PREDESTINATA

Luigi Bisignani

PREDESTINATA

Tratto dal web di Camelo Sanzi…

Per molti ragazzi l’attività sportiva é una libera scelta,per Namy Cortese ,forse,é una scelta “obligata”.Figlia di Maria Francesca pandolfo e Gregorio Cortese,ha sempre respirato sport:madre,padre e zio sono atleti di buon livello con tanti chilometri percorsi.Titoli e ottime prestazioni alle spalle ,in particolare con l’AICS,i coniugi Cortese hanno vinto anche titoli nazionali nelle corse,divertendosi e,il padre,salendo sul podio pure nel getto del peso.

Namy,che come la mamma é una partacolori del Cosenza                    K42,il papà invece é tesserato per la podistica Ciampino,di cui il fratello Antonio é presidente e atleta.Oggi Namy é una splendida diciottenne,frequenta il Liceo Sportivo a Castrolibero(CS) con borse di studio e settimana premio nel carnier.Per studiare e allenarsi tutti i giorni si sveglia alle 5h15,sobbarcandosi poi i 130 km da San Donato di Ninea,dove vive,a Cosenza.Questi sacrifici quotidiani sono ampiamente compensati dai risultati.Primi posti in regione nella corsa in montagna,60 e 80m e un bel 4° posto nel 12° cross del salento.Il mese di maggio malgrado la pandemia ha ottenuto pure qualche podio : fatto tre gare di prima categoria due sui 200 Mt una prima ed una seconda  ed un sui 100Mt arrivata seconda.

 Entrambi i genitori sono attivamente impegnati nel volontariato e nel gruppo Giudici di Gare (CS).

 

Tratto dal Web di Carmelo Sanzi,che ringrazio.

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Quìri ch’addhèvanu animali

Luigi Bisignani

 

 

Minùcciu…..bbì cuntadi:

Quìri ch’addhèvanu animali (1)

Nel giornale Il Bruzio, ed in più edizioni, l’editore-direttore-cronista Vincenzo Padula fa una disamina dell’ambiente socio-economico-agro-pastorale nella provincia cosentina, tramandando così quel che era il quotidiano di una parte di popolazione di bassa condizione, che spesso mal conciliava il pranzo e la cena ed era costretta dallo stato di impossidenza ad accettare condizioni di lavoro e di vita oggi inimmaginabili.

Gli articoli riguardanti i mestieri di Bifolchi, Giumetieri, Pastori, Caprari e Vaccari sono stati pubblicati in due puntate. Oggi trattiamo della prima parte presente nell’edizione del 13 luglio 1864.

In corsivo il testo dell’articolo

””” Bifolchi, Giumetieri, Pastori, Caprari e Vaccari

Noi diciamo in Calabria jumentari e gualani a quelli che in Toscana si addimandano giumentieri e bifolchi; e, stante i ristretti termini in che l’industria equina è tra noi, pochi sono i giumentieri, ma più numerosi i bifolchi, e numerosissimi i pastori ed i vaccari.

Il bifolco entra al servizio del massaro e del massarotto a patto di avere all’anno dieci tomoli di frumentone, e due di grano, cinque lire al mese, ed un paio di zampitte o calandrelle. Continua a leggere

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Del maiale non si butta via niente

Luigi Bisignani

L’uccisione del maiale, generalmente si ‘celebrava’ in vecchi casolari di campagna o di montagna, dove il fuoco scoppiettava in un grande focolare. Un rito che si ripeteva ogni anno, nel periodo tra dicembre e gennaio, i mesi più freddi. Ovvero il tempo ideale per sezionare la carne, conservarla e per far asciugare gli insaccati al freddo dell’inverno.
Una squadra ben collaudata di uomini, forti e pratici del rito sacrificale, braccava l’animale che ormai aveva superato il quintale. E, una volta immobilizzata, la povera bestia passava a miglior vita grazie alla maestrìa degli uomini addetti al trapasso dell’animale.
Compiuto il primo passo, generalmente all’alba, si procedeva con la lavorazione non stop delle carni. Il ‘caro estinto’ veniva lavato con acqua calda. La pelle esterna ripulita per poi essere sezionata e tagliata per fare le cotiche. Le budella lavate e messe a macerare con limoni e arance per levare il cattivo odore. Lavaggi continui per consentire poi il riempimento con la carne lavorata e, quindi, per la produzione di salsicce, soppressate, capicolli e pancette arrotolate.
Altro momento topico era quello della ‘CAVUDARA’: in un grande calderone pezzi di carne e cotiche bollivano per ore. Dopo la lunga cottura si ricavava il grasso, lo strutto, da conservare nei cosiddetti salaturi, antichi vasi di terracotta. Dalla “CAVUDARA” si prendevano i rimasugli rimasti per fare la salimora. Un condimento sapido, a base di ciccioli, grasso e sale. La salimora era impiegata per le pitte ripiene e anche per la preparazione di primi piatti come la pasta col ragù o con i fagioli.

