Lug 08

ITALIANI in URUGUAY

MARTA R. MARTINEZ AMBROSINI

La nostra Amica Italiana Marta ci fa conoscere, un po, la storia dell’emigrazione italiana
in URUGUAY

ASSOCIAZIONISMO ITALIANO  NEL NORD DELL’ URUGUAY.

INTRODUZIONE

“ Lasciare il proprio paese per andare a lavorare in terra straniera è sempre un fatto importante e pieno di conseguenze per chi emigra, per la sua famiglia, per la Patria.

“ Le convenzioni internazionali riconoscono a ciascun uomo il diritto di migrare, con il dovere, però, di sottomettersi alle leggi del Paese che lo accoglie.”

E questo accadde agli emigranti italiani, che in massa, avendo trovato il coraggio e la forza per lasciare la loro terra d’ origine per  intraprendere un nuovo cammino,lasciandosi dietro tante cose care, affrontarono con impegno, fatica e sacrificio una situazione di vita  che li aiutò ad inserirsi in una  nuova Terra.

GLI ITALIANI IN URUGUAY
A Montevideo, città capitale del paese, c’è una grande concentrazione d’ italiani ed oriundi.
Tra italiani e discendenti oggi il numero di persone arriva a più di un milione.
Secondo studi realizzati dall’ Istituto Nazionale di Statistica e Censimento –
ne consegue che il 43% della popolazione del paese è formata da italiani e discendenti.
Il flusso migratorio registrò tre ondate importanti  in Uruguay: la prima, negli anni 1882 -1890,  la seguente tra il 1892 – 1902,  e poi nel 1905 – 1914.
Successivamente prima dello scoppio della seconda Guerra mondiale e l’ ultima grande ondata  tra il 1946 finalizzazione della Seconda Guerra mondiale  e gli anni “ 50.
Fra il 1880 e il 1916 – arrivarono in Uruguay i contingenti più rilevanti di europei – fra cui 66.992  italiani ed un numero considerevole di spagnoli.
Di fronte a questa nuova realtà, in questa nuova terra,  gli stranieri italiani, cominciarono piano, piano a costituire  ASSOCIAZIONI di connazionali, che rivestirono un ruolo fondamentale per le collettività all’ estero. Sia come supporto materiale con delle sovvenzioni in denaro, che come mantenimento delle radici  e del ricordo della Patria lontana. Come detto prima, queste “SOCIETÀ” furono anche di valido aiuto per socializzare ed integrarsi  nella nuova terra di adozione.

IL SENTIMENTO d’ ITALIANITÀ

“La coscienza del vanto di essere italiani non abbandoni mai l’ emigrante, anche quando siano passati molti anni dal giorno in cui lasciò il suo paese natìo ed anche se le sue memorie ed i suoi ricordi non siano più alimentati dall’ affetto di congiunti rimasti in Patria.
Mantenga inoltre, vivo l’ uso della propria lingua e il culto delle proprie istituzioni; allevi i figli nell’ amore verso la Patria sua, ed insegni loro la lingua, la storia e la geografia d’ Italia. Anche se egli assuma la nazionalità del Paese in cui si trova, non rinneghi  e non oblii il sublime retaggio morale dei propri avi, e trasmetta ai nepoti la sacra fiamma dell’ amor della Patria lontana: egli resterà così non degenere figlio dell’ Italia grande e forte nel mondo”.
“ VIVA L’ ITALIA, SEMPRE”.

( dal Libretto “ AVVERTENZE per l’ Emigrante Italiano – Commissariato Generale dell’ Emigrazione – Roma). ( Accompagnava un Passaporto dell’ anno 1927).
ASSOCIAZIONISMO ITALIANO a  SALTO. –  GLI  ITALIANI  di SALTO

