Omaggio ai nostri coraggiosi minatori-paesani

Luigi Bisignani

il 7 ottobre 2010 l’amico Giuseppe Iannitelli mi scrisse  ed oggi voglio  ricordarlo.

Omaggio ai nostri coraggiosi minatori-paesani!!

In precedenza ho accennato ed elogiato le nostre donne rimaste sole al paese con il compito di seguire gli interessi della famiglia mentre i loro mariti erano in giro per il mondo in cerca di fortuna con la speranza di avere per se e dare alla loro famiglia una vita migliore. Molti paesani sono andati all’estero e tanti altri sono saliti in molte parti dell’Italia. Mio padre era venuto qui in toscana durante la guerra ed aveva iniziato a lavorare come tanti paesani in una miniera di carbone.
Riguardo alle attività, all’epoca erano poche le scelte che una persona poteva fare. A san donato molti facevano calzolai sarti barbieri ecc..questi mestieri li abbiamo trasferiti in molte nazioni del mondo.
Coloro i quali non avevano un mestiere(si diceva cosi allora) erano costretti spesso a fare lavori più disagiati e fu cosi anche la maggior parte dei nostri paesani finirono per una scelta obbligata :- La miniera é non solo in Italia ma anche in altre nazioni come Francia Belgio ecc.. .In quegli anni il carbone era usato per il riscaldamento,per gli alti forni in siderurgia ,per alimentare

i treni, infatti molti trasporti avvenivano per ferrovia e non per gomma,questo minerale ,insomma, era considerato un materiale utile ed indispensabile anche per la guerra, cosicché tutti coloro che lo estraevano erano esentati a recarsi al fronte.La guerra pero i nostri paesani la facevano tutti i giorni recandosi a lavorare tutti i giorni come al fronte rischiavano la vita specialmente coloro i quali erano addetti alla coltivazione di questo materiale.

(Coltivazione termine tecnico che significa estrazione).Infatti coloro i quali erano addetti alla coltivazione il loro posto di lavoro era dove veniva creata la galleria con il rischio che qualche blocco di materiale si potesse staccare dallâ’alto.La popolazione dei paesi minerari era sempre terrorizzata sperava di non sentire mai il suono della sirena che era un avviso di un incidente avvenuto.

Vi faccio una sintesi di come e in che condizioni lavoravano questi cristiani :I minatori con una gabbia venivano calati in un pozzo e scendevano
ad una quota precedentemente individuata con dei sondaggi.

dalle trivellazioni individuavano i banchi di carbone e la profonditaà di essi. Si iniziava sempre dal basso del giacimento si creavano delle gallerie armate con pali di castagno rovesciati con fascine di scopa per proteggersi da frane,una volta portato il materiale estratto in superfice con la stessa gabbia che trasportava le persone , la galleria veniva abbandonata riempita di ghiaia e si passava a fare la stessa operazione al piano superiore e cosiâ via grossolanamente la coltivazione avveniva cosiâ.naturalmente per questa estrazione venivano fatte diverse attivitaà esterne come: cave di inerti per riempimenti delle gallerie tagli di piante per procurarsi il legname e le fascine cernita per scegliere le qualità del minerale ferrovie e treno per trasporto del carbone officine meccaniche uffici per amministrazione servizio sanitario uffici sicurezza et..
Era un complesso di servizi che operavano contemporaneamente per un risultato positivo. A Ribolla ci lavoravano 4000 persone non erano poche per una miniera allora . Molti paesani soli abitavano ai camerotti che erano locali messi a disposizione dalla montecatini per i
minatori senza famiglia erano come i militari in camerate grandi e si
provvedevano ai loro fabbisogni personali.Avevano la mensa il cinema la sala da ballo il dopolavoro la biblioteca insomma la montecatini aveva creato delle strutture per il tempo libero di queste persone. I nostri paesani via via che il tempo passava, nei giorni e nelle ore che erano liberi dal lavoro si sono comprati un terreno ed hanno iniziato a costruirci una casa ,hanno fatto venir su la famiglia ricompattando cosi il nucleo familiare .Lavorando giorno e notte sono riusciti a creare qualcosa di veramente positiva. Quando andavano a lavorare i minatori avevano con se 3-4 cambi di vestiari da lavoro per potersi
cambiare più volte per il sudore continuo dovuto al calore eccessivo che c’era nelle gallerie .

