“Sàntu Dùnàtu”,il nostro Santo protettore

Luigi Bisignani

Tratto dalla quinta parte di “STUÒZZI Ì STÒRIA i Minucciu”

 

 

Sàntu Dùnàtu– La festa del nostro patrono cadeva al 7 di agosto ma, nella pratica, iniziava circa una settimana prima, quando la statua del santo veniva càlàta àru pàntànu presso la chiesa dedicata, dove permaneva per la novena. Il giorno 6 si teneva à fèsta àru Pàntànu ed era consuetudine per le famiglie recarvisi per devozione e specie ppì nnùi quàtràri, à màngià ù milùni.

I mìlùni d’àcqua (cocomeri) ed i mìlùni ì pàni (meloni) venivano posti in vendita da pochi agricoltori delle terre basse (Sàntulàzzaru, Mànchì, Macìddhàru, Arcùmànu, Fìcàra) e da negozianti sandonatesi (Sèmìnu, Lìmmìnu, Càràccu, Cùcci, Cèntàrma) in concorrenza con agguerriti commercianti provenienti dalla piana di Sibari (in specie da Spezzano e Cassano). Continua a leggere

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STUÒZZI Ì STÒRIA. (parte quinta)

Luigi Bisignani

 

 

STUÒZZI Ì STÒRIA. (parte quinta)

Minùcciu bbì cùnta cà, i fèsti sù còs’àntìchj….

Madònna dò Càrmìnu– Era una importante festa mariana e ricorreva al 16 luglio, lo stesso giorno in cui, nel 1251, la Vergine apparve a Simone Stock, priore generale dell’ordine carmelitano e gli consegnò uno scapolare di tela, (àbitìnu) rivelandogli i privilegi connessi al suo culto. La Vergine assicurò che chiunque fosse morto indossando lo scapolare, sarebbe stato libero dalle pene del Purgatorio.

Lo scapolare constava di due pezzi di stoffa di saio, uniti da una cordicella, sui quali era trapuntata l’immagine della madonna e veniva indossato poggiandolo sulle scapole.

Sulla vita di padre Stock (Aylesford, 1165-Bordeaux 1265) abbiamo scarse notizie. Pare che, rientrato da un pellegrinaggio in Terra Santa, decise di entrare nell’ordine carmelitano e nel 1247, ad 82 anni, ne venne nominato sesto priore generale. In tale veste, si adoperò per riformare la regola, facendo dei carmelitani un ordine mendicante, proposta recepita da papa Innocenzo IV che, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine protezione da parte della Santa Sede. Continua a leggere

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12 Luglio 2022: 1° torneo di calcio a 5.

Luigi Bisignani
 ⚠️CI SIAMO ⚠️
Dopo tanti sacrifici e tanto lavoro finalmente è arrivato il giorno dell’inizio del primo torneo presso il campo sportivo GIUSEPPE SPINGOLA.
Una sera mentre bevevamo una birra abbiamo detto per scherzo “vogliamo organizzare un torneo di calcetto?”,era una semplice battuta ed invece ci siamo messi con impegno e ci siamo riusciti.
Considerando che è il primo anno, abbiamo raggiunto 9 squadre, una più forte dell’altra.
Le serate saranno accompagnate da uno stand gastronomico dove potete gustare ottimi panini e bevande.
Vi aspettiamo numerosi..a stasera ♥️

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Viaggio nelle viscere della Calabria: oro, argento e sale: San Donato di Ninea,Lungro,Longobucco,Strongoli e Reggio

Luigi Bisignani

La California è a 50 chilometri da Sangineto, 39 gradi e 43 minuti a Nord, 16 gradi a Est. Provincia di Cosenza. Siamo San Donato di Ninea, l’Eldorado calabrese, una west coast senza mare. Non gratta sotto i piedi la faglia di Sant’Andrea ma al cielo si staglia Monte Cava dell’Oro che si sgranchisce a 1058 metri dal livello del mare. Nel suo petto riposano tracce di preziosi come l’oro, l’argento e il rame a cui fu data la caccia a periodi alterni fin dal Medioevo.

I cacciatori d’oro a San Donato di Ninea

Cacciatori d’oro bazzicavano intorno ad Acquaformosa, Vallone del Grondo, Rosaneto, Principessa e Vallone d’Oro (nomen omen), sperando di tirar su un buon bottino. Ai monaci delle abbazie lì intorno, era stato dato il nome di pescatori d’oro, perché, armati di setacci, s’immergevano fino alle cosce per cercare le pepite nelle acque dei torrenti.