La città di Salto fondata nel 1756, è situata al nord – ovest  del paese distante  496 km. da Montevideo. Si trova vicino al fiume Uruguay che fa da confine con l’ Argentina. Dall’ altra sponda del fiume si trova la città argentina di Concordia che forma parte della Provincia di Entre Rios.
Qui arrivarono  gli italiani provenienti dal litorale argentino / uruguaiano – nelle imbarcazioni che solcavano il fiume Uruguay.Anche numerosi operai delle ferrovie, artigiani, commercianti e numerosissimi agricoltori.
Il lavoro dei muratori e artigiani  italiani in questa città contribuì notevolmente all’ arricchimento dell’ architettura cittadina. Questa città  conserva ancora  importanti costruzioni fatte da veri maestri provenienti dal nord –Italia, dalla Regione Lombardia.
Anche nelle Arti, la musica, il teatro, si riconosce l’ influenza degli immigranti italiani.
Nell’ anno 1874 durante il periodo di carnevale – un gruppo d’ italiani decise di costituire una Società di carattere Umoristico alla quale chiamarono “ SIAMO DIVERSI”. Dato il successo avuto,  continuarono associati ma con un fine più elevato . Allora la trasformarono in SOCIETÀ ITALIANA di MUTUO SOCCORSO. – UNIONE  e BENEVOLENZA.  Fondata il 1º Ottobre 1875.
Tempo dopo per motivi diversi questa Società si divise e si trasformò in due Associazioni  –  UNIONE /  e  BENEVOLENZA.
Agli inizi della Società Umoristica “ SIAMO DIVERSI” nel suo seno si era organizzata una  Banda ed un Coro  composto da più di 60 persone che si presentava nelle feste familiari, sfilate e cortei per la città con molta allegria. Tra gli animatori c`era il signore Francesco Priano, alma mater e fondatore della “ Cassa di Risparmio” –che in pochi anni si trasformò in un` importante istituzione di Credito.

In aprile del 1897 sotto la Direzione della Società di Mutuo Soccorso e Benevolenza – nacque la SCUOLA ITALIANA di SALTO – con gli aiuti del Governo italiano ( 750 .lire) per il sostentamento.
Il 20 settembre 1897 –si creò la SOCIETÀ PATRIOTTICA D’ ISTRUZIONI XX SETTEMBRE che si prese a carico la Direzione e tutte le spese della Scuola che contava 90 alunni. Nel 1897 –il Primo Direttore fù Paolo Carlevaro. Nel 1906 il Secondo Direttore fù Federico Corletto.
SOCIETÀ di MUTUO SOCCORSO “ BENEVOLENZA” nata dalla Società di MUTUO SOCCORSO “ UNIONE e BENEVOLENZA che si divise nel 1884 in due Società diverse.

–“UNIONE” e “BENEVOLENZA”. Tutte e due si occupavano più che altro dell’ assistenza ai Soci senza fini di lucro.
La SOCIETÀ di M. S. “ BENEVOLENZA”  riuscì a costruire uno dei più bei palazzi della città, sia la gran Sala quanto la facciata hanno uno stile architettonico sobrio ed elegante allo stesso tempo.
La gran Sala ha 150 mt. E la facciata è opera degli architetti della scuola del Vignole.
Questa Società fù un grande centro d`italianità – amore, beneficenza e unione. Ogni volta che arrivavano notizie importanti dalla Madre Patria – cioè l’ Italia, la Società riuniva a tutta la grande famiglia italiana presente in città. Rimase come esempio la grande adunata in occasione dell’ assassinio di Re Umberto I.
SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO “ UNIONE

Prese questo nome il 9 novembre 1884. Aveva come finalità aiutare i soci malati temporali o cronici. Riconosciuta con Personalità giuridica dallo Stato uruguaiano nel 1889 – nel caso si sciogliesse i fondi dovevano destinarsi ad opere di assistenza locale.
Nel 1906 contava 294 Soci – 4 medici – più servizi di Farmacia – coperti dalle 7 farmacie esistenti in loco – aiutava in denaro ai malati –( uno scudo al giorno -1/2 scudo e 50 Lire per ogni intervento chirurgico fatto presso la Sede.
Un “panteon” sociale al Cimitero diviso con la Società di M.S. “ Benevolenza” ed un altro “ Panteon” esclusivo dei Soci e familiari.
Sede Sociale più una casa abitazione.
Contribuì insieme alla Società “ Benevolenza” all’ affermazione dell’italianità e fece importanti donazioni in denaro in occasione del terremoto in Calabria.
CIRCOLO NAPOLETANO
Si creò nel 1902 per il Soccorso e l’ aiuto agli italiani provenienti dal meridione d’ Italia.

