Luigi Bisignani con la collaborazione di P.L.Nanni
Il castagno si trova allo stato spontaneo in un ampio areale della fascia climatica mediterranea e precisamente dalla Turchia ai Balcani, dall’Italia alla Francia, alla penisola iberica e sulle coste del Magreb, tuttavia, per lungo tempo rimase ai margini dell’attività economica. I greci inizialmente non ebbero neppure un nome per indicare la castagna in quanto la designarono una particolare specie di ghianda se non addirittura una sottospecie della noce.
Nelle Roma “caput mundi”, il primo a farne menzione fu Varrone – I° sec. a. C. – mentre nel secolo successivo, Plinio il Vecchio conosce già sette varietà coltivate, ma la scienza dietetica di allora continua a considerarla un “frutto selvatico”.
Dopo un altro secolo, Galeno riferisce che “ … sono le principali fra tutte le specie di ghiande: esse sole, tra tutte le specie di frutti selvatici, danno al corpo un nutrimento degno di memoria”. Continua a leggere



