Luigi Bisignani
La California è a 50 chilometri da Sangineto, 39 gradi e 43 minuti a Nord, 16 gradi a Est. Provincia di Cosenza. Siamo San Donato di Ninea, l’Eldorado calabrese, una west coast senza mare. Non gratta sotto i piedi la faglia di Sant’Andrea ma al cielo si staglia Monte Cava dell’Oro che si sgranchisce a 1058 metri dal livello del mare. Nel suo petto riposano tracce di preziosi come l’oro, l’argento e il rame a cui fu data la caccia a periodi alterni fin dal Medioevo.
I cacciatori d’oro a San Donato di Ninea
Cacciatori d’oro bazzicavano intorno ad Acquaformosa, Vallone del Grondo, Rosaneto, Principessa e Vallone d’Oro (nomen omen), sperando di tirar su un buon bottino. Ai monaci delle abbazie lì intorno, era stato dato il nome di pescatori d’oro, perché, armati di setacci, s’immergevano fino alle cosce per cercare le pepite nelle acque dei torrenti.
Risalendo sulla schiena della provincia calabrese, tracce auree seguivano filoni che conducevano a Morano e Saracena, segnalati dalle presenze di minerali (calcopirite, tetraedrite, pirite, arsenopirite) che, come coppie di lunga data, non riescono a star separate dalle tracce auree e le segnalano per attinenza. L’oro ha lasciato la sua scia anche a Grotteria, Polia, Roccella, Sinopoli e nel torrente Allaro e capita che qualche avventuroso, anche oggi, si addentri con vecchie mappe per cercare il suo Klondike qui a Sud del Sud. Continua a leggere










