È ripartito il Museo dei 56 comuni calabri del Parco Nazionale del Pollino

La Redazione & Diritto di Cronaca

Giovedì 19 Luglio 2012 17:29 – di Alessandro Amodio Letture: 32  –  
 

 

SAN SOSTI – È ripartito il Museo che rappresenta i cinquantasei  comuni calabresi del Parco Nazionale del Pollino. Dopo un periodo di stasi, infatti, sono stati riaperti i battenti del luogo di cultura la cui gestione è stata affidata, a titolo gratuito, ad uno staff di giovani studiosi locali che si sono assunti il compito di far ripartire la struttura e riportarla ai livelli qualitativi di tre anni fa. Curatori del progetto sono Giovanni Martucci, Antonio Cozzitorto, Francesco Artuso e Angelo Martucci. Il museo stato è intitolato ad “Artemis”, nome greco della città dedicata alla divinità dei boschi e della caccia i cui ruderi si conservano sullo strapiombo all’imbocco della Gola del Pettoruto a quota 896 metri e dove, secondo la tradizione locale, sarebbe stata rinvenuta la celeberrima scure martello in bronzo offerta a metà del VI sec. a.C. dall’olimpionico Kyniskos alla dea Era, conservata ancora presso il British Museum di Londra e rivendicata più volte sia dall’amministrazione dell’ex sindaco Silvana Perrone, sia da quella guidata dall’altro ex primo cittadino Vincenzo Bruno. Per rinverdire i fasti di San Sosti “fulcro” della civiltà della Valle dell’Esaro, il museo ha ospitato un incontro dal titolo “Si può fare: per una nuova politica dei Beni Culturali, Cultura, Ambiente e Religiosità”. Continua a leggere

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8 Agosto: Riprende la maratonina dedicata al barone Campolongo

La redazione & Diritto di Cronaca

Martedì 17 Luglio 2012 10:16 – di Alessandro Amodio Letture: 68  –  

SAN DONATO DI NINEA – Riprende, in grande stile,  la “Maratonina” dedicata al Barone Campolongo, giornalista ed organizzatore che tanto lustro ha portato nei decenni scorsi al piccolo centro del Pollino. È prevista per il prossimo 8 agosto e si preannuncia durissima con i suoi 13,5 km., dieci dei quali in falsopiano ma gli ultimi 3,5 con un’aspra salita del 7% di pendenza. Organizzata dalla locale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco De Rose, la stessa è in collaborazione con la Fidal, comitato provinciale di Cosenza e con il patrocinio di Regione Calabria, Amministrazione Provinciale ed Ente Parco Nazionale del Pollino La corsa è denominata Trofeo “Franco Campolongo” – Coppa “Luigi Iannitelli”. Le iscrizioni si accettano presso comitato provinciale della Fidal entro le ore 20 del prossimo 6 agosto e trenta minuti prima della partenza sul posto del ritrovo. La partenza è prevista per le ore 18 di mercoledì 8 agosto dal bivio di Licastro e percorrerà le località Alberi Maritati, Fondovalle, San Donato di Ninea, centro storico, piazza F. Artuso, con un percorso da completarsi nel tempo massimo di un’ora e quaranta minuti. Il ritrovo alla partenza è per le ore 16, dove saranno espletate le funzioni pre-gara. Saranno premiati i primi venti classificati (categoria assoluti) coppe, trofei, e premi in denaro; premiati anche i primi tre di categoria con coppa al primo e targa a secondo e terzo sino ad M 60; per la categoria femminile Continua a leggere

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Due Mari e 35 Vette in 16 giorni

La redazione & Tina Zaccato

Una giornata indimenticabile , 30 giugno 2012 , Zaccato Nicola : conquista  Due Mari e 35 Vette in 16 giorni

 Ce l’ha fatta, Nicola Zaccato, a compiere la sua Impresa “Due mari 35 vette “.

