Mag 07

Escursione al Cozzo del Pellegrino, 1987 m slm

La redazione & Francesco Spingola

L’escursione di oggi ci porterà sul Cozzo del Pellegrino, 1987 m slm, nel comune di San Donato di Ninea.

Arriviamo con la nostra Panda 4×4 al Piano di Campiglione, 1330 m slm, nel comune di Verbicaro, e da qui parte la nostra escursione. Il tempo è molto incerto, il cielo è “a pecorelle” il vento è fortissimo, ma decidiamo comunque di partire. Percorriamo un canalino che ci porta dopo pochi minuti a quello che (se non erro) dovrebbe essere il Piano di Cacciagrande, poi da qui pieghiamo sulla sinistra e impegniamo  un erta salita che toglie quasi il fiato, complice anche il fortissimo vento che soffia sforzo viene ripagato, infatti possiamo ammirare splendidi esemplari di Piano Loricato, radicati nella roccia e tutti  a strapiombo nella Valle dell’Abatemarco, che è sotto di noi. Proseguiamo quindi il trekking e dopo circa tre quarti d’ora dalla partenza, sbuchiamo sulla vetta di Cozzo dell’Orso, 1561 m slm. Qui siamo già nel comune di San Donato di Ninea, e il panorama già da qui è molto suggestivo, possiamo infatti ammirare l’intera Valle dell’Abatemarco con il Monte Trincello che fa capolino, e sullo sfondo il Mar Tirreno, che fa da cornice a tutto questo splendore. Se invece guardiamo alla nostra sinistra vediamo il Cozzo del Pellegrino, la nostra meta, che sembra  davvero molto vicino, ma in realtà non è così, infatti ci separano due ore dalla meta. Il tempo ora è cristallino, in cielo non c’è ombra di nuvole, ma il vento continua ad essere molto forte.

Dopo aver consumato qualche frutto e reintegrato i liquidi, possiamo ripartire, quindi ritorniamo nel bosco e seguiamo il crinale come abbiamo fatto sin dall’inizio. Dopo un po’ di cammino troviamo la neve! Dapprima cerchiamo di evitarla, ma poi siamo costretti a camminarci sopra perché siamo in quota e oramai tutto il paesaggio è innevato. Continuiamo il nostro trekking piegando leggermente sulla destra, e qui inizia un erta salita che mette a dura prova il nostro fisico, inoltre la neve è aumentata e ha anche coperto i segnali per il riconoscimento del sentiero, quindi siamo costretti ad avanzare seguendo un po’ la logica.

Dopo enormi sforzi sbuchiamo a Valle Lupa! O per meglio dire sbuchiamo ad una cinquantina di metri lontano da Valle Lupa, difatti abbiamo perso un po’ il sentiero, ma comunque siamo sbucati fuori dal bosco, e questo è quel che conta.

A Valle Lupa si trova una roccetta (che potete vedere in foto scattata d’estate) che però non riusciamo a vedere. E’ stata completamente ricoperta dalla neve! Da questo particolare riusciamo a capire quanto siano state abbondanti le nevicate nell’inverno appena trascorso!

Il vento è ancora molto forte, e sul versante ionico c’è una grossa massa nuvolosa che ci preoccupa un po’, infatti potrebbe vanificare tutti gli sforzi che abbiamo impiegato per giungere in vetta, coprendo il panorama.
L’ultima salita che ci attende è quella per raggiungere la vetta, e finalmente dopo un ultimo sforzo giungiamo al cumulo di pietre che indica che la nostra ascesa è finita, siamo in vetta!!! Guardiamo l’orario e ci rendiamo conto che abbiamo impiegato 3 ore esatte per la salita.

Il vento continua a soffiare fortissimo, tant’è che riusciamo a malapena a indossare le giacche a vento proprio perché il vento le fa svolazzare. Una volta indossate le giacche notiamo che per nostra fortuna il cielo si è liberato da tutte le nubi, c’è solo qualche nuvoletta che passa sotto di noi di tanto in tanto, ma non ci preoccupa. Dalla vetta il panorama a 360° è stupendo! A sud riusciamo a scorgere i rilievi della Sila, a nord troviamo il Massiccio del pollino, mentre ad est ed a ovest troviamo rispettivamente il Mar Jonioed il Mar Tirreno. E’ davvero molto bello assistere ad uno spettacolo del genere!

Finito di scattare le foto riscendiamo verso Valle Lupa, dove pranziamo. Dopo il pranzo riscendiamo nel bosco, e qui troviamo di nuovo le stesse difficoltà dell’andata, infatti girovaghiamo per un quarto d’ora in lungo e in largo per trovare il sentiero. Finalmente riusciamo ad imboccarlo, e quindi scendiamo con più tranquillità, fino a Valle Sepa, da dove è possibile ammirare la maestosità del Cozzo del Pellegrino.

 

Da Valle Sepa poi proseguiamo verso il Piano La Fratta, dove si conclude la nostra escursione. Qui infatti troviamo un amico che ci accompagna fino a Verbicaro.

 

 

 

 

Francesco Spingola

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