La nascita di questo Circolo non fù estranea a numerose critiche, segnale di poca unione tra i connazionali presenti in città – quando in Italia  tanto si era combattuto per l’ Unione di tutti gli italiani. Dimostrazione che nonostante si abitasse all’ estero si continuava con gli antagonismi regionali. –  In sintesi il CIRCOLO NAPOLETANO nacque a Salto per volere di tutti quegli italiani del meridione a causa delle differenze Regionali con gli italiani del Nord.
ORIGINE E PROVENIENZE  degli italiani abitanti a Salto. ( Alla fine dell’ “800).
ROMA ( 1 FAMIGLIA)
GENOVA (43 FAMIGLIE)
MASSA e CARRARA ( 26 FAMIGLIE)
MILANO ( 3 FAMIGLIE)
SONDRIO ( 2 FAMIGLIE)
BRESCIA (2 FAMIGLIE)
COMO ( 32 FAMIGLIE)
PAVIA ( 2 FAMIGLIE)
ALESSANDRIA ( 6 FAMIGLIE)
NOVARA ( 2 FAMIGLIE)
ANCONA ( 1 FAMIGLIA)
CUNEO ( 1 FAMIGLIA)
BARI (1 FAMIGLIA)
SALERNO (6 FAMIGLIE)
POTENZA ( 11 FAMIGLIE)
COSENZA ( 8 FAMIGLIE)
CAMPOBASSO ( 2 FAMIGLIE)
TORINO (1 FAMIGLIA)
TREVISO(1 FAMIGLIA)
MARANO VICENTINO ( 1 FAMIGLIA)
EMILIA ( 1 FAMIGLIA)
LA SPEZIA ( 1 FAMIGLIA)
SARDEGNA ( 1 FAMIGLIA)
Tra le professioni e mestieri degli italiani di Salto (  dal Libro Gli Italiano di Salto del 1906 di Gervasio Osimani)  troviamo: Medici – chimici farmacisti – musicisti –insegnanti – agricoltori – panettieri –commercianti – marinai – muratori  – meccanici –falegnami –ebanisti – impiegati  – orefici – calzolai – sarte – macellai – numerosi dipendenti di negozi –  parrucchieri – vetrai – venditori ambulanti, telegrafisti delle ferrovie – fioricoltori – fabbricanti di mattoni .

Alcuni Cognomi italianidi Salto  (provenienti dal nord Italia).
AMBROSONI  commerciante, AMBROSINI   Costruttore edile,  BALZANI (Medico e Agente Consolare) – BENEDITTO – BIANCHI ( Musico della Banda “ Siamo Diversi” ed ebanista) –  BALDASSINI – CASTAGNO – CURIONI  aveva un negozio di scarpe dal nome “ Baratillo de Milàn” D’ ANGELO – DELLA VITTA  Samuel: Portiere della Banca di Londra a Salto – proveniva da Novate Mazzola (Prov. Di Sondrio) – FERRADINI- GUGLIELMONE Luigi. Venditore ambulante ed agricoltore. Più avanti diventò proprietario di terreni che dedicò a vitigni. Combattè nella battaglia di Solferino e Magenta. Nato a Bergagni , Rochetta Ligure. Nel 1867 si stabilisce a Salto.  LURASCHI –  PEDETTI Angela – Ostetrica laureatasi a Pavia nel 1896 – INVERNIZZI – LOMBARDO – LURASCHI – MALDINI – MARELLI – MENONI – MERONI – MIGLIARO –MILESI – MINATTA – (lavorava il marmo) – MUTTI – MOCCELLINI,  ORTELLI – OSIMANI – POZZI –  SCANAVINO – SOLARI ( importante commerciante)  – SOLARO  ( importante negozio di ferramenta)   TORNATORE – TENCA –VANOLI –  VERME – VOLPI – TESTA –  FINOZZI – ecc…ecc…

ASSOCIAZIONISMO ITALIANO a TACUAREMBÒ

GLI ITALIANI di TACUAREMBÒ.

