenza, ancora viva fra alcuni degli anziani di un cinquantennio fa, non è estranea la rivalità campanilistica verso un paese confinante, i cui abitanti, noti per la loro crudeltà e per l’essere infidi, venivano menzionati con disprezzo “ammazzacristi” perché, tradizione “ab antico”, voleva alcuni di loro  “npèdì àra crùci” e non in veste di penitenti. Questa forma di “disprezzo” era naturalmente reciproca e gli abitanti del paese in questione, alla prima occasione ribaltavano l’accusa verso i sandonatesi.

Il clero, che del martirio di Cristo accusava “in primis” gli ebrei, non perse occasione per cavalcare la diceria, tacciando di “ammazza cristi” i popolani più riottosi all’autorità ecclesiastica, vuoi perché la fonte era autorevole, vuoi perché l’argomento era utile a piegare e sottomettere i sandonatesi, gente che, verso la pratica e la partecipazione a cerimonie religiose, si mostrava piuttosto riottosa, ribadendo così la propria discendenza ed appartenenza alla genia bruzia.

La “vexata questio” nasce durante il medioevo ed in ambito accademico, da un passo delle “Noctes Atticae” di Aulo Gellio, nel quale, l’autore latino, spiega l’espressione “Decemviros Bruttiani verberavere”, usata da Catone in una sua orazione. Lo storico latino spiega origine e cause di questa ignominia che voleva i bruzi, traditori nei confronti della repubblica romana perché alleati con Annibale. La sconfitta del generale cartaginese ebbe conseguenze sul popolo bruzio, coperto di ignominia e disonore tali da non poter più prestare servizio nell’esercito romano ma obbligato a seguire i magistrati nelle province dell’impero, quali “peregrini reditici” ed a venire impiegati in ”officia servilia” e come fustigatori, flagellatori torturatori.

Nel medioevo, la diceria fu reiterata in ambito accademico, su “incipit”, non si sa quanto involontario, del cardinale Cesare Baronio (1538-1607), autore degli “Annali ecclesiastici fino al 1198”, opera nella quale cita gli scritti del Gellio. Un secolo dopo, il domenicano Giacinto Serry, dell’università di Padova, nelle sue “Exercitationes historicae”, per motivi di antagonismo accademico con padre Giordano Pulicchio da Amantea, bibliotecario presso la stessa università patavina, da per certa l’identità dei carnefici di Cristo, indicando con certezza la loro appartenenza ai bruzi e quindi all’antico popolo dei calabresi. Insomma per screditare un concorrente, il domenicano francese non ha esitato ad infamare una intera popolazione.

L’infamia, qualche decennio avanti del Baronio, era però stata anticipata e perpetuata da Niccolò Perrotto e da Ambrogio Calepino. Quest’ultimo nella sua “dictionum interpetramenta” del 1502, diffonde la vulgata, gia consolidata, che arricchisce con nuovi particolari nelle edizioni successive del suo dizionario, nel quale, riporta che “i bruzi sono selvaggi e turpi. Furono servi e pastori al servizio del Lucani dai quali fuggirono stabilendosi in luogo nascosto ove ora è Cosenza…per causa di Annibale vennero in potere dei romani ed a causa della loro slealtà vennero distrutti e, privi di dignità ed onore, costretti per sempre alle opere servili”. Continua a leggere

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“Taranta Nova”,giovane band di San Donato di Ninea

La Redazione & Gazzetta del Sud

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Giovani Sandonatesi Partecipate anche voi…

la Redazione & Diritto di Cronaca

Loiacono e Castagnaro invitano i cittadini al primo workshop sui Pisl

CASTROVILLARI – (Comunicato stampa) A sostegno di una grande azione territoriale per lo sviluppo delle capacità e vocazioni presenti.  “Uscire dalla crisi si può. La ricetta? Coniugare competenze, volontà, inventiva per ridare impulso alla voglia di creare impresa.” Lo dichiarano gli Assessori del Comune di Castrovillari, allo Sviluppo Ambientale e Tecnologico, Turismo e Politiche Giovanili nonchè alla Programmazione Territoriale e Valorizzazione dei Beni Pubblici, rispettivamente Angelo Loiacono e Giovanna Castagnaro i quali  invitano i cittadini  al primo workshop sui Pisl, programmato per sabato 8 febbraio a partire dalla ore 16 nella Sala 14 del Protoconvento Francescano.  Un dialogo, importante, per costruire lo sviluppo possibile.
“Intanto già dal prossimo 11 febbraio-  fanno presente i due esponenti-  sarà operativo ogni martedì, dalle ore 16 , al secondo piano di palazzo Calvosa, su corso Garibaldi,  l’ufficcio dedicato ai PISL, finalizzato ad assistere le progettualità e per accompagnare le idee imprenditoriali del territorio. Un ulteriore «aiuto che offriremo insieme allo staff tecnico – aggiungono Castagnaro e Loiacono – al fine di approfondire e guidare alle opportunità offerte dai bandi».

«L’occasione prossima dei Pisl – riferiscono i due Assessori- è un’esperienza esaltante che il nostro Territorio non può lasciarsi sfuggire per ridare fiducia alla capacità e alle intelligenze che abitano la nostra città ed il nostro comprensorio».
Per questo motivo l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Domenico Lo Polito, ha previsto una serie di appuntamenti aperti al Territorio ed a quanti vogliono essere protagonisti di questa nuova sfida intercomunale alla quale prenderà parte anche lo staff tecnico composto da Francesco Calà, Salvatore Leto, Francesco Parrilla e Lilia Infelise i quali sono chiamati ad esporre i contenuti della linea d’intervento 5.3.2.3 “Azioni per la qualificazione, il potenziamento e l’innovazione dei sistemi di ospitalità delle Destinazioni Turistiche Regionali”, per un importo di € 1.500.000,00, e la 5.3.2.2 “Azioni per il potenziamento delle Reti di Servizi per la promozione e l’erogazione dei Prodotti/Servizi delle Destinazioni Turistiche Regionali”, pari a € 500.000,00.

