Enzo BISIGNANI un campione dal cuore d’oro.

Luigi Bisignani

Un ragazzo semplice,dal cuore d’oro !!

Nato a San Donato di Ninea 15 Novembre 1948-20 ottobre 2013.

Fin da piccolo mostrava già i suoi talenti precoci per l’atletica su strada e il taglio del tessuto. Ha frequento le scuole elementari a San Donato praticamente sempre nelle classi  del suo padrino Don Francesco Cerchiaro, fino all’ultimo momento   mi parlava  dei suoi amici di classe e di vita con i quali ha passato  un parte della sua vita fino ai suoi diciott’anni, età che aveva scelto di partire ,senza dimenticare l’amore per il suo paese,famiglia ed amici :

 

 

 

 

Questo primo meeting era nato la prima volta nel 1965 ad iniziativa di un gruppo di amici Sandonatesi ,capeggiati dal mitico Don Franco Campolongo.
Enzo era destinato fin da piccolo ad essere sarto,amava la moda e sopratutto la creazione,ma un giorno si mise a correre con gli amici e si scopri delle capacità inesplicabili di un atleta di fondo;con pochissimi allenamenti ma sui consigli del nostro Don Franco riusci questo famoso giorno :8 agosto 1965 di tagliare primo il traguardo battendo il favorito campione dell’epoca Pietro Perrupato.
Quel giorno una folla immensa scopri il campione Sandonatese Enzo Bisignani.

Aneddoto che non dimentichero mai. La corsa parti dal Pantano e già dai primi metri due atleti presero il volo verso il traguardo…Pietro già campione voleva disfarsi di questo piccolo sconosciuto ,non poteva distaccarlo,arrivati  ara salita i ciavoni ,sempre insieme ,Pietro perrupato ,non sapendo casa fare, apri le braccia per imperdirlo di sorpassarlo,Enzo come era molto piccolo  in confronto a questo colosso d’atleta, s’inchino appena, passa  sotto le braccia  e se ne volo come un’uccello verso il traguardo alla piazza sellata.Un marea di gente umana che aspettava il campione Perrupato furono sorpresi e felice di vedere un piccolo sandonatese di appena 17 anni che arriva fresco e solitario sulla linea del traguardo,mi ricordo benissimo che mia madre aspettava sulla linea per dargli una tovaglia per asciugarsi,la prese ed invece di fermarsi continuo a correre fino “ncapu casale” per andare a salutare la sua ragazza,il suo amore dell’epoca Carmela e dirgli che aveva vinto ,dedicandogli questa corsa che  resta in molte memorie ed in molti cuori…questo era mio fratello che voglio ricordare per il suo immenso talento sportivo e di generosità!!! Questo l’ordine d’arrivo di questa prima edizione:

1-Enzo Bisignani
2- Pietro Perrupato
3-Nello Buono

Il Barone Campolongo ,visto le qualité di Enzo Bisignani ,costitui la squadra :
Unione Sportiva Sandonatese composta da : Enzo Bisignani(2),Nello Buono(3) e Settimio Rotondaro(1).
Questa squadra partecipo ai campionati regionali a Cosenza dove s’imposero da Campioni e portarono il titolo a San Donato di Ninea con questo ordine d’arrivo :

Si aggiudicarono : il titolo di campione regionale assoluto per Enzo Bisignani primo arrivato
Il cugino Settimio Rotondaro arrivato terzo e Nello Buono arrivato quarto.ecco la foto dei CAMPIONI(sulla foto n°2 Enzo-N°1 Settimio e N°3 Nello)

ordine d’arrivo dei camionati regionali a Cosenza

1-Enzo Bisignani
3-Settimio Rotondaro
4-Nello Buono

 Ricordi di un vecchio pezzo di giornale

riprodotto dal famoso quadro dove il nostro
Don Franco Campolongo amava tanto lasciare
le testimonianze dello sport Sandonatese …
Quadro che ha girato in tutti i bar del nostro
San Donato di Ninea

Enzo poteva continuare l’atletica,doveva anche partecipare
ai campionati nazionali a Roma
Ma il destino gli dette un’altra orientazione :la moda e  parti  per la  Francia dove lavoro
nella moda e creazione Francese fino alla sua pensione ben meritata con molte riconoscenze per il grande valore artistico nel mondo della moda. ,
viveva ancora fino al 20 ottobre 2013  in Francia  di una meritata pensione senza mai dimenticare AMICI,FAMIGLIA E PAESE.