Il Villaggio di San Fructuoso ( TACUAREMBÒ) – nacque nell’ anno 1832. e’ situato al nord – a 390 km. da Montevideo. Un anno dopo arriva in questa località il cittadino italiano – Pasquale PITTALUGA che insieme alla moglie Rosa Guasca  acquistano un terreno per costruire la loro dimora. Pochi anni dopo il Pittaluga diventò un commerciante di prestigio, fù nominato Sindaco, Giudice e membro della Consulta Amministrativa del Villaggio. Ebbe importanti rapporti di commercio con le Miniere d’ oro situate nella zona di “ Cuñapirù –Corrales” (Dipartimento di RIVERA) . Successivamente arrivarono  altri fratelli del Pittaluga – Giovanni, Antonio e Rosa. Quest’ ultima sposò un altro italiano arrivato da queste parti – il signore Benito LOMBARDINI. Una sorella del Lombardini aveva sposato il Commandante “ Josè M. Navajas”  il quale molto probabilmente fù quello che incoraggiò  altri italiani a venire in zona.
Tra il 1837 e il 1852 arrivano altre famiglie – i LUPI, gli ALIANO, DEMUTTI, BALESTRA, SGHIRLA, BORREA, CASANOVA, POGGI, CONZI, OLIVA, TASSO, TARIGO, SEMERIA, FIALLO. E dopo il 1850 fino al 1860 – arrivano i CONCIO, OTTONELLO, LANDÒ, GARIBALDI, CASSINI, ORNELLO, GIORELLO, BOTTINI, BROGGIO, MARELLA,VIGNOLO.
Ma fù  tra il 1870 e il 1880 che gli italiani arrivarono in massa a Tacuarembò.Quell’ esodo che svuotò tanti paesi della penisola, lasciandosi dietro una scia sterminata di sofferenze e di disperazione. Per quelli che partivano, e, in misura non dissimile per quelli che restavano.E perchè partivano gli immigranti? – Per diversi motivi: crisi, guerre, problemi politici, miseria. Molti studiosi di questo fenomeno – videro soltanto gli aspetti positivi – partire per lasciare spazio a chi restava, liberando posti di lavoro scarsi per i numerosi disoccupati di allora, assicurando il vantaggio delle “rimesse” in valuta pregiata. Una specie di affare colossale per una economia in lenta ripresa. Purtroppo quell’ “affare” gravò solo sulle spalle e sul destino dei partenti – quell’ emigrazione di massa sottrasse forza lavoro e capacità creative, enormi risorse umane a vantaggio di tanti paesi che la usarono con enormi benefici.
E quelli arrivati a TACUAREMBÒ sentirono  anche loro il bisogno di unirsi – di aiutarsi, di Associarsi.
Il giorno quattro Luglio del 1882 in un’ Assemblea Generale composta da 55 italiani nacque la SOCIETÀ ITALIANA di MUTUO SOCCORSO –.
Quell’  Assemblea fù presieduta dal Sig. Giovanni Battista OLIVA  e a compimento dell’ Articolo 35 dello Statuto si procedette ad eleggere il Primo Comitato Direttivo. Risultarono eletti i Signori: Giovanni Battista OLIVA, Pasquale IPATTA, Domenico FRESIA, Luigi TURCHI, Luigi GARIBALDI, Silvio FALLESI, Francesco BAGNATI ad unanimità di voti. Fù eletto Presidente onorario della Società il Generale GIUSEPPE GARIBALDI. Si decise anche che i Soci  appartenenti alla Società avrebbero ricevuto tutti un Diploma – per il quale dovevano pagare ed i soldi ricavati passavano a formar parte dei fondi della Società ( come si faceva allora a Montevideo). Uno stendardo ed un “ Bollo” avrebbero identificato questa Società. A continuazione venne redatto un Regolamento contenenti 20 Capitoli e 119 articoli.
Poco tempo dopo la Commissione Direttiva venne a sapere  dell’ avvenuta morte a Caprera del Generale Garibaldi. Allora il Sig. Presidente Oliva fece mozione “perchè fosse rimpiazzato da una persona degna di lui”. Furono proposti i nomi di Menotti Garibaldi, (figlio del defunto Generale) e Benedetto Cairoli suo compagno d’ armi – ex Presidente del Consiglio dei Ministri ed allora deputato del Parlamento Italiano. Dopo essere state scambiate delle opinioni al proposito venne eletto a Presidente Onorario della SOCIETÀ ITALIANA di MUTUO SOCCORSO di Tacuarembò il “ Sig. Benedetto CAIROLI “ ordinandosi che in tempo opportuno gli si comunicasse la sua nomina accompagnandola col corrispondente Diploma.

