Ago 06 2015

Da Tacuarembo (Uruguay) a San Donato

Luigi Bisignani & Enzo Giuliano Pandolfo

Da Tacuarembo’ Uruguay a San Donato di Ninea, Italia, 26/06/ 2015.

Tutto ha inizio quando insieme alla mia famiglia decidiamo di fermarci a cena presso il Ristorante dell’ Hotel Barbieri ad Altomonte .Poco dopo attraverso le finestre osserviamo le luci in lontananza di un piccolo paesino, lassù in montagna. Allora tra me , penso, “quel paesino dovrebbe essere San Donato di Ninea, per come e dove è situato” e poco dopo il cameriere me lo conferma.SDN DESDE ALTOMONTE

La visita però, dovrà ancora aspettare, il giorno dopo, e ciò mi emoziona, perchè è anche la prima volta che conoscerò i paesini da dove son partiti i bisnonni di mio padre, ( San Sosti e Sant’ Agata d’ Esaro).

Al mattino mi sorprende il canto degli uccelli che sento non appena m’ incammino al parcheggio dell’ albergo per prendere la macchina. Sembrava che tutti gli uccelli d’ Italia si fossero radunati lí, una grande varietà di gorgheggi naturali,senza l’ inquinamento del suono degli uomini, veramente molto bello! Canti e suoni che mai dimenticherò e che rimarranno per sempre impressi nella mia mente ( suoni della natura pura).

Il nostro itinerario inizia con un po’ di nostalgia all’ arrivo a San Sosti e a Sant’ Agata d’ Esaro. Due paesini che mi fanno pensare agli antenati di mio padre quando 140 anni fa’ son partiti per l’ America insieme ad alcuni dei figli in cerca di un futuro migliore.

La visita a San Sosti non risparmia il Santuario alla Madonna del Pettoruto, davvero bello! Appena usciti ,é ora di pranzo, e decidiamo di mangiare al Ristorante situato di fronte al parcheggio del Pettoruto. Ottima idea!, dato che il padrone ci fa sentire come se fossimo a casa nostra. Bellissima esperienza l’ aver condiviso quei momenti con Giuseppe Sirimarco, sua figlia ed anche con Elena.

Dopodichè ci tocca far visita a San Donato di Ninea!Ora finalmente il paesino che avevo visto la sera prima, dalle finestre dell’ albergo , appeso alla montagna.

Gli 8, oppure 10 km.che lo separano da San Sosti sembrano non finiré più, la strada accompagna ogni svolta del terreno, sale e scende, destra – sinistra fino a quando a Licastro comincia la salita verso San Donato di Ninea.

L’ arrivo in paese abbastanza inquietante dato che la strada che porta alla piazza centrale in alcuni punti è tanto stretta che non lascia passare più di una macchina alla volta, sempre che non ne arrivi un’ altra dalla parte opposta , allora per forza devi trovare, facendo retromarcia ,qualche angoletto , affinchè l’ altra macchina possa continuare il suo percorso.(Questo ci è accaduto al ritorno).SDNVISTA5

Appena arrivati in piazza, scesi dalla macchina, ci sorprende una grande calma, eccetto un Bar. Quello sembrava   il punto d’ incontro di tutti i compaesani di ogni età. Incuriosito decido di comprare dell’ acqua ed appena entrato sento su di me gli occhi di tutti, ma nessuno mi chiede niente anche se capisco abbiano voglia d’ interrogarmi, di sapere chi sono e cosa faccio da quelle parti.

Allora le domande le faccio io al giovane barista. “Come si puo’ arrivare alla parte alta del paese? E’ molto faticoso?” Mi risponde gentilmente che per uno come lui, abbastanza cicciottello, in effetti è faticoso! ma per uno come me, non c’ è nessun problema, ci si arriva facilmente.

Ringrazio della risposta ed esco subito per trovare la strada della salita. Ma non la trovo ed allora mi rivolgo ad una donna che era seduta lì, dentro casa ma con la porta aperta. Non appena glielo chiedo , esce da casa e subito insieme ad altre due donne sbucate lì, cominciano a farmi tutte le domande che nessuno al bar aveva osato – Di dove sei? Che ci fai qui? Hai per caso dei parenti da queste parti?

Rispondo alla prima domanda nel mio povero italiano ( e subito ricordo mia madre che ha sempre insistito affinchè io lo imparassi bene!)e non appena mi ascoltano mi dicono di parlare in spagnolo che se parlo piano loro lo capiscono! Allora gli racconto dei miei bisnonni, di mio padre, che fa di cognome Pandolfo, che erano originari di San Sosti, e che io ero a conoscenza che proprio lì, a San Donato abita una famiglia Pandolfo, ma che non avevo mai potuto scoprire se davvero fossimo dei parenti. Subito quelle donne guardandosi fecero, sì! La Maria Francesca Pandolfo! Ed io, Sì! Ci conosciamo attraverso internet!SDNVISTA4

 

Dopo la chiacchierata salutai e continuai avanti finchè , oh! Meraviglia! Davanti a me un panorama indimenticabile! Ne valeva proprio la pena la fatica! Quante foto scattate!, di qua e di là!Sù e giù. Tutte Belle! Anzi bellissime! Poco dopo scopro che molte case della parte alta sono chiuse, sembra che lì, non ci abita nessuno. E penso “un vero peccato”! Ma subito capisco che non dev’ essere facile abitare in posti come quelli, d’ inverno con la neve, probabilmente isolati e questo forse accade dappertutto e non solo a San Donato di Ninea.

Quando si è davanti al piazzale della Chiesa, lassù, sembra veramente di essere vicino al buon Dio. Il panorama è mozzafiato con la parte bassa del paesino sotto i piedi ed in lontananza tutta la Calabria, fino al mare Ionio.

Dopo un po’ e avendo capito che ci sarei rimasto lì delle ore senza mai annoiarmi, comincio la discesa per incontrare i miei cari che avevo lasciato giù e che ormai mi aspettano in macchina.

Tra me intanto penso “ questi posti non dovrebbero rimanere mai disabitati”, son troppo belli!, ma la realtà ci dice che nonostante il progresso, gli 8, 10 km. che li separano da super strade e autostrade, oppure dal paese vicino, oggigiorno sono ancora tanti!

Prima di arrivare in piazza, trovo un’ altra volta le simpatiche donne che mi chiedono se quello che ho visto mi è piaciuto; rispondo in spagnolo “MUY LINDO” e ne sono sicuro che l’ hanno capito dal sorriso che invadeva la mia faccia.

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