Mar 01

San Donato in Brasile

Luigi Bisignani

Tanti e tanti anni fa il popolo sandonatese comincia  a partire per altri cieli.

Causa certamente la situazone politica ma soprattutto il fatto di dare da mangiare  alla propria  famiglia, diventava molto duro dopo la prima e la seconda querra mondiale.

Epoca che si registrano i più grandi esodi dell’migrazione italiana ma soprattutto sandonatese.

In quell’epoca si partiva con la nave da Napoli per parecchi giorni ,mesi ,per approdare sulla terra promessa dell’America del sud e chi non c’é la faceva rimaneva più vicino in Europa.

In Argentina ,Brasile, Uruguay si registra il numero più importante della nostra emigrazione.Paesani che hanno lasciato tutto,ci fu pure chi non é mai ritornato.Dopo aver richiamato il resto della famiglia in terre lontano, si sono stabiliti e ci sono rimasti.Hanno portato con loro gli Usi  ed i Costumi del paese.In Argentina dove vive tutt’ora una grande parte del nostrKarinao paese,troviamo la famiglia Tropea che ha tramandato usi e costumi del nostro paese ai figli  e nipoti ,tra questi troviamo Karina Tropea,che dopo aver vissuto con i nonni e genitori,in Argentina, ci racconta che la sua vita fu vissuta praticamente come se vivesse  al paese ,dall’orto alla cucina tutto gli ricorda il paese a tale punto che ha fatto una raccolta di tutte le specialità del paese ed ha pubblicato un libro dove parla e fa sentire il profumo di SAN DONATO DI NINEA .Oggi Karina abita in Brasile dove insegna lingue estere ed é in questa bellissima nazione che ha scritto questo libro.

Karina racconta nel suo libro :

I miei nonni, immigranti italiani, mi hanno educata secondo gli usi e i costumi del loro paese di provenienza: San Donato di Ninea.
Nei tempi in cui i miei nonni erano ancora la,quando rientravo a casa mi sembrava di vivere in Italia più precisamente a San Donato di Ninea. I miei nonni preparavano i piatti tipici del loro paesino, allevavano maiali, galline e conigli. Coltivavano erbe aromatiche come prezzemolo, rosmarino e basilico, così come pomodori e cipolle. Non potete immaginare con quanto amore coltivavano il loro orto  e gli alberi da frutta. Io sono cresciuta mangiando fichi,mele,pere e prugne , altri tempi…
Io vivevo in Argentina, con i miei nonni e mia madre, ma con immagini di San Donato appese su tutti i muri !
Quante storie del loro paese mi hanno raccontato !! Infinite…
Ricordo che avevo la versione sandonatese di “Cenerentola” e che mi avevano anche insegnato a cantare l’inno italiano. E anche alcuni giochi di parole e filastrocche in quel dialetto così particolare:
“Pizzi pizzi trangulu
A o chianu di Sant’Angiulu
E Sant’Angiulu e Catarina
A o chianu da rigina…”
Mi insegnavano tutte queste cose in modo molto naturale, senza nessuna intenzione specifica.
Molto anni dopo, quando ormai loro non c’erano già più, ho incominciato a sentire la necessità di riscoprire e far consocere quei sapori della mia infanzia sandonatese.
Ma come fare e recuperare quei ricordi se non esistevano ricette, misure, suggerimenti, nessun registro, niente?
Con l’aiuto fondamentale di mia mamma, ho creato un “laboratorio”, tentando e ritentando più e più volte fino a che ci sono riuscita! Grazie a Dio!
libroE adesso sento che i miei nonni sono ancora vivi, e più vivi che mai!
Questo libro è un archivio. Non è perfetto ma è autentico.
È stato scritto con la forza dell’amore e l’orgoglio delle mie origini.
E lo consegno al mondo con il cuore.
Ringrazio i miei nonni e mia madre per tutto quello che hanno fatto per me, tutto quello che mi hanno dato e trasmesso senza quasi nemmeno rendersene conto.
Invito tutti ad iniziare questo viaggio attraverso il tempo e lo spazio con queste ricette dal valore incalcolabile.

Troverete i famosi dolci sandonatesi,Grespelle,Turdilli,Turdilluni,Braciole,Fussili al ferretto,etc… e tanti altri tipici dolci di San Donato di Ninea

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