La storia della Sagra…o Festa d’Autunno.

Luigi Bisignani

Periodo Autunnale,periodo di CASTAGNE e da noi siamo arrivati alla XXVII edizione,

27 anni che si festeggia questo frutto  delizioso,27 anni che si porta avanti questa festa sempre con molto successo ,ma é001 vero come si dice da noi “u santu ghe passatu a festa ghe finita”.Peccato che dopo questi 3 giorni grandiosi non se ne parla più e si aspetta solamente la prossima edizione.Ma ci siamo mai chiesti il perché questa SAGRA non riesce a rilanciare il nostro piccolo sistema economico? Mi sembra che merita una riflessione ,cosa ci apporta questa festa? dopo 27 anni si potrebbe organizzare un convegno sui risultati del dopo festa.Sarebbe Bello che a questo convegno 2017 si parlerebbe di questi 27 anni passati ad organizzare questa bellissima festa e citare soprattutto “cosa apporta al paese o cosa c’é da migliorare”
Qualche anno fa chiedevo in giro qualcosa sulle prime sagre e la nostra simpaticissima amica Rosetta Capolupo   mi fu di grande  aiuto…

La Sagra della Castagna a Festa d’Autunno”
Nel lontano 1991, l’allora sindaco di San Donato di Ninea, GeomPasqualino Esposito, ha la felice intuizione di istituire la Sagra della Castagna, lo scopo iniziale è quello di indire dei convegni, al villaggio scolastico, per conoscere il mal dell’inchiostro, una malattia che colpisce gli alberi ed in particolare il castagno.

 La Sagra, partita quasi in sordina, solo dopo qualche anno, e precisamente nel 1997, acquisisce le caratteristiche attuali perché si pensò non solo di pubblicizzare la castagna, ma anche il nostro centro storico. Infatti, già da allora, nei magazzini, nelle legnaie, nei vecchi locali sono adibiti degli stand per vendere castagne, dolci fatti con le castagne e altri prodotti tipici locali. Con il passare degli anni, questa manifestazione cresce sempre più fino alla decima edizione, quando dietro consiglio di un giornalista RAI, cambia nome da Sagra della Castagna in Festa d’Autunno,

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Notte di Note,un Festival che sale ,sale ed aiuta

Luigi Bisignani

Il Festival Notte di Note di Altomonte é un festival che si sta facendo la strada che merita e si sta facendo conoscere a livello nazionale,tanto é vero che l’ideatrice ed organizzatrice Graziella Verta é invitata da tantissimi festival nazionali , fa conoscere i suoi valori e soprattutto porta in alto i concorrenti del suo festival a tale punto che una sua vincitrice Anna Morelli ha vinto l’ultimo cantagiro 2017 sezione junior,

Facciamo conoscenza del nuovo  talento locale ANNA MORELLI:

ANNA MORELLI ha 13 anni studia da 5 anni canto presso ” IL TEMPIO DELL’ARTE ” DI TIZIANA D’ANGELO a COSENZA, frequenta il Liceo Musicale Lucrezia della Valla (Cs), si è distinta in diversi concorsi canori regionali e nazionali. Nel 2016 partecipa a:

NOTTE DI NOTE AD ALTOMONTE DI GRAZIELLA VERTA dove si classifica al 1 posto;

da qui inizia il suo percorso di successo canoro classificandosi sempre al primo posto in diversi concorsi:

UNA CANZONE SOTTO LE STELLE (concorso nazionale tenutosi a Verona),

CANTACAROLEI-FAGNANO IN MUSICA- CONCORSO VALLO MARINO-FESTIVAL DELL’ALTO IONIO, tanti altri ancora.

Inoltre ha partecipato in diversi musical organizzati da Tempio Dell’Arte di Tiziana D’Angelo come: Continua a leggere

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U Furisieddru

Luigi Bisignani

U FURISIEDDDRU :

Nelle nostre zone c’erano le famiglie povere e quelle ricche ,non esisteva una classe bastava per essere considerata una famiglia ricca possedere poche cose come qualche orto,qualche appezzamento di terreno,un castagneto,qualche animale insomma qualche voce di questo elenco. questi possedimenti erano basilari per determinare la ricchezza di una famiglia.il povero si offriva per lavorare alle dipendenze del ricco quasi sempre solo per mangiare ed assolveva i lavori in campagna e custodiva gli animali.

Insomma faceva il « f u r i s u ».

Quando questultimo andava in campagna,il padrone gli dava spesso un pezzo di pane integrale=mischiddru= condito con pomodoro strofinato,sale,origano ed olio il tutto avvolto in un= stiiavuccu =tovagliolo gli veniva dato integrale perche’ considerato di qualita’ inferiore rispetto a quello bianco che mangiava il padrone, si faceva questa opezazione per non far perdere tempo al furisu infatti mangiando sul posto di lavoro evitava il viaggio per mangiare a casa,e poteva cosi’ lavorare di piu’.questo tipo di pane ha preso cosi’ il nome di furisieddru che in effetti era l’alimento basilare del furisu.noi lo cerchiamo con interesse nei supermercati e lo mangiamo con voracita’ condito come il furisu. Continua a leggere

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Peperoncino Sandonatese

Luigi Bisignani

 

Il peperoncino,chi non conosce,chi non ne ha mangiato almeno uno?

il nostro Amico LINO GIGLIOTTI ci fa conoscere una piccola variante della conservazione abituale del peperoncino  sott’olio.

 

 

 

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