In uno dei Registri contenenti i verbali delle sedute di questa venerabile Società d`italiani si può leggere –in data  23 Novembre dell’ anno 1882 – “ Il Sig. Presidente facendo uso della parola disse che oggetto primordiale della seduta era di manifestare che a causa dei grandi pregiudizi sofferti dai nostri connazionali nelle province settentrionali d’ Italia per le grandi inondazioni dei fiumi Pò ed Adige, aveva ricevuto dal Consolato generale avviso di fare appello alla generosità dei nostri concittadini in particolare, onde alleggerire i mali di quei disgraziati e che pertanto invitava la Commissione perchè in nome ed in rappresentanzione della Società si istituisse una Commissione speciale col fine di raccogliere l’ obolo della beneficenza, non solo dei nostri compatriotti ma bensì pur estensiva la questua in generale senza distinzione di nazionalità”.
Dimostrazione di quanto si sentivano legati questi italiani – pur essendo tanto lontani – alla Madre Patria.
Queste Società italiane dell’ interno del paese mantenevano permanente contatto tra di esse, e si chiamavano “ Consorelle” – sempre con il fine di mantenersi unite ed in caso di bisogno aiutarsi.

La SOCIETÀ  ITALIANA di MUTUO SOCCORSO di Tacuarembò aveva nel suo Regolamento un Capitolo interamente dedicato al “ Soccorso ai Soci”. Il  primo Medico nominato dalla Società per l’ assistenza  fù il Dott. Luigi Bonasso. Nel frattempo il Sig. Presidente della Società Italiana Gian Battista Oliva  fù nominato 1º Console d’ Italia a Tacuarembò.
Purtroppo nel mese di Giugno dell’anno 1888 venne a mancare il Sig. OLIVA,
uomo che grazie al suo lavoro e tenacia raggiunse grande prestigio in città e dintorni.
Il corteo funebre convocò importanti personalità e numeroso concorso di persone – lo accompagnarono alla sua ultima dimora il Sig “ Prefetto Politico del Dipartamento” (che era anche suo genero), il Presidente ed i Membri  della Società di Mutuo Soccorso Spagnola, un considerevole numero di “ framassoni” – e la Banda di Musica della località. (Così si legge sul Registro dei Verbali della Società Italiana).

Questa  SOCIETÀ  ITALIANA di MUTUO SOCCORSO si mantenne attiva fino agli inizi del 1900.
Nell’ anno 1922 sorse una nuova iniziativa.
Riunitisi i Signori: CALCAGNO Santiago, VIARENGO Fèlix, VASALLO  Luis e Carlos, GAMBERONI Hugo e Mario, GUARINO Arturo,PALERMO Gerardo, RAMAGLI Vicente, MAGNONE Dante, PRADEIRO Josè, ARANCIBIA Mario, VALENTI Domingo, BERNASCONI Juan e DELLA TURE Josè, decisero di fondare un Club Sociale che stimolasse la confraternità tra i “ paesani” e per diffondere il buon nome e le tradizioni della storica Italia, cuna di tanti di quelli che contribuirono al progresso della città e del paese. E per contribuire allo sviluppo dell’ arte e la cultura italiana e per mantenere  i legami tra tutti gli  italiani ed i  discendenti qui residenti.