Suo ultimo desiderio degno della sua  grande generosità e cuore immenso ,non ha voluto per il suo ultimo viaggio fiori o riconoscenze varie , ma il tutto in un dono per il suo paese nativo SAN DONATO DI NINEA .

I Suoi funerali si terrano in francia il giovedi 24 ottobre alle 14h30

Un’immenso pensiero per mio fratello da parte mia, tutta la famiglia , tutti i suoi numerossimi amici che lo hanno conosciuto ed apprezzato e da parte di coloro che lo conoscono solo oggi !!Ciao fratello sei e resterai nei nostri cuori per sempre.

 Grazie a voi tutti che avete un pensiero per mio fratello, da parte di tutta la sua familia, parenti ed amici .

RIPOSA IN PACE CAMPIONE!!

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Terra d’artisti tra Altomonte e San Donato : Angiolina La Regina

La redazione

Angiolina La Regina è nata in Altomonte (cs).

Vissuta tra San Donato,dove ha frequentato le scuoli elementari  ed il paese nativo..Vive a Roma. Già ai primi approcci con la scuola ha prodotto sue espressioni liriche di profondo senso morale ma il non plus ultra resta il romanzo avventuroso thriller.
Ha pubblicato con la casa editrice Montedit i volumi:
“POESIE e pensieri” (collana i GIGLI – poesia)

La poesia di Angiolina La Regina è protesa verso un mondo composto da forme ideali di bellezza e si erge a custode dell’anima nel sogno d’amore che nasce dal profondo del cuore. Le parole sono leggere farfalle, bianche ali di angeli, petali in fiore ma questa continua evanescenza che rivive nel sogno di oggi e nel ricordo di ieri, prende forza dalla sua voce accorata che si eleva per far sentire tutto l’Amore, gentile, palpitante, estatico e sacro al contempo: un fluido vitale che scorre nella sua anima travolgendo incertezze e dolori. Il profondo senso religioso dell’Autrice esprime il significato più alto dei sentimenti e la fragilità diventa inesorabilmente forza creativa.
Massimo Barile

SENTIMENTI ED EMOZIONI
 
Non potrei odiarti mai, non potrei mai confondere
l’egoismo con l’amore, la consapevolezza con
la confusione di sentimenti ed emozioni.
 
Così come non potrei cancellare dall’anima
la profonda bellezza di un cielo stellato
in una notte d’estate.
 
Eri nel segreto più nascosto del cuore:
seme divenuto pianta che sfiora le altitudini
di un sentimento elevato come l’amore
senza conoscerne il senso.
 
Presentazione di “Ombre e Luci… Continua a leggere

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Trasferimento del comune

La redazione

 Tre ex amministratori scrivono al Prefetto.

Ecco i motivi della netta contrarietà del trasferimento della sede municipale

(Clicca sulla foto per leggere meglio).

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Riflessioni: La ciuca compagna di vita e di lavoro per la nostra gente

La Redazione

Giuseppe Iannitelli ci aveva scritto nel settembre 2010 e ripubblichiamo

Volevo un attimo soffermarmi a valutare un po’ questo animale, che oggi con il mondo motorizzato , l’abbiamo lasciato usandolo solo per i nostro passatempi. Non era cosi’ anticamente:Dalle nostre parti ed altre luoghi del sud possedere un ciuco era un po’ un vanto di benessere . con esso infatti si potevano alleviare le fatiche giornaliere ; accompagnava per tutta la giornata il padrone, egli toglieva i pesi di dosso e alle donne gli evitava di trasportarli sulla testa;accollandosi cosi’ tutti questi disagi.Quando non aveva grosse some da portare, serviva al padrone per salirci sopra per alleviarsi della stanchezza del cammino .Sia in inverno che in estate al ciuco gli veniva caricato sul dorso tutto

quello che serviva durante l’anno :legna frasceddre prodotti alimentari barlette con acqua, insomma tutto per il fabbisogno delle famiglie.Oggi tutto e’ facile: Premiamo un bottone e si accende il riscaldamento,luce e gas;si apre un rubinetto e viene giu’ acqua calda o ,fredda ;tutto e’ a portata di mano con facilita’.

