Tratto da CN24TV
Enti locali: sindaco Acquaformosa annuncia “funerale” comune
“Acquaformosa è morta, all’età di 510 anni, per assassinio premeditato”. È la scritta che campeggia, da oggi, sui manifesti a lutto che il sindaco della cittadina del Pollino, fondata da popolazione di origine arbereshe, ha fatto affiggere sui muri. “I mandanti sono il governo Berlusconi, il governo Monti e il governo Letta – si legge sui manifesti fatti affiggere dal sindaco, Giovanni Manoccio, artefice di altre iniziative polemiche negli anni scorsi. Sui manifesti si fa
preciso riferimento all’aumento della Tares, la tassa sui rifiuti, che aumenterà di più del 100%.
Inoltre, si legge, “con l’applicazione del Patto di Stabilità, il Comune dovrà pagare risorse aggiuntive per un ammontare di 110.000 euro. Ogni cittadino dovrà pagare circa 200 euro in più. “I nostri paesi muoiono per eutanasia istituzionale”, si legge ancora sul manifesto funebre.
“I funerali – si può inoltre leggere – avranno luogo il giorno dell’approvazione del Bilancio. Si dispensa dalle visite, soprattutto quelle di deputati, senatori e consiglieri regionali. Non fiori, ma proteste e indignazione”. Manoccio, interpellato dall’AGI, ha reso noto che martedì mattina sarà a Roma, per una protesta davanti al Parlamento. Protesterò – dice – tanto che il prefetto dovrà farmi decadere dalla mia carica istituzionale”


SAN DONATO DI NINEA – «La lealtà per me è un valore inscindibile e non me la sono sentita di tradirlo». Con queste parole, l’ex sindaco di San Donato Francesco De Rose, offre una propria spiegazione alla crisi che ha portato alle dimissioni di ben sei consiglieri (tre della sua ex maggioranza ad altrettanti dell’opposizione), che hanno determinato lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. «Avevo ormai il sentore dello strappo in maggioranza – ha aggiunto – ed ho tentato anche un’apertura nei confronti dell’opposizione per un nuovo riassetto politico. Ma alla risposta che la minoranza, o almeno l’ex sindaco Luigi Salvo ed il suo ex vice Vincenzo Salvo, avrebbero acconsentito (insieme ai tre dimissionari della mia ex maggioranza) di fare una sorta di ribaltone solo se avrei “silurato” due dei miei più fedeli consiglieri come il vice sindaco Benedetto Vuono e l’assessore Francesco Iannitelli ho detto di no perché non potevo tradire la fiducia di chi, fino alle ultime ore del mio mandato, mi è stato vicino così come il consigliere Luigi Cozzitorto». È laconico, ma cosciente di aver fatto la cosa giusta, l’ormai ex sindaco De Rose che ha rimesso “giocoforza” il suo mandato nel momento in cui i numeri non c’erano più. «I motivi di questo strappo, con i tre dimissionari che mi avevano appoggiato nel 2011, comunque – ha sottolineato De Rose – sono stati esclusivamente di natura personale e non politica, dovuta alle solite piccole beghe di paese e quindi non potevo “barattare” con un atto di slealtà politica un comportamento di basso profilo come quello messo in atto». Sulle dimissioni di Pino Bisignani, Vincenzo Consoli e Francesco Caruso, l’ex sindaco De Rose ha una sua idea «sul “pilotaggio” effettuato da un noto ex sindaco, che all’indomani della Sagra delle castagne 2012 ha iniziato un lavoro ai fianchi che ha portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Ed ora ci sarà un anno di commissariamento, visto che proprio ieri mattina in Comune ha preso p ossesso delle sue cariche (di sindaco e giunta) il Commissario Prefettizio Domenico Giordano, nominato dal Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro. Un commissariamento che verosimilmente durerà fino alle primavera 2014 quando ci saranno le nuove elezioni comunali. A tal proposito, sul futuro l’ex sindaco De Rose attenderà che «maturino i tempi», lasciando aperto uno spiraglio ad una sua eventuale ricandidatura, ma ribadendo che lo farà «solo se ci saranno le condizioni politiche per farlo».