Risalendo sulla schiena della provincia calabrese, tracce auree seguivano filoni che conducevano a Morano e Saracena, segnalati dalle presenze di minerali (calcopirite, tetraedrite, pirite, arsenopirite) che, come coppie di lunga data, non riescono a star separate dalle tracce auree e le segnalano per attinenza. L’oro ha lasciato la sua scia anche a Grotteria, Polia, Roccella, Sinopoli e nel torrente Allaro e capita che qualche avventuroso, anche oggi, si addentri con vecchie mappe per cercare il suo Klondike qui a Sud del Sud. Continua a leggere

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Il borgo di San Donato di Ninea ospiterà la terza edizione di “Una Boccata d’Arte”

Luigi Bisignani

Il borgo di San Donato di Ninea ospiterà la terza edizione di “Una Boccata d’Arte”

Dal 25 giugno al 18 settembre 2022 il borgo di San Donato di Ninea (CS) in Calabria ospiterà un intervento d’arte contemporanea di Anna Zvyagintseva per la terza edizione di Una Boccata d’Arte 20 artisti 20 borghi 20 regioni

 

“Progetto d’arte contemporanea diffuso in tutta Italia promosso da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua, con la partecipazione di Threes Productions, che valorizza l’incontro tra arte e patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per tutta l’estate, fino al 18 settembre, 20 borghi tra i più belli ed evocativi d’Italia, uno per ogni regione, saranno teatro di 20 interventi d’arte realizzati da 20 artisti e artiste di età, culture, provenienza geografica e linguaggi artistici differenti.

Novità di questa terza edizione sarà inoltre la presenza di un ventunesimo artista con un progetto speciale che metterà in connessione tutti i borghi. Continua a leggere

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STUÒZZI Ì STÒRIA. (parte quarta) i fèsti sù còs’àntìchj….

Luigi Bisignani

 

 

STUÒZZI Ì STÒRIA. (parte quarta)

Minùcciu bbì cùnta cà, i fèsti sù còs’àntìchj….

Pàscùni

La celebrazione delle feste pasquali, nella tradizione cattolica, comprende anche il giorno successivo alla giornata che celebra la resurrezione di Cristo.

Detto giorno festivo è conosciuto con vari appellativi, tutti legati a tradizioni, popolari e/o religiose, profondamente sentite e radicate. Abbiamo così i seguenti termini per identificare il giorno successivo la domenica di Pasqua.

pasquetta, che è la denominazione più diffusa e popolare, tradotta pàscùni, nella parlata sandonatese;

-il Lunedì dell’Angelo, o dell’ottava di Pasqua o lunedì in Albis, denominazioni che troviamo nel calendario cattolico ed in quello liturgico.

In buona sostanza la giornata commemora la scoperta del sepolcro di Gesù vuoto e la contemporanea presenza di un angelo, seduto nei pressi dell’ingresso, che ne annunciava la resurrezione a Maria di Magdala, a Salomè, a Giuseppe ed a Maria, madre di Giacomo, i quali, nel primo giorno della settimana, si erano recati al sepolcro per imbalsamare il corpo di Gesù. Continua a leggere

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Il melograno non Mente-Maria Polidoro

Luigi Bisignani

Maria POLIDORO

Nata a San Donato di Ninea vive a Rocca di Papa(Roma)

Psicoterapeuta,gruppoanalista scrittrice,ha pubblicato un suo lavoro su MEDITAZIONNE e gioco della sabbia-nuovi granelli di trasformazione nel libro ascoltando il corpo,Nuove vie per il gioco della sabbia.

Ha fondato il »il nido delle farfalle,gruppo di studio volto all’integrazione della psicologia occidentalee orientale e all’approfondimento di diverse pratichce meditative.

Conduce gruppi di meditazione di adulti e bambini.

PRESENTATO NELLA BIBLIOTECA DI ROCCA DI PAPA IL NUOVO LIBRO DI

MARIA POLIDORO

Ancora una volta la  biblioteca di Rocca di Papa si è trasformata in un bel salotto letterario arredato con poltroncine in cerchio, al centro delle quale su petali di rosa, v’era un melograno illuminato dalla fiammella guizzante di una candelina…
Il 20  maggio, la presentazione del nuovo libro di

Maria Polidoro “Il melograno non mente”

Podere Ippolita  Ed. Controluce, ha preso vita in questa atmosfera legata alla meditazione e alla riflessione.  Presenti con l’Assessore alla Cultura Lorena Gatta e l’infaticabile bibliotecaria Rosita Millevolte,  l’autrice con le relatrici Maria Pia Santangeli e Rita Gatta.  Numeroso il pubblico nella saletta al secondo piano, accogliente boudoir  con vista straordinaria sull’orizzonte.
Psicoterapeuta e gruppoanalista, Maria Polidoro, fondatrice de Il nido delle farfalle, rifugio che offre accoglienza in meditazione e introspezione, ha voluto sottolineare l’intima connessione del suo lavoro letterario con l’esperienza spirituale che permea le pagine del suo libro, evidenziando nel melograno il simbolo di una promessa mantenuta nel tempo.  Quasi una fiaba con tenui tinte pastello, l’autrice raccoglie tra le pagine anime nelle quali traspaiono presente e passato in cristallina simbiosi;  chiara ed efficace, la voce di Irene Romalli ha dato lettura ad alcuni racconti, mettendone in risalto i protagonisti, commentati e analizzati da Maria Polidoro e dalle scrittrici Continua a leggere

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Cùmu ghèramu, quànnu ‘nsièmi sàpièmu rìri, sfùtti e chjànci.