Portavano con se anche 5 litri di acqua per dissetarsi durante il turno di lavoro.A fine turno i minatori si caricavano di alcuni troppoli di legno avanzati dal taglio del legname ,questi troppoli servivano per scaldarsi durante l’inverno.Insomma era una vita al massacro ,solo lavoro e sacrifici ma che lavoro!!fatiche fatiche fatiche Questo era quello che gli toccava ia nostri paesani . Allâ’avanzamento c’erano i calabresi perché guadagnavano di più il cottimo lo prendevano loro perché riuscivano a riempire più vagoni di minerale volevano guadagnare per mantenere i figli agli studi . sul lavoro i nostri paesani erano spesso insieme e si aiutavano collaborando insomma i nostri senza mestiere erano dei gran lavoratori iannitelli cerchiaro morano erano sempre in prima fila all’avanzamento .veniamo ora alle note più dolenti : Durante l’estrazione del carbone sucedeva spesso di sentire odore di gas, il grisù ,infatti, era il nemico numero uno dei minatori .La presenza di questo gas era motivo di allarme per l’incolumità di questi lavoratori infatti si potevano creare le condizioni per l’esplosione con perdite di vite umane . Il 4 maggio del 1954 alle ore 7 al pozzo camorra a circa 300 metri di profondità avvenne un incendio che con la presenza del grisù e la temperatura dell’aria dette luogo ad una esplosione . il boato provocato venne sentito perfino dai paesi vicini.
La popolazione rimase impietrita si capi subito che era successo qualcosa di grave . subito dopo le sirene iniziarono a suonare e la popolazione si pecipito verso il pozzo citato.
Mio padre con molti altri paesani erano usciti un’ora prima e stavano ritornando a casa era un po usanza dei nostri paesani lavorare insieme nello stesso turno fortunatamente erano usciti dal pozzo maledetto. Avvenne cosi la più grande tragedia mineraria italiana 43 furono i morti 4 i sopravvissuti .


Fra i deceduti ci fu un giovane di 33 anni di policastrello di nome Lucio De Marco aveva 3 figli . I minatori erano morti perché bruciati schiacciati alle pareti dalla violenza dello spostamento d’aria spesso irriconoscibili ma identificati dagli oggetti o dai vestiari che indossavano.Questi cadaveri o parti di essi vennero estratti nel pomeriggio da 70 volontari che si alternavano in questa triste operazione.Fra questi volontari c’erano molti dei nostri paesani che muniti di respiratori con bombole d’ossigeno recuperavano I morti o arti di essi che venivano via via portati in una sala cinematografica adibita ad obitorio per l’identificazione .Vi potete immaginare gli urli lo srazio dei parenti e amici difronte a quei resti umani Si assisteva a scene strazianti indescrivibili Via via che i cadaveri arrivavano in questa grande sala si creava un flusso di gente per vedere se era un loro caro .I paesi vicini si erano spopolati le autorita arrivavano da tutte le parti insomma c’era una moltitudine di persone che prendevano parte a questa disgrazia.
Ero piccolo ed ho assistito a tutti questi strazianti avvenimenti é rimasto in me un marchio a fuoco di quelle giornate che mi portero come in quanto non si possono cancellare questi ricordi.

Non so se sono riuscito a descrivere i sacrifici ,il lavoro massacrante che hanno fatto i nostri paesani e tutti i pericoli che giornalmente affrontavano . Il loro scopo era uno solo: Cercare di dare un po di benessere alla loro famiglia.
Un saluto a tutti gli amici
Giuseppe Iannitelli & Luigi Bisignani

 

 

 

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