Di qualunque cosa che ne abbiamo bisogno ,facciamo un numero di telefono e tutto arriva a casa.Anticamente tutte questi servizi venevano svolti con l’aiuto di questo animale .era diventato un compagno di vita perche’chi lo possedeva lo portava con se tutta la giornata. Non c’era all’epoca il tempo per divertimenti e svaghi si pensava solo al lavoro.Questo animale insomma era amico e compagno dell’uomo che lo possedeva.Viaggiava scarico solo la mattina quando usciva con il padrone che spesso lo cavalcava in quanto l’animale si era riposato durante la notte;arrivava a casa la sera sempre carico di qualche cosa anche da usare con lungimiranzhttp://sandonatodininea.files.wordpress.com/2010/09/asino011.jpga.Insomma:
Non viaggiava mai a vuoto.Noi in famiglia avevamo una ciuca di nome Betta
capirete in seguito perche’ l’ho scritto con la lettera maiuscola ,mi ricordo che era zoppa ma come lo sia diventata lo posso immaginare :Con le strade ed i sentieri da percorrere anche gli animali ,con la presenza di sassi e buche che c’erano per terra, si potevano infortunare . Sotto la nostra abitazione,avevamo la stalla in sostanza Betta faceva parte un po’ della nostra famiglia.Mi diceva mia madre che lei ci parlava con Betta era non solo una compagnia ma c’era anche molto affezionata e la riteneva un animale alla quale gli mancava solo la parola.Io ricordo solo poche cose della nostra amica in questione ricordo bene pero’ quando l’abbiamo venduta. Continua a leggere

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Riflessioni: un ringraziamento alle nostre donne!!!

Luigi Bisignani

Giuseppe Iannitelli ci scrisse nel settembre 2010 e pubblichiamo

Mi viene spontaneo pensare e riflettere a tutto quello che le nostre donne

http://sandonatodininea.files.wordpress.com/2010/09/foto-donne.jpghanno fatto e sopportato negli anni  ante e post guerra. Ho pensato che tutto cio’ che e’ successo nella nostra casa si e’ ripetuto in tante famiglie della nostra zona.Nel periodo suddetto,in molti paesani c’era la volonta’,che a seguito di una constatazione economicamente positiva, di recarsi all’estero o in altre parti d’italia per lavorare.Gli interessati Hanno fatto fare, in precedenza, richieste da persone gia’ emigrate ,per agevolare la documentazione di espatrio con la quale si potevano recare negli stati uniti,in argentina ecc.. come  alcuni miei parenti e come stava facendo mio padre.Altre persone si sono avvalse della conoscenza di paesani, per recarsi in altre parti d’europa: Francia Svizzera Germania ecc…altre infine si sono trasferite al centro e al nord d’Italia . Noi ci siamo trasferiti in toscana che precedentemente c’era venuto mio padre  ed aveva iniziato a lavorare in una miniera di carbone a Ribolla prov. di Grosseto.L’impegno lavorativo consisteva nell’estrazione di lignite in quanto il carbone all’epoca era necessario per molti usi ,compreso l’alimentazione dei treni , indispensabili  per il trasporto non solo di persone ma anche di macchinari bellici utili per la guerra che si stava avvicinando.Attenzione ! la miniera era considerata anche all’ora L’ULTIMO PANE non solo per mio padre ma per tutti coloro che hanno svolto lo stesso lavoro in altre parti come in Belgio, Francia e sud e nord America.Non so perche’ questo mestiere massacrante ,sotto terra, e’ toccato sopratutto ai nostri genitori.
Non dimentichero’ mai il volto nero dei minatori quado uscivano dalla minera a fine turno,non si riusciva nemmeno ad identicarli .La polvere del carbone depositata nei loro volti li rendeva irriconoscibili.Tantissimi sandonatesi sono arrivati a lavorare qui’ da noi a ribolla.Posso citare alcuni cognomi di sandonato come i : Continua a leggere

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XXIII Sagra della Castagna o Festa D’Autunno

La Redazione

23° Sagra della Castagna o Festa D’Autunno

venerdì 8-sabato 9 e domenica 10 novembre 2013

San Donato di Ninea (CS)

Anche quest’anno si rinnova il tradizionale appuntamento autunnale della sagra della castagna.o Festa D’Autunno.

Il visitatore curioso,il sottile bongustaio,addentrandosi nei vicoli del paese,avrà il piacere di degustare piatti unici nel loro genere che racchiudono tutta l’antica tradizione locale Sandonatese.
La passione di sempre degli organizzatori e la calorosa accoglienza della popolazione renderanno ancor piu’ interessante ed unico il binomo cultura- gastronomia.

Gli organizzatori e la popolazione intera vi aspettano numerosi per la grande festa e degustazione della Castagna.

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Come eravamo : Tàntu ppì ddì.

la Redazione & Minucciu

Ecco il seguito, come avevo promesso.