Nicola Zaccato è stato il vero grande protagonista di questo evento, che lo ha visto sia come organizzatore dello studio dei percorsi, sia  come “ temerario trekker ” portando a termine con successo il trekking dei “Due Mari 35 vette 2012 “

Il percorso trekking “Due Mari 35 vette 2012 “ ha visto Nicola Zaccato affrontare un favoloso  cammino, dai contorni avventurosi attraversando le montagne della Calabria. E’ partito giorno 15 Giugno 2012  dalle spiagge di Belvedere Marittimo sul Mar Tirreno ed ha portato a termine la sua meravigliosa avventura festeggiandone la conclusione sulla spiaggia di Sibari, Lido Airone nel Comune di Cassano sullo Jonio .

Durante questi 16 giorni di cammino, ha attraversato i monti dell’Orsomarso e del Pollino, snodandosi attraverso alcuni paesaggi naturalistici tra i più incantevoli, variegati ed incontaminati del Parco Nazionale del Pollino, facendo varie tappe tra Santuari , Paesi, e scalando 35 vette, le più importanti del Parco Nazionale del Pollino, il Parco più grande d’Italia. Ha dovuto affrontare un percorso di oltre 300 km e scalare ben 35 vette di cui ben cinque oltre i 2000 metri, con un dislivello complessivo di oltre 38.000 metri e tutto questo in soli 16 giorni.

Non sono mancate le difficoltà, racconta Nicola Zaccato, il caldo non è mai mancato ed è stato l’clemente costante  lungo tutto il percorso, tanto da mettere a dura prova sia lui che i suoi compagni di viaggio che lo hanno sostenuto. Nell’espletarsi di questo straordinario cammino ha avuto modo di venire a contatto con quella realtà del nostro Parco di cui si parla e si legge sui giornali ma che raramente regala quelli che lui definisce “incontri rari e privilegiati”:  esemplari di animali come i caprioli, branchi di cinghiali, serpenti  ed un paio di vipere … !!! La natura lo ha fatto sentire parte integrante delle sue bellezza,  offrendo scenari indimenticabili, sia sulle 35 vette, che lungo le ripide discese nei boschi incontaminati delle nostre poco conosciute montagne Calabresi. Continua a leggere

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Scillirìssu…

La redazione & Minucciu

Non ricordo un fine Luglio così caldo come quell’anno. Le temperature non davano requie e si sudava solo al pensare di fare il movimento minimo. Le case avevano porte e finestre aperte anche la notte e si andava a letto non prima delle due dopo mezzanotte, quando la temperatura calava e dava un po’ di requie. Anche quel filo d’aria, che in San Donato generalmente arrivava verso il vespro e dava ristoro, aveva dichiarato sciopero. Il caldo eccessivo aveva indotto i membri del comitato per i festeggiamenti, a rivolgersi al prete prospettandogli la possibilità di rinviare la ormai prossima processione del Patrono, nel caso le temperature avessero mantenuto i livelli correnti, ipotesi che fece rabbrividire le beghine devote del Santo che paragonarono la proposta ad una bestemmia o peggio un sacrilegio.

In questa situazione climatica, un pomeriggio, sempre di fine mese, “àru Sammicuòsu si frisculiàvadi”, seduti sui gradini all’ombra del muraglione vicino “àra càntina ì ziu Luviginu”, con noi ragazzi abbacchiati dal caldo ed insolitamente fermi e silenziosi, perchè non c’era neanche la voglia di parlare. Nella calma più assoluta si sentì un rumore di passi e tutti pensammo la medesima cosa: chi era il coraggioso che con quel caldo aveva voglia di muoversi e camminare?

Ad un cenno di ziu Luvigino uno di noi ragazzi si sporse dalla cantonata, guardò in basso e fece cenno di andare a vedere. Sulla salitella, all’altezza del palazzo di donna Elvira, un uomo anziano, testa coperta da un cappello di paglia, vestito di chiaro e con un paio di scarpe “americane” color marrone, appoggiandosi ad un elegante bastone saliva lentamente asciugandosi, col fazzoletto, il sudore da volto e collo. Continua a leggere

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