Nacque così – il CIRCOLO ITALIANO di TACUAREMBÒ il 21 Agosto 1922.
Appena nato il Circolo decisero di creare un fondo in denaro e si stabilirono gli Statuti.
I primi verbali risultano scritti tutti in lingua italiana. Nel mese di agosto dell’ anno 1924 si passa alla lingua spagnola. Nel 1927 il numero di Soci era di 360.
Il 1º Presidente del CIRCOLO ITALIANO  fù il Sig.Mario VIARENGO. Poi nel 1924 il Dott. Clelio C. OLIVA –( figlio del 1º Presidente della antica Società Italiana di Mutuo Soccorso). Nel 1925 il Sig. RAMAGLI – e poi il Sig. CAPPETTA  fino all’anno 1931.
Questo CIRCOLO ITALIANO segnò un bellissimo periodo di unione e buoni rapporti tra la collettività e la Madre Patria. Raggiunse grande notorietà e nel suo seno si consolidarono delle belle e sincere amicizie. Un vero motivo d’ orgoglio per la società di Tacuarembò.
Nel 1931  in un’  Assemblea generale  i Soci italiani  decisero di riformare gli Statuti  dell’ istituzione per darle una maggiore apertura  e permettere l’ ingresso di altre persone perbene abitanti in città. Il 4 febbraio 1931 il Circolo Italiano di Tacuarembò cambia nome, d’ ora in poi sarà  – Club Democratico –  ed il 26 Maggio furono approvati i nuovi Statuti molto simili a quelli del Circolo Italiano ma con leggere modifiche.
Passano gli anni l’ immigrazione italiana  cessa, gli italiani invecchiano, e molto raramente si sente dell’ arrivo di qualche famiglia proveniente dalla penisola. Ogni tanto qualche caso isolato, più che altro per motivi di lavoro. D’ altra parte  è evidente la presenza di un considerevole numero di discendenti. I cognomi italiani in città sono una percentuale altissima –  ecco alcuni : ( ALIANO – BOGGIO – CALABRIA –  FRANCHI – LABUS – MELLOGNIO –MERLO – CAPELLI – REGGI – CRESPI – GALLI – FONTANA – MARCHESONI –  PROTTI – PALOMBO – VIGNOLO – PANDOLFI – RINALDI –  BATTELLO – DINI – MALNATI – BROCCO – CHIESA – PASTORINO – DENARO – ZILLI – ecc… ).

Ma le radici italiani continuano ancora molto vive, l’ interesse per l’ Italia e la sua gente permane,ed i ricordi del passato non muoiono.
Nel 1986 attraverso alcuni contatti avuti con l’ ISTITUTO ITALIANO di MONTEVIDEO e con l’ AMBASCIATA d’ ITALIA, tre signore ( una nipote d’ italiani, l’ altra figlia di una lombarda e l’ altra sposata ad un siciliano) decidono di convocare ad un’ Assemblea Generale italiani e discendenti abitanti in città con l’ idea di unirsi, conoscersi, e mantenere in alto i ricordi degli antenati. Come risultato per decisione unanime viene rifondato il “CIRCOLO ITALIANO di TACUAREMBÒ”.
Oggi questo CIRCOLO che ha la Personalità Giuridica, è un’ Associazione che diffonde italianità e  cultura ed è in permanente contatto di collaborazione ( Grazie a Internet)  con le autorità  Diplomatiche Consolari in Uruguay – e con le diverse Associazioni italiane presenti in tuttoil paese ed anche  in Italia.
In questi ultimi tempi si cerca di coinvolgere i giovani con delle riunioni – informandoli sulle opportunità offerte dalle diverse Regioni italiane, sui  viaggi di studio,( 10 ragazzi discendenti di lombardi hanno partecipato al Viaggio di Studio in Valcamonica –organizzato dalla Gente Camuna col Concorso della Regione Lombardia) Borse,( 2 giovani hanno frequentato l’ Università Cattolica di Milano per un Master / Economia e Finanza) – Gruppi di Viaggio con persone discendenti visitando l’ Italia.  ecc…

Dopo aver fatto un rilevamento tra i Soci attivisi possono contare 25 famiglie di origine LOMBARDA. Altre provengono dal Veneto, Toscana, Liguria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia.
Il Circolo Italiano inoltre appoggia (con dei piccoli contributi in denaro, specie, ecc…) alla Scuola statale locale nº 5 Rpca.d’ Italia – situata in una zona di periferia dove si sono insediati i primi italiani agricoltori arrivati in città.
Come complemento per la diffusione dell’ italianità questa Associazione ha il patrocinio del Programma Radio –“ ITALIA en ARMONIA” che va in onda sulla emittente locale ARMONIA F.M.. 92.5  che da ormai 17 anni con un alto indice di gradimento, informa sull’ Italia e la vita della collettività locale ed uruguaiana accompagnata da molta musica italiana.
“ Manteniamo le ns. Radici ed abbiamo molto a cuore gli interessi d’ italiani e discendenti”.

 MARTA R. MARTINEZ AMBROSINI 

 Segretaria del CIRCOLO ITALIANO di TACUAREMBÒURUGUAY –

( con il supporto di: Appunti di Storia di Tacuarembò del Prof. Ernesto Michoelsson – Destinazione Uruguay di Flavia Colle – Breve Storia di Salto di Jorge Fernàndez Moyano e Raquel Vique de Bourdin – Verbali della Società Italiana di Mutuo Soccorso di Tacuarembò).

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