Mar 16

I magnifici sette

STORIA PERSONALE

Dedicata all’Unione dei Comuni delle valli.
Il nostro poeta l’ha pensata in occasione dell’ inagurazione di quella federazione e per farmene dono è bastata una piccola occasione. Insieme a mia sorella in vista all’autore e gentile consorte abbiamo vissuto alcune belle ore. Ovviamente parlando di passato le nostre menti di ricordi sono state sovraffollate e questo scritto ne è un tangibile suggello. Grazie cugino!

Giovanni Benincasa

“I magnifici sette”foto di Giovanni Benincasa.
In tutte le vallate circostanti
hanno deciso una votazione
per stabilir fra i monti tutti quanti
qual è il più grande e bello ogni stagione.

Immantinente il seggio hanno allestito
e sei paesi un dì sono arrivati
nel loco scelto (ed esso fu Malvito):
qui tutti a pranzo furono invitati.

Poi si votò e fu Cozzo Pellegrino,
che S. Donato alle pendici vanta,
il primo in altitudo e un po’ carino.
Ma per bellezza un pezzo da novanta

risultò la Montea che trasparente
sembra al tramonto: polvere dorata
vi sparge per incanto il dì cadente
come fosse il vestito d’una fata.

Se ne avvantaggia poco la vallata
che adombra di S. Sosti l’abitato,
Mottafollon ch’è un po’ più sollevata
ne ammira lo spettacolo incantato.

Fu poi la Mula e quindi la Muletta,
che si scorgono pure da Fagnano;
qui si accampò Annibàlle e senza fretta
sostò ma non andò molto lontano.

Sant’Agata ne gode la frescura
dal murmure dell’Esaro cullata
e Santa Caterina dall’altura
domina sottostante la vallata.

Sette furo i paesi che han votato
e n’è venuto un nome fuori mano:
un elettore, forse avrà scherzato,
votò per il Timpone d’Arcomano.

Donato Tommaso

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