“Parola, dunque,  ai giovani e agli operatori economici interessati ad approfondire le modalità di approccio a questi importanti strumenti di programmazione e sviluppo del territorio- precisano concludendo gli Assessori Castagnaro e Loiacono-  dei quali il capoluogo del Pollino è la città capofila di un ampio numero di Comuni (Acquaformosa, Altomonte, Civita, Firmo, Frascineto, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Mormanno, Mottafollone, San Basile, San Donato di Ninea, San Lorenzo del Vallo, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Saracena e Spezzano Albanese) che vanno dal Pollino alla Valle dell’Esaro. “

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Si votera certamente domenica 25 maggio.

La redazione  & Quotidiano della Calabria

In Calabria voto in 141 comuni, Rende il più grande,San Donato nella lista.

Il decreto ancora non è stato firmato, ma sembra delinearsi la data nella quale saranno rinnovati i consigli comunali in scadenza. Si convergerà in un unico giorno con le europee. Solo due i centri calabresi oltre quindicimila abitanti chiamati a scegliere il sindaco
Amministrative, si va verso un election day a maggioIn Calabria voto in 141 comuni, Rende il più grande

 

ROMA, 1 FEB – Oltre 51 milioni di italiani saranno chiamati alle urne, con ogni probabilità, il prossimo 25 maggio, per una election day che vedrà il rinnovo del Parlamento europeo e di 4.073 comuni.
Il decreto con la fissazione della data deve essere ancora emanato. Certo è che le europee devono svolgersi, in tutta Europa, nel periodo compreso tra giovedì 22 e domenica 25 maggio 2014. Dal momento che nell’ultima legge di stabilità è stato deciso che le elezioni si terranno in un solo giorno, la domenica, risparmiando 100 milioni ad elezione, è più che probabile che si opti per l’election day, accorpando le due scadenze elettorali nella giornata del 25 maggio.
Le Comunali 2014 riguarderanno 4.073 comuni; si voterà prevalentemente nei Comuni che dovranno rinnovare gli organi di governo eletti nel 2009 ma ad oggi sono più di 100 i Comuni commissariati che dovranno rieleggere i propri amministratori. Tra questi i 16 nuovi Comuni nati a seguito delle fusioni intercorse fra 37 Comuni soppressi dal 1 gennaio 2014.
Dei 4.073 comuni al voto, 235 sono superiori ai 15 mila abitanti (10 mila per la Sicilia), 3.838 sono inferiori a questa cifra. I comuni capoluogo sono 26: Biella, Verbania, Vercelli, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Ferrara, Forlì, Modena, Reggio nell’Emilia, Firenze, Livorno, Prato, Perugia, Terni, Ascoli Piceno, Pesaro, Pescara, Teramo, Potenza, Campobasso, Bari, Foggia, Caltanissetta, Tortolì.
Le elezioni europee vedranno alle urne 51.034.571 elettori italiani chiamati alle elezioni per rinnovare il Parlamento europeo. Gli elettori, divisi in 61.588 sezioni elettorali – sono dati del Viminale con il corpo elettorale calcolato sulla base della revisione semestrale del 30 giugno scorso – sono 24.658.991 uomini e 26.375.580 donne. Sono 47.354.781 gli elettori iscritti sul territorio nazionale mentre 3.679.790 sono gli elettori residenti all’estero. Di questi, quelli presenti nei Paesi Ue sono 1.462.298 di cui 797.227 uomini e 665.071 donne.
Gli elettori italiani saranno chiamati a eleggere i 73 membri spettanti all’Italia, il territorio nazionale è diviso in 5 circoscrizioni territoriali: Italia nord-occidentale, Italia nord-orientale, Italia centrale, Italia meridionale, Italia insulare. A seguito dell’adesione della Croazia all’UE nel luglio 2013, i deputati al Parlamento europeo sono diventati 766, ma questo numero sarà ridotto a 751 alle prossime elezioni di maggio e rimarrà allo stesso livello in futuro. Questi deputati rappresenteranno oltre 500 milioni di cittadini di 28 Stati membri.
I componenti del Parlamento europeo sono eletti per un periodo di 5 anni. Sono elettori i cittadini che entro il giorno fissato per la votazione abbiano compiuto il 18mo anno di età. Sono eleggibili alla carica di rappresentante dell’Italia al Parlamento europeo gli elettori che abbiano compiuto il 25/o anno di età entro il giorno fissato per le lezioni. Le liste dei candidati devono essere presentate, per ciascuna circoscrizione, alla cancelleria della corte d’Appello presso la quale è costituito l’ufficio elettorale circoscrizionale dalle ore 8 del quarantesimo giorno alle ore 20 del trentanovesimo giorno antecedenti quello della votazione.

IL decreto che ufficializzerà la data deve ancora essere firmato, ma sembra profilarsi un election day che accorpi il voto per il rinnovo del Parlamento europeo e quello di 4.073 comuni italiani, decine dei quali si trovano in Calabria. E con ogni probabilità la scelta cadrà su domenica 25 maggio, con un turno di ballottaggio, per i comuni con oltre quindicimila abitanti, che a questo punto cadrebbe domenica 8 giugno. Continua a leggere

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