Ott 30

DEDICATO ALLA CALABRIA

Ricevuto dall’amico  Giovanni Benincasa

Per alcuni decenni (quasi 5) della mia esistenza non ho mai potuto godere appieno della regione d’origine. Quest’anno, finalmente, nei mesi più caldi, ho avuto modo di partecipare ad alcune gite o se vogliamo ad alcune fuori uscite dal tran tran quotidiano e me ne sono andato a spasso in alcune zone che definirei più che suggestive. Ciò che la natura ha massiccio del pollino-vista su piano novacco-offerto ai miei occhi ha destato in me molta meraviglia: meraviglia del perchè e del come non riesca ad emergere la nostra regione. Senza voler entrare nel merito di siffatta situazione, che la vede più di qualche spanna dietro a tutte le altre regioni italiane, Le ho voluto fare omaggio di questa piccola raccolta andando a scavare nelle mie passate letture rintracciando “dediche” di scrittori non proprio contemporanei.

MASSICCIO DEL POLLINO(vista su Piano Novacco)

Dopo tre ore di cammino, ci siamo trovati
nel centro di una nera foresta, ove difficilmente
umane orme si imprimono. I faggi e gli abeti
di mole piucché colossale, si stringono per modo
da non permettere l’adito che a qualche debole
ed interrotto raggio di luce. Molti di questi grandi
alberi, dalla vilenza dei turbini schiantati,
a barricarci la strada si frappongono. A volerne
giudicare a colpo d’occhio, sembraci esservene
di fino a 130 palmi di altezza, su di un diametro
di circa trenta piedi. G. TENORE (1826)
DORSALE DEL PELLEGRINO

(vista dal teritorio di San Donato di Ninea)

dorsale del pellegrinoVi è un alto monte nell’appennino, il cui nome
è Mula, pieno di famose erbe buone per
la medicina, nel quale il cristallo (…)
Dal territorio di Orsomarso fin qui e poi fino
a Leucopetra, sull’appennino, dimorano cinghiali,
cervi, caprioli, scoiattoli, linci, martore, tassi,
furetti, lepri, istrici e in qualche luogo
anche orsi. G. BARRIO
CATENA COSTIERA O PAOLANA
(vista da Rende)

CATENA COSTIERA O PAOLANA-vista da rendeDalla zona dell’arancio, dell’ulivo
e del ficodindia passammo a quella della quercia
e del faggio (….) Attraverso le nebbie
che fluttuavano in basso e in lontananza, vedevo
chilometri di spiaggia ed il confine sempre più
lontano del mare e del cielo. Erano molto belli
gli effetti di luce, le gradazioni di colore;
dall’azzuro cupo degli abissi in cui non
si distingueva forma alcuna, a quelle sfumature
viola sulle cime scabre che avevano
una trasparenza, una morbidezza, una vaghezza
che non trova riscontro in nessun
paesaggio settentrionale. G. R. GISSING
NOTA: Autore inglese mai assolutamente benevolo nei i suoi testi scritti sul nostro sud nel corso delle sue visite, in particolare mai benevolo nei confronti della Calabria.

LA SILA

(immagine della Sila Grande)

la sila

Il fascino della sila è una impressione, in cui ha
forse parte maggiore l’anima di quella
che ve ne abbiano i sensi, di ampiezza e libertà,
di grandioso e di sconfinato derivante
dalla lunghezza e dalla grandiosità (….)
Pochi paesaggi come quello silano vogliono
essere piuttosto “sentiti” che soltanto,
per così dire, visivamente ammirti. G. ISNARDI
MASSICCIO DELLE SERRE

(immagini della zona centrale delle Serre)

massiccio del pollino-vista su piano novacco-

Qui vi si forma una pianura vasta e graziosa,
che si allunga tra le montagne con prati
verdeggianti e pascoli smaglianti di fiori. Come
descrivere l’aspetto delle colline che si innalzano
leggermente da tutte le parti ed il segreto
dei valloni coperti d’ombra, con fiumi, ruscelli
ed acque abbondanti. SAN BRUNO DI COLONIA
ASPROMONTE
(immagine di Gambarie)
01-S.-Donato-di-Ninea-CSEra ancora buio quando raggiungemmo la più alta
cima dell’Aspromonte (….) E d’un tratto l’aurora
la sfiorò. Appena sfiorò con le sue dita, la cima
non presentita d’un’alta montagna, la vetta nevosa
dell’Etna ùscì da quell’ammasso pauroso di solitudini
ammantata di viola (….) E sul versante del Jonio
fu tutto un rivelarsi, nel pallore crepuscolare,
di picchi, di colli, di immense superfici ancora
velate di tenebre. U. ZANOTTI BIANCO
Mentre lo “scritto”, di autori di tutto rispetto, è antico, le foto naturalmente sono recenti, ma quello che a me importa è di far risaltare che il territorio offre le sue richezze e sta all’uomo saperle gestire nel modo migliore.

Lì 27/8/2014 Giovanni Benincasa.

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3 comments

    • Giovanni Benincasa on 30 Ottobre 2014 at 20 h 33 min
    • Reply

    Grazie Luigi!

    • Marta Rosa Martinez Ambrosini on 1 Novembre 2014 at 14 h 22 min
    • Reply

    Condivido assolutamente la descrizione sui territori calabresi. E’ veramente una Regione dai mille contrasti e molto bella!

      • Giovanni Benincasa on 1 Novembre 2014 at 20 h 12 min
      • Reply

      Grazie!

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