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Franco Salvo,sandonatese famoso in America

Luigi Bisignani
Dopo il Blotta,famosissimo sarto sandonatese,voglio ricordarne  un’altro,che divento famoso in America,portando sempre più in alto il nome di San Donato di Ninea,FRANCO SALVO ecco la foto accompagnata da un piccolo scritto di sua moglie Judy Salvo (inglese).
My husband Franco pictured far right with Raffaele Salvo (standing) his tailoring teacher in San Donato di Ninea, Calabria, Italy. Tailoring became Franco’s lifetime trade. He was Henry Kissinger’s tailor when he was Secretary of State, King Hussein of Jordan’s tailor at Neiman Marcus, Joe Theisman’s and Monty Coleman’s tailor along with other Redskin team players and public figures too many to name.
Traduzione:
Mio marito Franco Salvo,nella  foto a destra con Raffaele Salvo,”MIRDIALI”(in piedi) il suo Maestro di sartoria a San Donato di Ninea, Calabria, Italia.”Sarto” fu  il mestiere di Franco. Era il sarto di Henry Kissinger quando era segretario di Stato, il sarto di re Hussein di Jordan a Neiman Marcus, il sarto di Joe Theisman e Monty Coleman insieme ad altri giocatori della squadra Redskin e tanti personaggi famosi,tantissimi che viene difficile à citarli.
Ancora un figlio sandonatese che ha fatto valere il saper fare sandonatese dall’altra parte del globo,quanti sandonatesi ,costretti ad emigrare sono di diventati famosi e nessuno li ricorda o solo citarli,per farli conoscere alla nuova generazione?

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San Donato ha un’AMBULANZA,grazie ad un generoso paesano.

Luigi Bisignani

San Donato ha un’ambulanza grazie alla generosità del nostro paesano LUIGI TODARO,dittu u tedescu

Grazie all’impegno e alla generosità del Sandonatese Sgr LUIGI TODARO, dittu u tedescu,figlio DI RAFFAELE E GIULIA,

SAN DONATO ha finalmente un’ambulanza,cosa che mancava veramente nel nostro paese per accompagnare  anziani ed ammalati nei lontani ospedali.

Durante la cerimonia della festa della Madonna,oggi  24 maggio 202, il nostro parroco Don Pino Esposito  ha letto il messaggio del presidente della Misercordia di San Sosti.

« In Nome e per conto del Governatore della confraternità di MISERCORDIA di San Sosti,porgo un caloroso saluto alla comunità di San Donato di Ninea,al suo reverendissimo parroco Don Pino Esposito  prelato di profanda cultura e spiritualità e al sindaco Jim Di Giorno, Continua a leggere

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Festa del 24 Maggio 2021

Luigi Bisignani

Maria Ausiliatrice 2021,24 Maggio a San Donato di Ninea (CS)

Viene celebrata in devozione della Madonna Maria Ausiliatrice.

foto e canzone della madonna del 24 Maggio.Filmino Luigi Bisignani Continua a leggere

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NtàCàlàbria dò gòttucièntu

Luigi Bisignani

In questo periodo di pandemia una bella soluzione per passare il tempo é la lettura ,certo la lettura della nostra Terra,del nostro territorio.

Minùcciu bbi cùntàdi: NtàCàlàbria dò gòttucièntu

Appresso riporto le considerazioni di Vincenzo Padula, pubblicate sul giornale “Il Bruzio” del 4 maggio 1864, nelle quali l’autore rifletteva sulla condizione socio economica della provincia cosentina, negli anni immediatamente successivi all’unità d’Italia.

Non tutte le circostanze che il giornalista esamina hanno corrispondenza con usi, costumi ed accadimenti nel territorio sandonatese di quell’epoca, ma la condizione socio-economica non doveva essere di molto dissimile da quella appresso descritta.

