La castagna, un frutto nella storia

Luigi Bisignani con la  collaborazione di P.L.Nanni

Il castagno si trova allo stato spontaneo in un ampio areale della fascia climatica mediterranea e precisamente dalla Turchia ai Balcani, dall’Italia alla Francia, alla penisola iberica e sulle coste del Magreb, tuttavia, per lungo tempo rimase ai margini dell’attività economica. I greci inizialmente non ebbero neppure un nome per indicare la castagna in quanto la designarono una particolare specie di ghianda se non addirittura una sottospecie della noce.

Nelle Roma “caput mundi”, il primo a farne menzione fu Varrone – I° sec. a. C. – mentre nel secolo successivo, Plinio il Vecchio conosce già sette varietà coltivate, ma la scienza dietetica di allora continua a considerarla un “frutto selvatico”.
Dopo un altro secolo, Galeno riferisce che “ … sono le principali fra tutte le specie di ghiande: esse sole, tra tutte le specie di frutti selvatici, danno al corpo un nutrimento degno di memoria”. Continua a leggere

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Raffaele Bisignani, una persona da non dimenticare.

Luigi Bisgnani & Vincenzo Tiesi 

“Indimenticabili personaggi d’altri tempi”

bisignani-rafUn personaggio che è entrato nella memoria collettiva di San Donato di Ninea è senza dubbio il rag. Raffaele Bisignani.
E’ lui che ha dato alla storiografia locale un’impronta di ricerca attendibile cui tutti fanno riferimento.
Senza nulla togliere ad altri che si sono cimentati a costruire itinerari storici del paese, Raffaele Bisignani ha affrontato il discorso storico in modo scientifico e documentato.
E’ un merito che riviste specializzate gli riconoscono  e che per la popolazione sandonatese costituisce un vanto.
Nel mettermi a scrivere qualche riflessione sulla sua figura mi vien in mente  il suo amore per la ricerca e la sua premura nel rendere pubblici i suoi lavori, preoccupato del trascorrere veloce del tempo e convinto del detto latino “scripta manent verba volant” ( gli scritti restano, le parole volano). E’ stato un  instancabile ricercatore e studioso dei problemi sociali e delle tradizioni locali del paese e della Calabria. Continua a leggere

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La storia della Sagra…o Festa d’Autunno.

Luigi Bisgnani

Periodo Autunnale,periodo di CASTAGNE e da noi siamo arrivati alla XXVI edizione,

26 anni che si festeggia questo frutto  delizioso,26 anni che si porta avanti questa festa sempre con molto successo ,ma é vero come si dice da noi “u santu ghe passatu a festa ghe finita”.Peccato che dopo questi 3 giorni grandiosi non se ne parla più e si aspetta solamente la prossima edizione.Ma ci siamo mai chiesti il perché questa SAGRA non riesce a rilanciare il nostro piccolo sistema economico?.Mi sembra che merita una riflessione ,cosa ci apporta questa festa ?dopo 26 anni si potrebbe organizzare un convegno sui risultati del dopo festa.Sarebbe Bello che a questo convegno 2016 si parlerebbe di questi 26 anni passati ad organizzare questa bellissima festa e citare soprattutto “cosa apporta al paese”.

Qualche anno fa chiedevo in giro qualcosa sulle prime sagre e la nostra simpaticissima amica Rosetta Capolupo   mi fu di grande  aiuto…

La Sagra della Castagna a Festa d’Autunno”
Nel lontano 1991, l’allora sindaco di San Donato di Ninea, Geom. Pasqualino Esposito, ha la felice intuizione di istituire la Sagra della Castagna, lo scopo iniziale è quello di indire dei convegni, al villaggio scolastico, per conoscere il mal dell’inchiostro, una malattia che colpisce gli alberi ed in particolare il castagno.
001 La Sagra, partita quasi in sordina, solo dopo qualche anno, e precisamente nel 1997, acquisisce le caratteristiche attuali perché si pensò non solo di pubblicizzare la castagna, ma anche il nostro centro storico. Infatti, già da allora, nei magazzini, nelle legnaie, nei vecchi locali sono adibiti degli stand per vendere castagne, dolci fatti con le castagne e altri prodotti tipici locali. Con il passare degli anni, questa manifestazione cresce sempre più fino alla decima edizione, quando dietro consiglio di un giornalista RAI, cambia nome da Sagra della Castagna in Festa d’Autunno,

 

 

 

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La castagna di San Donato di Ninea

Luigi Bisignani

La castagna di San Donato

è ricercata per la sua fragranza e il sapore forte e asciutto. La castagna non solo a San Donato, ma anche in buona parte della Calabria, ha rappresentato, fino a non molti anni fa, l’alimento base per il sostentamento della popolazione, per l’elevato valore nutritivo; veniva usata anche come farina per la panificazione (il famoso Pane dei Poveri).

Ricca di zuccheri, offre un apporto calorico alla dieta alimentare di 199 calorie, per 100 grammi di parte edibile. Viene consumata arrostita (le caldarroste) o cotta in acqua leggermente salata ed aromatizzata con semi di finocchio e foglie di alloro.

È usata anche per la preparazione di dolci, tra i quali vari tipi di “castagnaccio”. E’ una delle maggiori risorse della comunità data anche la produzione notevole: gran parte del territorio è infatti coperto da questi alberi da frutto. Sostanzialmente troviamo tre qualità diverse di castagne: la “curcia”, la “riggiola” e la “nzerta”.

La “riggiola” è quella maggiormente usata per il consumo quotidiano, mentre la “nzerta”, castagna più grossa e lucente, e la “curcia”, sul tipo del “marrone” sono state orientate più al mercato industriale.

Da ricordare e da non perdere è la Sagra della Castagna (XXVI Festa d’autunno) che si tiene il primo fine settimana del mese di novembre (4-5-6 novembre 2016).

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