Abbulà l’ànima. Letteralmente l’anima che và, vola via: E la frase che rende bene l’idea dell’essere senza requie, in stato d’ansia o di momentanea depressione. Rende l’idea del provare un senso di insoddisfazione profonda. In due parole il sandonatese riassumeva e rendeva palese quel malessere interiore, quella situazione di disagio indistinta e della quale non si individuava l’esatta origine. Poteva esprimere leggero malessere misto a malinconia o senso di insoddisfazione od incompiutezza. Questo stato d’animo poteva essere conseguenza del senso di inquietitudine provato mentre si attende l’arrivo di qualcuno o di qualcosa, ovvero essere cagionato da una giornata col cielo cupo e dall’attesa della pioggia che pare non arrivare mai. Queste sono alcune delle situazioni e degli stati psico-fisici che i sandonatesi definivano usando l’espressione in parola.

Ammàzzami e jèttami ntè mìa. Era la sintesi con la quale si esprimevano i sentimenti di attaccamento alla famiglia, di identificazione nella parentela e di appartenenza ad una “ràzza”. Era il riferimento a quegli affetti che per un sandonatese sono sacri ed in grado di dare senso di sicurezza e certezza che in essi trovi sempre accoglienza e ricovero, qualunque comportamento tu abbia tenuto. Potrebbe apparire un’ultima ed estrema supplica, l’appello alla “pietas”, a quel senso di fiducia nel rapporto di sangue, quel vincolo speciale che lega i parenti, anche quando i rapporti interpersonali non sono dei migliori. E’ una invocazione al rispetto comunque dovuto alla morte, perché con essa colpe, meriti sono mondati e la classe sociale  azzerata, si diviene uguali. Nell’uso sandonatese era segno di emenda, con essa potevi anche riconoscere un torto e senza umiliarti.

Aru vìdi e mmucà sàmpàvulu. Nella tradizione sandonatese a San Paolo è attribuito il potere di proteggere dai serpenti e sin da bambini ci veniva insegnato semplicemente “dì sampavulu” quale invocazione alla vista di qualsiasi rettile. La frase completa sottolineata ad inizio, era riferita si a “serpenti” ma in sembianze umane, a gente di cattiveria e perfidia somma, da evitare in ogni senso, persino incontrandola per strada. Era l’etichetta che toccava “àri stuòrti”, “àri mpicciùsi”, “àri pìa pìla”, gente di pessimo carattere e di altrettanta mala compagnia. Erano così definiti anche gli attaccabrighe di professione, gente che amava la sopraffazione o provava a vivere di prepotenza, contanto sulla prestanza fisica, questo finché “on trùvavàdi à fùrma ppà scàrpa sùa” che lo riduceva a più miti consigli magari “ccù nnà pàliàta”. C’erano anche i pusillanimi che vivevano di luce riflessa e trovavano coraggio nel gruppo, a codazzo del prepotente vero, oppure nell’alcool ma, in questa circostanza, l’etichetta era più di scherno che di sostanza. Altra categoria così catalogata erano i cosiddetti “llùsi”, giovanotti di qualche fascino capaci di tessere ragnatele pericolose confidando nell’ingenuità di giovani ed inesperte ragazze. In questo caso l’etichetta veniva appiccicata dalle donne ed era quella peggiore perché scherniva e screditava. Continua a leggere

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Caffé Letterario “Marcovaldo” a Parigi…Un Artuso a Parigi!!

La redazione

  • «In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura.
    Ma esiste ancora, la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale.
    Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista d’una serie di favole moderne, dove Italo Calvino va segnando, come in un suo blocknotes segreto, avvenimenti impercettibili nella vita di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d’una nuvola carica di pioggia o l’arrivo mattutino d’uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come un colorato calendario l’alternarsi delle stagioni, Calvino le ha disposte in un libro…ma…

Non é la storia di questo manovale partito dalla campagna in città per far vivere la sua famiglia che vi voglio raccontare,ma ben altro!!! Un nostro paesano Francesco Artuso…a Parigi.

Marcovalto esiliato in città,sognava di natura.

Quattro amici italiani ,sbarcati a Parigi,hanno battezzato il loro locale letterario con il nome del personaggio immagginato da Italo Calvi.

Loro desiderano un’altrove lontano dalla sotto-cultura berlusconiana.