Giudizi negativi e crude considerazioni, espresse dall’autore contro le popolazioni delle terre cosentine,possono non essere condivisiosuscitare disapprovazione,ma nulla tolgono alla vivida descrizione delle miserevoli condizioni di vita del popolo minuto,delle cattive azioni alle quali veniva indotto, dello sfruttamentoe dello stato di perenne sofferenza e miseria cui era assoggettato.

In corsivo il testo pubblicato più di un secolo e mezzo addietro. Continua a leggere

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Buona festa MAMMA

Luigi 
Bisignani

Honoré de Balzac:

Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.

Gianni Rodari:
Di parole ho la testa piena, con dentro la “luna” e la “balena”. C’è qualche parole un po’ bisbetica: “peronosopra”, “aritmetica”. Ma le più belle le ho nel cuore, le sento battere: “mamma”, “amore”.

Infine, ecco le parole di una celebre canzone, sempre perfette per la Festa della mamma:

Mamma son tanto felice perchè ritorno da te

la mia canzone ti dice che è il più bel giorno per me

mamma son tanto felice viver lontano perchè

mamma solo per te la mia canzone vola mamma sarai con me tu non sarai più sola

quanto ti volgio bene queste parole d’amore che ti sospirano il mio cuore forse non s’usano più

mamma ma la canzone mia più bella sei tu, sei tu la vita

e per la vita non ti lascio mai più

sento la mano tua stanca cerca i miei riccioli d’or sento e la voce ti manca la ninna nanna d’allor oggi la testa tua bianca io voglio stringer al cuor

quanto ti volgio bene queste parole d’amore che ti sospirano il mio cuore forse non s’usano più

mamma ma la canzone mia più bella sei tu,sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più
MAMMA..MAMMAAA!!

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Ziu Micuzzu u SACRISTANU

Luigi Bisignani

Nonno Domenico (3)

“Indimenticabili personaggi d’altri tempi”

Tra i tanti  personaggi Sandonatesi che mi tiene a cuore di ricordare e tramandare la sua storia su questo umile giornale é  Domenico Cozzarelli,ricordato da tutti come:

Ziu Micuzzu u sacristanu

Nel  mese di Novembre 2015, durante la sagra della castagna  ho avuto la fortuna d’incontrare La Sra Rachele,figlia i “Ziu Micuzzu u sacristanu” la quale gentilmente mi ha fatto visitare la sua attuale dimora(quando viene al paese,perché abita a Torano)il castello Panebianco” ora di propietà di Rachele e famiglia De Seta,sito nella zona dei Palizzi.Finalmente ho poututo visitare questo luogo,pieno di magia, che da tanto tempo desideravo fare,un desiderio tanto forte che per me fu un’immenso regalo che la Sra Rachele mi ha fatto, raccondandomi qualche aneddoto e mi aveva promesso di scrivermi qualcosa su suo papà ZIU MICUZZU,aiutata da sua figlia Mariagiovanna ,che ringrazio fortemente. Ecco cosa mi hanno scritto  e ve ne faccio parte.Ringrazio Rachele la figlia e Mariagiovanna la nipote per avermi fatto avere le foto ed i dati scritti in sua memoria.

Domenico Cozzarelli, detto Micuzzo, nacque a San Donato di Ninea il 6 novembre del 1909 in una piccola casetta “‘ncapu casali”.Avrebbe avuto questo mese di Novembre  110 anni.

 Come tanti bambini nati in quegli anni difficili, non fu riconosciuto dal padre,  così, Micuzzo, pur sapendo chi fosse, con un rammarico che segnò tutta la sua vita, non poté mai chiamare quell’ uomo “papà”.

Aveva due fratelli più piccoli: Vincenzo e Teresa ed in casa, insieme a loro, vivevano una capretta e 3 conigli che i bambini accudivano amorevolmente. Continua a leggere

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Buon 1° Maggio 2021

Luigi Bisignani

Oggi, in molti paesi del mondo, è una giornata di festa dedicata a tutti i lavoratori. Una giorno di riposo per ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale. Nonostante, in Italia e in Europa e nel mondo,il mondo del lavoro stia attraversando un momento più che mai difficile, penso che i concerti e sfilate del 1° Maggio non hanno senso, con tutta questa disoccupazione dilagante!
Anche per rispetto a chi ha perso il lavoro e non può festeggiare, questa giornata poteva essere sospesa in attesa di tempi migliori.

 

Comunque liberi di festeggiare il lavoro e di lottare per chi non ce l’ha.. Continua a leggere

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