La sorte s’accanisce sul paese !!

La Redazione

La sorte sembra veramente accanisrsi sul nostro paese!!
Spostare la sede comunale all’edificio é veramente la morte accellerata della parte superiore del paese.
Ecco la Proposta del commisario che decide di spostare l’edificio storico senza l’accordo del paese o degli amministrati visto che non c’é ne sono…un commissario nominato, in attesa dell’elezioni del 2014, puo decidere da solo una tale operazione?Chiedere l’avviso della popolazione é il minimo che si puo fare, un “REFERENDUM” con il quale i SANDONATESI  possono almeno esprimersi. Ecco le prove della decisione presa da una sola persona!!

Nuova sede comunale (clicca QUI per leggere la proposta ed azione già approvata )

E la richiesta  di revoca di tre paesani:

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Celebrazioni solennità 4 Novembre 2013

la Redazione

Celebrazioni solennità 4 novembre.
Sia io che Giuseppe Campolongo facciamo parte dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia gruppo di Cosenza, che come associazione d’arma opera su gran parte del territorio provinciale. Tra i compiti statutari della nostra associazione ci sono anche quelli di partecipare a manifestazioni solenni come quella del 4 novembre e di far conoscere la Forzata Armata, quindi, visto le mie origini ho pensato di portare la bandiera della Marina a San Donato almeno per quel giorno. Ci riusciremo?

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Come eravamo : E’gghjùta àccussì.

La Redazione & Minucciu

“Bièddhu. Cùmu n’attòri i cìnimu! Era “ù cumprìmentu”, la frase che gli veniva rivolta spesso a commento della pettinatura a “bòcculi” che la sua ondulata e folta capigliatura consentiva. Glielo avevano detto e ripetuto anche le compagne di scuola, circostanza questa che, per quei tempi, era di straordinaria audacia. Si era convinto d’essere bello e tale si atteggiò dopo essersi riconosciuto nelle fattezze di un attore famoso e gli amici, un po’ per farlo contento e molto per sfottere iniziarono a chiamarlo con quel nome fittizio.

Aveva nel volto le fattezze della madre, che era una bella donna ma nel fisico era “mannarinu ppìcchì avìa piàtu do patri” e questo un po’ lo intristiva. La passione però vinse sul metro ed il nostro sosteneva, come tanti altri compaesani di statura limitata, che l’uomo non si misura a palmi, la statura era una variante trascurabile, per gli attori contava il volto, la bellezza ed in proposito citava la limitata altezza di tanti altri divi del cinema, fra i quali citava Ladd, Bogart, Gable.

L’altro protagonista di questa storia era nato un lustro dopo ed i due, finché restarono in paese, non ebbero modo di frequentarsi né instaurarono rapporti al di la della semplice conoscenza paesana.

“U bièddhu” apparteneva a famiglia di qualche possibilità economica ed ebbe la possibilità di studiare.Dopo le “medie” in San Sosti, venne sistemato in Castrovillari per frequentarvi le scuole superiori ed ottenere quel pezzo di carta che in quei tempi “gràpìadi tànti vìj”, ti garantiva impiego sicuro e dava lustro alla famiglia perché il sandonatese, pur non stravedendo per la cultura, al prestigio che deriva da un titolo di studio ci teneva ed ancora ci tiene eccome.

Era fissato con i fotoromanzi, pubblicazioni di tipo popolare di moda fra la gioventù negli anni cinquanta e passava ore davanti allo specchio studiando pose del volto, pettinature ed espressioni. Scelse quella che lo avvicinava all’attore cui si ispirava, ad occhi socchiusi, la bocca atteggiata a metà fra un sorriso ed il broncio con labbra semiaperte, pettinatura “rovesciata senza scrìma” che mandava in bestia il barbiere che per realizzarla impiegava il doppio del tempo necessario a servire un cliente. Continua a leggere

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UN LUOGO CARO UN LUOGO BELLO

Inviato da Giovanni Benincasa

IN GIRO PER LA NOSTRA PROVINCIA

(MA NELLA MENTE SEMPRE IL NOSTRO SAN DONATO)

 Questa è la seconda estate che mi vede stanziale nella nostra provincia, senza l’assillo di dover chiudere baracca e ripartire. Quindi, mi sono potuto dedicare meglio alla riscoperta del nostro territorio visitando diverse nostre comunità, partecipando a sagre paesane e per fino ad una piccola escursione nei boschi del nostro “amato e mal’ amato” San Donato. Durante questo mio peregrinare mi sono imbattuto: nelle solite lagnanze dei nostri paesani, tra cui la più clamorosa e per me anche odiosa “San Donato è morto” forse come municipalità; oppure nella magnifica sfilata in costumi d’ epoca a San Marco Argentano, nel corso della sagra del cinchiale e qui un plauso alla comunità che ha partecipato attivamente; oppure ancora alla sagra del fritto (ovviamente pesce) a Villapiana Lido ove tra l’altro ho trovato in vendita i libri a chili, si ho potuto comprare libri a peso (1 kg 5 €) e buona parte di questi parla della nostra provincia. Uno in particolare ha catalizzato la mia attenzione per il suo titolo insolito: FISSIANNU FISSIANNU. È scritto da personaggio cosentino a cui piace evidenziare i comportamenti della gente nostrana. Di quanto ho letto su questo libro dal titolo inusuale in particolare mi è rimasto impresso un brano di cui voglio far partecipi i nostri eventuali lettori e siccome su una delle ultime pagine vi è riprodotta la dicitura, “ Si consentono la riproduzione parziale e totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purchè non a scopi commerciali e a condizioni che questa dicitura venga riprodotta”,  propongo di seguito l’interessante brano.        

 UN LUOGO CARO UN LUOGO BELLO

FISSIANNU FISSIANNU

           (ma poi neanche troppo)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        “””””Camigliatello, Camigliatello, sei della Sila un luogo caro e un luogo bello”…. Il coro va avanti per tutti i 30 minuti dell’ultima parte del viaggio di 10 ore dalla Toscana…. fra un palummo e l’altro, visto che le mie giovini figliole non sono abituate alle curve della SS 18… Io mi sento veramente contento solo in questo momento, quando parte quel coro familiare….. le mie vacanze cominciano veramente lì.
 Per quanto, infatti, non siamo partiti con la valigia di cartone legata con lo spago e per quanto molti di noi sono convinti che la scelta che hanno fatto sia quella migliore per la loro vita, noi cosentini lontani da casa viviamo con la nostalgia, compà Altafini direbbe la “saudaji”, della nostra terra. È una nostalgia strana, un po’ falsa, che ti fa dimenticare il negativo della tua terra e te la fa idealizzare. Mi capita, ogni volta che “scendo” con la mia famiglia d’estate di fare i soliti viaggi della speranza; ogni anno dico a mia moglie: “Basta, l’anno prossimo in aereo… sfruttamula sa Raineir”, ma poi l’estate successiva mi dico che non è possibile che sia peggio dell’anno prima… e ogni anno ci ‘ncappo.
 Insomma si arriva ara Sila per la vacanza estiva e come dicevo prima, si arriva avendo in testa non la realtà, ma un mondo ideale; da qualche anno, vista anche la brevità delle mie ferie, per ritornare con i piedi per terra ho deciso che nel primo giorno  di permanenza, faccio un giro per le attività commerciali e simili di Camigliatello che ha il fantastico risultato di sbattermi in faccia la realtà nuda e cruda… di seguito si trova un reso conto abbastanza romanzato, ma sostanzialmente vero, del mio primo giorno di ferie in Sila nell’Agosto di ogni anno. Continua a leggere

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