Luigi Bisignani

 

 

MINÙCCIU BBÌ CÙNTA; Cùmu ghèramu, quànnu ‘nsièmi sàpièmu rìri, sfùtti e chjànci.

 

Càru “Giùrnàli I Sàntudunàtu”.

Pìrdùna sì mì pìu à cùnfidènza ì t’ànnummìnà ccà pàrlàta dò paìsi. Piènzu c’òn ti ccì piàsi e c’ò puòzzu fa, vìstu cà sù bell’ànni c’ògni tàntu nnì scùntàmu e nnì truvàmu à pàrlà d’àncùna còsicèddha dè bànni nòsti.

Ògni tàntu gàshjù rròbbi scrìtti chi m’àmmèntanu i quànnu ghèra quatràru e mmì dìvirtièi a sènti i grànni cantà, fìssià, sfùtti, pìà à pìzzicàta, rìri, fa àr’àmùri, lìticà.

Sàpièi cà quànnu à còsa ghèra sèria, tùttu si putìa pàrià ccù nnnà pàlàta ò ccà pùnta dò cùrtièddhu; tùttu pàssàvadi, ì còsi pàriànu scùrdàti, ma, sùtta à cìnnira, nà vrèshjarèddha rimànìa sèmpi:

Ghèranu tièmpi bèlli, ppìchì ghèramu capàci i n’ònn’àpià truòppu sèria e càpiscìamu sùbbitu àddhùvi ù pàisànu vulìa gghj a pàrà, quànnu cantàvadi i “Pàrti ì carnivàli”; nnì gùdìamu i “Dìspinsàti” e ri “Cànti àra mprùvìsa”; òbbidiàmu l’ùra ì crìsci ppi gghj faciènnu i “Sìrìnàti sùtta ì finèstri” e quànnu nnì dìvirtìamu ccà pàrti ì càrnivàli, sàpièmu cà shjòrtà giràvadi e gòi tuccàvadi a mmìa e cràj àmmacàru à nn’àtu.

Quanto precede per dirti, caro Giornale Interattivo, che delle episodiche pubbli cazioni (poesie ed altri componimenti nel parlato sandonatese) da me postate sulla pagina FB “Sei di San Donato se..”, ho realizzato questo “unicum” di componimenti, editi ed inediti, del quale ti faccio omaggio.

Contrariamente a quando ho resi pubblici i componimenti che seguono, evito quei chiarimenti e commenti espressi sulle pagine FB, per dare modo a chi legge di valutare i componimenti secondo ricordi ed esperienze personali. Continua a leggere

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STUÒZZI Ì STÒRIA. (parte terza)

Luigi Bisignani

 

 

STUÒZZI Ì STÒRIA. (parte terza)

Minùcciu bbì cùnta cà, i fèsti sù còs’àntìchj….

 

U’ màjàli– Era ed è rimasta festa pagana, con antiche radici nei sacrifici alle divinità patrone di agricoltura e pastorizia, alle quali venivano sacrificati animali, le cui carni erano consumate nel corso di cerimonie rituali a sfondo conviviale. È un uso ed una tradizione radicata e sentita fra i vecchi sandonatesi che si dedicavano a questa attività nei mesi freddi, favorevoli alla conservazione e lavorazione delle carni.

In Calabria, i mesi di gennaio e febbraio erano strettamente connessi all’uccisione del maiale, rituale che in passato aveva il suo culmine al 17 di gennaio, probabilmente perché ricorreva la festività di S. Antonio abate

In questo giorno, le bestie, quale patrimonio di famiglia, venivano portate in chiesa per essere benedette, ad eccezione del maiale destinato alla macellazione. Continua a leggere

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50 ANNI DI CORSA…COMPLIMENTI GREGORIO.

Luigi Bisignani

50 ANNI DI CORSA,

correva l’anno 1972 ,era lunedi 15 maggio, la mia prima gara ai giochi della gioventù. In questi 50 anni ho gareggiato in quasi tutte le regioni d’Italia, partecipando a circa 500 gare, non sono molte perché io AMO correre, meno gareggiare, correndo avrò percorso più di due volte il giro del mondo, ho vinto qualche gara, 25 volte 1° assoluto, circa 150 volte sul podio, sono stato CAMPIONE ITALIANO di corsa in montagna e VICE campione Italiano sui 200 mt. nel 2002, – altre DUE volte Vice Campione Italiano di corsa nei parchi nel 2010 e 2013,- BRONZO nel getto del peso nel 2007,- campione regionale 400 mt e getto del peso nel 2002.- vincere la prima volta nel 1976, nella gara con arrivo sotto casa mia è stato emozionante, ma la mia vittoria più bella(Foto) Continua a leggere

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