Lug 08

San Donato di Ninea : Pietro Viggiani

Luigi Bisignani

soria e cultura

Pietro Viggiani mi ha scritto e ve ne faccio  un regalo con molto interesse e piacere,grazie Pietro

cultura-sandonatese_thumb.jpgaccolgo con entusiasmo la vostra iniziativa girandovi un breve monologo ambientato a San Donato.

In realtà è l’inizio del mio romanzo da poco concluso per il quale sto cercando un editore serio che abbia voglia di valorizzarlo.

Si tratta di un romanzo storico ambientato tra San Donato e New York e sviluppato in 3 periodi storici:

– Anni 30-40 del 900,- Anni 50 del 900– Inizio XXI secolo.

Appena sarà pubblicato sarà mia premura comunicarvelo.

Grazie e a presto

Pietro

Tratto dal Romanzo “II-V-I” di Pietro Viggiani

7 Agosto 2010 – San Donato di Ninea

DSC_0456Non ricordo ormai più quante volte mi sono seduto su questo muretto.

E’ un angolo di paradiso, il mio osservatorio sul mondo.

Si vede il paese dove sono nato, la casa in cui sono cresciuto, i vicoli tra cui ho giocato, la strada lungo la quale scendevo all’alba verso i campi e risalivo all’imbrunire in sella a un ciuccio sfiancato dal peso delle ceste ricolme del raccolto di giornata.

Rivolgo lo sguardo alle mie spalle, gli occhi si riempiono di mille sfumature di verde, un alternarsi ininterrotto di fichi e di ulivi, di pescheti e di agrumeti. Una smisurata vallata si adagia tra le montagne e si stende verso l’orizzonte fino a congiungersi con il mare.

Il tempo sembra non passare mai. Gli odori evocano l’infanzia, l’aria salubre s’insinua nelle narici rinvigorendo i muscoli e il cervello come un elisir della giovinezza.

Questa mattina il Girone è avvolto in un silenzio sacrale. Il cinguettio degli uccelli fa da controcanto al gracchiare delle cicale, lo scampanellio dei greggi giunge dalla campagna. La strada è deserta, l’asfalto riposa sotto i primi raggi di sole, si sente in lontananza la vibrazione dei motori della corriera in arrivo dal fondo valle.

Pinuccio tira su la saracinesca del bar abbassata giusto qualche ora prima,  compare Vincenzo infila nel vano del tre ruote le ceste di pane ancora caldo e fragrante da distribuire per la vallata, commare Rosina recita il rosario affacciata dal balcone, zia Gina ripulisce il piazzale davanti casa dalle bottiglie di birra scolate da  chi ha schiamazzato sino a tarda notte dinanzi al bar.

Mimma invece è in casa, sta cucinando. E’ da giorni che impasta uova, farina e burro. Dosa le porzioni come le ha insegnato la madre, senza l’ausilio della bilancia. Le ricette le custodisce gelosamente nella sua testa.

Tra poco la casa sarà piena di gente. C’è chi dormirà al piano di sotto e chi al piano di sopra, chi andrà al mare e chi lavorerà la terra, chi cucinerà e baderà a rendere la casa accogliente, chi ozierà in giardino con un buon libro tra le mani sorseggiando un calice di vino rosso.

Mimma quando è indaffarata non mi vuole tra i piedi.

Rimango seduto sul muretto di casa, appoggiato al mio bastone e con la testa coperta da un cappello di paglia.

E aspetto.

Ancora non si vede nessuno.

Il paese si è svegliato lentamente, oggi è un giorno di festa. E’ San Donato.

Finalmente ci siamo!

Rivedrò tutti, non mancherà nessuno.

Chi da Firenze, chi da Roma, chi da Salerno, con ritmi e andature diverse prima o poi arriveranno. Il rettilineo che conduce al Girone è attraversato solo da lucertole e formiche, ancora nessun rombo di motore familiare.

Ma arriveranno!

Entro pranzo saremo seduti intorno al tavolo per dare inizio ai festeggiamenti.

Tutti insieme, nessuno escluso.

Come una volta, come vuole la tradizione.

“Aspettando l’uscita del Libro ,che spero Prestissimo ,grazie Pietro a presto Qui….”

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