Domani l’interrogatorio di garanzia di Luciano Macrino

Redazione & Diritto di Cronaca

Domani l’interrogatorio di garanzia di Luciano Macrino

Lunedì 11 Giugno 2012 10:09 – di Alessandro Amodio Letture: 62  –  
SAN DONATO DI NINEA – Ha trascorso alcune notti in carcere Luciano Macrino, 60 anni, accusato di tentato omicidio, minaccia aggravata e violenza privata nei confronti di Francesco Consoli, 89 anni. La vicenda, però, merita approfondimenti anche alla luce di alcune reazioni, che giungono anche dal borgo sandonatese. Intanto, l’autore dell’aggressione, che secondo i fatti vagliati dal Sostituto Procuratore della Procura di Castrovillari Silvia Fontebasso hanno fatto scaturire l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Annamaria Grimaldi, ha scelto quale difensore di fiducia l’avvocato Vincenzo Viceconte. Lo stesso legale, pur avendo massimo rispetto per il provvedimento giudiziario e per l’Ufficio del Gip di Castrovillari che ritiene molto professionale, non nasconde la possibilità di far valere le ragioni del suo assistito. «Pur non avendo una conoscenza approfondita del Macrino – ha dichiarato il legale – credo che il tentativo di omicidio esposto nell’ordinanza non sia credibile. Non esiste – ha proseguito – un’azione reiterata con l’ascia e forse lo stesso atto aggressivo del Macrino è stato fortemente collegato ad una volontà vendicativa dello stesso autore rispetto ai fatti del 1978. In quell’occasione lo stesso Macrino, pur dichiarandosi innocente, venne condannato a dieci anni di reclusione e, quindi, scontò il suo debito con la giustizia. Alla luce di ciò, proprio per i molti anni trascorsi rispetto a quell’episodio delittuoso credo che la vicenda sia ancora tutta da chiarire. Spero di farlo a breve ed anche con prove a discolpa da attuare in loco perché la dinamica dell’accaduto non convince del tutto». Una linea difensiva, quella dell’avvocato Viceconte, che punterà presumibilmente a “derubricare” il reato da tentato omicidio in lesioni aggravate, ovvero quanto contestato in un primo momento dagli inquirenti. Per domani 12 giugno, intanto, ci sarà l’interrogatorio di garanzia del Macrino davanti al Gip Grimaldi per la conferma o la revoca della custodia cautelare. E per quella data il legale dell’aggressore pensa di fare le sue controdeduzioni per esporre, pur con le dovute riserve, una diversa realtà dei fatti. Tecnicamente è anche possibile impugnare l’ordinanza al Tribunale della Libertà, ma questa al momento è solo un ipotesi. Perché allora sarebbe avvenuta l’aggressione con l’ascia poi sequestrata del Macrino ai danni del Consoli? Nel contesto dell’atto – secondo gli inquirenti – la vittima ha riferito che il Macrino lo avrebbe minacciato di morte attribuendogli la colpa dei suoi dieci anni di carcere dopo l’omicidio di Donato Consoli, figlio dell’attuale vittima. Ma nel corso di questi anni dopo che il Macrino è uscito dal carcere, lo stesso – a detta di molti – era notevolmente cambiato. Di questo avviso è il sindaco di San Donato di Ninea, Francesco De Rose. «Dopo i fatti del 1978 – ha asserito il primo cittadino – posso dire che era diventato un cittadino modello. Sempre rispettoso di tutti, pagava regolarmente le tasse ed aveva grande riguardo soprattutto per gli altri». Un raptus improvviso, allora, oppure qualcosa che ha fatto scattare una sete di vendetta  covata forse in silenzio per diversi anni? Non ci resta che aspettare l’interrogatorio a garanzia dell’aggressore, per conoscere aspetti al momento forse non chiari della vicenda.

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