Il SOGNO di Felice Aragona

La redazione

COMUNICATO STAMPA

“Il Sogno” Raccolta di poesie tra sogno e realtà di Felice Aragona è il libro che verrà presentato sabato 17 novembre alle ore 10.00, nella Sala Consiliare del Comune di Crispiano.
Relatrice sarà Antonella Albano che interverrà dopo i saluti del sindaco di Crispiano Giuseppe Laddomada e del Presidente della Fondazione Nuove Proposte Elio Michele Greco.
L’incontro sarà moderato da Roberta Mormando.

Nell’occasione verrà assegnato il “Premio Ciaia – un premio in libri” all’Istituto Comprensivo “Francesco Severi”, che sarà rappresentato da docenti e studenti .

Nelle sue righe poetiche Felice Aragona scrive: “Il cuore del bambino era lì fermo a quell’angolo di casa dai muri bianchi, su quel misero e piccolo marciapiedi fissava con occhi innocenti la strada. Il rumore del motore era sempre più forte sempre più vicino e il cuore tremava… dai finestrini il viso del papà era chiaro, il pacco volò libero come una libellula”.

Crispiano, 14 novembre ’12

L’Addetto Stampa

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COME ERAVAMO : Tànnu… gusàvadi accussì. (Quarta)

La redazione & Minucciu

 La nascita

Dopo il parto la casa veniva riordinata e la puerpera riceveva le visite dei parenti e degli amici stretti ed in successione, conoscenti, gente del vicinato e cosi via.

Durante dette visite il nascituro era esaminato e valutato, meglio ed in modo più approfondito di quel che avrebbe fatto una squadra della Scientifica. Se ne stimava l’apparente stato di salute, la floridezza e robustezza, si apprezzava e pronosticava se il o la nuova sandonatese, crescendo, potevano divenire il maschietto, future robuste braccia da fatica e vigorosa e prolifica donna di casa, la femminuccia. C’era, immediata e non sappiamo ancora quanto supponente ed avventata, la valutazione sulle potenzialità del neonato, che in quei tempi, raggiunta l’età dei sette anni circa, doveva iniziare a guadagnarsi il pane e contribuire all’economia familiare e proseguire poi, da sposato, a faticare “pro domo sua” e per i suoi vecchi. Il timore, il problema principale, rimaneva sempre lo stesso; solo la buona salute consentiva una vita decente.

L’essere di cattiva salute era considerata disgrazia; il maschietto “piscàtu” e quindi incapace o inabile alla fatica, era condannato alla miseria ed all’indigenza; la donna, se non prolificava perché “stirpa”, era disprezzata e condannata alla solitudine ed in vecchiaia, specie se impossidente, a ristrettezze economiche, miseria ed alla mercè di estranei, perché all’epoca si poteva far conto sulla famiglia così come costituita. Da sposato ognuno doveva pensare per se perché, “ ù nnuòdu do sanghu”, restava solo per i genitori, verso i quali vi era un obbligo morale e materiale; in quel tempo, l’unica forma di assistenza, previdenza e sostentamento per le persone anziane, od inabili al lavoro erano i figli. La situazione economica contingente era quella che era con l’abbondanza riservata ai pochi che avevano costituito od ereditato latifondi. L’insufficienza economica ed alimentare era ciò che generalmente toccava alla maggioranza dei sandonatesi. Anche volendo, poco o nulla poteva essere sottratto all’economia familiare per fornire aiuti ed assistenza a terzi ed ai parenti sfortunati, di conseguenza non era granché quel che si poteva offrire come aiuto. Continua a leggere

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Sant’Agata d’Esaro organizza la 38° Sagra della castagna

La redazione& Maurizio Arcuri

Continua la festa della Castagna :

Il 9 -10-11 Novembre  2012  avrà luogo a Sant’Agata d’Esaro la

38° Sagra della castagna

Ed il 10 Novembre avrà luogo anche il concorso dell’ORGANETTO

se siete amanti di questo strumento potete partecipare anche voi…

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La festa è appena finita…

La Redazione & Felice Aragona

Buona sera amici, la festa è appena finita, l’eco dei festeggiamenti è ancora nelle nostre orecchie… i colori della ricorrenza sono nei nostri occhi, i commenti e le foto sono alla portata di tutti sui siti internet.
Quest’anno sono stato per tutto il periodo dell’evento nel nostro comune ed ho avuto modo di essere lì e godere della festa, degli amici e dei buoni prodotti della nostra terra. Ho avuto modo di assistere ai convegni che si sono tenuti giorni due e tre novembre ed in particolare, visto che mi interessava, ho partecipato con interesse all’evento di giorno due a sera dal titolo “”Cultura innovazione e sviluppo”” nell’ambito del quale è stato assegnato il premio “La Castagna d’oro”. Il clou della Festa d’Autunno è stato certamente il convengo su “Castanicoltura calabrese, attualità e prospettive. Il cinipide galligeno del castagno: biologia, diffusione e prospettive di controllo”, a cura dei professori Donatella Battaglia, Paolo Fanti e Renato Spicciarelli.
Ma mi vorrei soffermare sul primo evento , quello culturale, dal quale non sono riuscito a comprendere come sia stato strutturato, articolato e pubblicizzato il concorso “La castagna d’oro”. La cosa più strana è stata che durante il convegno sono state chiamate solo le due vincitrici, o forse meglio dire le due partecipanti, dato che non c’erano altri vincitori e/o partecipanti. In genere nei concorsi del genere vengono premiati dai sette ai dieci partecipanti per sezione. Ho avuto modo di capire che l’evento culturale non è stato pubblicizzato su organi di stampa o internet, come è uso fare per i concorsi che si possano chiamare con questo nome, ma solo in alcuni comuni limitrofi. Lo stesso evento era riservato agli under 28, cioè riservato alle persone sotto i 28 anni di età, mai visto un concorso riservato ad una sola fascia di età. E poi altra cosa strana… le opere o i testi sono state recapitate al Comune senza che le stesse fossero stampate in più esemplari e anonime in alcune copie, quindi, in questo caso, leggibili da chiunque. Continua a leggere

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