Nel loro locale aperto nell’estate 2012,niente televisione,ma un piano e tanti scaffali pieni di libri d’autori contemporani(Allessandro Tota..;romanzi del collettivo Wu Ming etc…) E delle foto sui muri che ricordano l’Italia. “Si ,siamo partiti d’Italia,non abbiamo chiuso la porta dietro di noi,precisa Irene,una delle fondatrici insieme al nostro paesano (di San Donato di Ninea) Francesco Artuso.Qui diffondiamo la controcultura italiana.Spesso noi proponiamo dei concerti,delle esposizioni di foto e corsi di conversazioni intorno ad apertifi “les apeRitals!”.

Delle parole,musica ma anche prodotti  italiani  delle serata cucina italiana sono organizzate con il patrocinio di MAMME venute d’italia  che danno i loro secreti di fabbricazione della pasta casereccia !!

Era un giorno, un bel giorno, quando Francesco e Francesca hanno pensato “Sarebbe molto  bello di creare un “Chez Nous” dove dividere con gli amici e futuri amici le nostre passioni, , i nostri sogni”. Occorreva un altro alleato, un spirito vitale che poteva aiutarci in questa avventura,: ed ecco Irene, la nostra  Irene.

Assetati di cultura e di dolce vita  hanno creato “Marcovaldo” al 61 via Charlot, un luogo di vita e di fantasticheria, di creazione e di Sogni. Una libreria caffè per immergere nella cultura italiana contemporanea, le sue parole, i suoi colori, i suoi sapori, la sua musica,.

Da Marcovaldo, Irene vi accoglierà con i suoi grandi sorrisi e vi farà scoprire le ultime tendenze della letteratura italiana, Francesco Artuso,”il SANDONATESE” vi farà viaggiare tra i film ed i libri di storia con un bel bicchiere di buon vino e Francesca vi farà scoprire le sue opere culinarie al ritmo di una nuova scoperta della canzone italiana.

 

 

Ogni Giorno nuovisssime sensazioni per i vostri occhi,le vostre orecchi e le vostre papille ,nuovi scrittori ,nuovi cantanti  e sopratutto corsi di cucina italiana: Rosina che svela in 72 minuti la teoria,la pratica ed i segreti dei veri “GNOCCHI”.Avete ben letto si tratta della  nostra amica “Rosina Artuso Cianni” ,conosciutissima a San Donato di Ninea e mamma dell’amico Francesco.

 

Miranda che viene da Bologna per farvi scoprire la magia che trasforma le uova e la farina in vere tagliatelle italiane,la Rodo che viene da un paesetto Abruzzese per farvi scoprire le ricette tenute gelosamente conservate e nascoste;Luca l’avvocato-scrittore che viene con la sua 500 fiat da Roma   per sorprenderci con i suoi apretivi di cucina naturale.
Veniti,dunque a mettere le mani  nella farina,sfogliare un libro e scoprire degustando un apero-italiano  quel cantante che vi piace tanto.Venite a trovarci durante il vostro prossimo viaggio a Parigi,

visitare Parigi senza una visita al Marcovaldo non sarebbe  un bel viaggio ma di sicuro  un  sacrilegio!!!

 

 

 

 

“Marcovaldo” al 61 via Charlot –Parigi

Aperto:

Mar – Sab: 10.00 – 21.30

Dom: 10.00 – 19.30

Francesco e tutta l’equipe del Marcovaldo vi aspettano!!!

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La sorte s’accanisce sul paese !!

La Redazione

La sorte sembra veramente accanisrsi sul nostro paese!!
Spostare la sede comunale all’edificio é veramente la morte accellerata della parte superiore del paese.
Ecco la Proposta del commisario che decide di spostare l’edificio storico senza l’accordo del paese o degli amministrati visto che non c’é ne sono…un commissario nominato, in attesa dell’elezioni del 2014, puo decidere da solo una tale operazione?Chiedere l’avviso della popolazione é il minimo che si puo fare, un “REFERENDUM” con il quale i SANDONATESI  possono almeno esprimersi. Ecco le prove della decisione presa da una sola persona!!

Nuova sede comunale (clicca QUI per leggere la proposta ed azione già approvata )

E la richiesta  di revoca di tre paesani:

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Celebrazioni solennità 4 Novembre 2013

la Redazione

Celebrazioni solennità 4 novembre.
Sia io che Giuseppe Campolongo facciamo parte dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia gruppo di Cosenza, che come associazione d’arma opera su gran parte del territorio provinciale. Tra i compiti statutari della nostra associazione ci sono anche quelli di partecipare a manifestazioni solenni come quella del 4 novembre e di far conoscere la Forzata Armata, quindi, visto le mie origini ho pensato di portare la bandiera della Marina a San Donato almeno per quel giorno. Ci riusciremo?

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