CENSIMENTO DEI SANDONATESI FUORI DAL PAESE

Luigi BISIGNANI

CENSIMENTO SANDONATESI  FUORI DAL PAESE

Mi é venutta un piccola idea forse un po utopica ma voglio tentarla.Vi siete mai chiesto ,quanti sandonatesi vivono nel mondo? Quanti abitanti saremmo se tutti i sandonatesi rientrebbero? Ebbene voglio tentare questo Censimentopaesano.Voglio ,dunque tentare questo  censimento di tutti i sandonatesi che vivono fuori dal paese, per fare un calcolo di quanti sandonatesi siamo e poi cosi potremmo aiutare qualche paesano a trovare la famiglia o amici persi di vista.Basta dare nome ,cognome ,se possibile data di nascita,magari famiglia,  in quale anno sono partiti,dove si trovano e se d’accordo l’indirizzo di residenza,un numero di telefono ed indirizzo elettronico, che saranno dati solo se avuto l’accordo.Sarà lungo ma alla fine sapremo finalmente quanti sandonatesi siamo fuori dal paese e nel mondo .Basta già iniziare da noi stessi ,guardare intorno,famiglia amici e conoscenze e se puoi potremmo metterci qualche foto , alla fine si potrebbe avere  un albero genealogico PAESANO.Questo ALBERO o DOCUMENTO potrebbe essere molto importante per la storia del PAESE.

Si deve considerare da mettere nella lista di censimento anche colui che vive fuori  da SAN DONATO DI NINEA  anche se pochi kms,basta che vive fuori dal territorio sandonatese é da contabilizzare…

Purtroppo si sa quanti restano ,ma non sappiamo quanti siamo fuori allora FACCIAMOLO…

Vi tenta sapere tutto questo? allora facciamolo insieme !!!

Aspetto il vostro aiuto….grazie in anticipo.

Nell’accezione comune un censimento indica acquisire informazioni sul numero di abitanti e su diverse caratteristiche della popolazione (come, ad esempio, il numero di persone per nucleo familiare ed eventuali beni posseduti da ciascuna di esse).

Storia

Il termine viene dal latino censere e significa valutare.

Le prime informazioni riguardo a indagini sulla popolazione risalgono addirittura al 3800 a.C. dove i Sumeri affrontavano vere e proprie indagini per misurare la quantità di uomini e beni di cui si poteva disporre. Le informazioni acquisite erano utili soprattutto in caso di guerra o di carestie.

Si sa di censimenti compiuti dalle civiltà mesopotamiche, dagli Egizi, così come dai Greci, dai Cinesi e dal popolo ebraico.

FORZA ,QUANTI SANDONATESI SIAMO SPARSI NEL MONDO? E IL MOMENTO DI SAPERLO…Grazie !!!

Chi vuole partecipare mi contatti qui

Sei di San Donato di Ninea se…

Amici di San Donato di Ninea nel Mondo.

sandonatodininea@hotmail.it

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Trasferimento temporaneo della sede comunale.

La Redazione

Il comune si tresferisce temporaneamente  “Ara cutura”

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Ricordiamo Tommasina Muzzalupo

Giovanni Benincasa ci scrive…

Domani ricorre il 24 anniversario della morte di mia madre, Tommasina Muzzalupo. Lo voglio ricordare perchè avvenne in un momento, per me, importante e lei che ci teneva tanto non venne a saperne mai l’epilogo, non ci fu il tempo di comunicarglielo.

 

 

In questo momento di riflessione ho postato la foto che la ritrae insieme a mio padre, Donato, per ricordare anche Lui che se n’è andato in un giorno un po particolare per un Marinaio.

 

 

Era il 10 di giugno di venti due anni fa e la Marina Militare il 10 giugno di ogni anno celebra l’impresa più bella della storia della Marina dell’Italia unita.

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Come eravamo:Ccià ffàttu amùri

La Redazione & Minucciu

Ccià ffàttu amùri….

In quella freddissima notte di gennaio, il vento trasportava il suono di una chitarra battente “nù catarrinu” e di un organetto che di concerto “jènu tirantèddha”. La musica si udiva a tratti, secondo il capriccio “dà sirintìna”, il vento che trasportava il sonoro modificandone l’intensità, ma così permetteva che il segnale si spargesse per tutto il paese. Nel silenzio che avvolgeva l’abitato immerso nella profonda oscurità della notte (la pubblica illuminazione era di la da venire) le note penetrarono in tutte le case scotendo dal torpore del sonno parecchia gente. Inizialmente irritati dal disturbo e poi stupiti dalla maestria dei suonatori, quasi tutti pensarono che “à sirinàta” sicuramente era opera di qualcuna di quelle due-tre persone che in paese erano “patrùni e màstri” dei due strumenti.

Avvicinatosi la dove era necessario andare, il suono si fece più lento ed il ritmo calò fino a produrre un suono “a lamièntu” al quale si sovrappose una voce tenorile che attaccò “à dispinsàta” alla sandonatese cantando: “Zùccaru pò mangià…. ma nò cciràsi….. ciàsi fàttu àmùri e nùnn’è stata còsa…..nùnn’è stata còsaaaa…”.Dopo il verso, la suonata riprese “à tiranteddha” allontanandosi dal vicinato fino a divenire sempre più flebile e lontana e poi cessare del tutto.

La “càntàta” semplice in unica strofa era utilizzata generalmente per inviare saluti o messaggi. Col richiamo dell’ultima strofa, come in questo caso, assumeva significato di sfida o di dileggio o di sfottò, circostanza che, salvo ognuno, meritava una sola risposta d’obbligo: la coltellata.

Chi aveva sentito, ed in questo caso il vento aveva favorito tutto il paese, individuò sia il cantante (di quella voce fra i paesani erano capaci solo due persone ed una era in galera) che i suonatori e di conseguenza anche la “càsa” destinataria delle strofe, la cui famiglia, aveva capito benissimo significato, ed individuato sia il mandante, sia gli autori materiali dello sgarbo.

Il retroscena ha come riferimento un fidanzamento di qualche tempo prima, “chiàcchiariàtu” per via del “rango” e della “eccessiva libertà”, che per quei tempi i genitori avevano concesso alla “zìta”, lasciata libera di recarsi “ntè mènsanìli” assieme al promesso sposo, che so a prelevare olio o vino. Non era successo nulla, i quei pochi istanti i due giovani non erano andati al di la di qualche innocente bacio sulle gote ma la circostanza che erano potuti rimanere qualche attimo da soli aveva compromesso l’immagine della ragazza la quale, “ònsiammài spàttavadi” veniva relegata a “rròbba ì sicùnna mànu” e condannata a restare zitella od a fare un matrimonio di comodo. Continua a leggere

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