Apr 21

San Donato di Ninea terra di cultura ed artisti…FELICE ARAGONA

La redazione…

Felice Aragona poeta Sandonatese : ” IL SOGNO ”

Felice Aragona  é un mio  carissimo amico nato a Policastrello- San Donato di Ninea,  ha sempre avuto delle facilità nel  trascrivere su un foglio quello che risentiva nel cuore,per l’arte ,la cultura,e la poesia in generale .Poco tempo fa avevo fatto una raccolta delle sue bellissme poesie  pubblicata nel mio sito www.bisignani.com e poi ne avevo fatto una pubblicazione sul giornale  interattivo  sandonatese  www.sandonatodininea-cs.it

Felice é nato a Policastrello ,ha frequentato le scuole a San Donato nel mio stesso periodo ,fin d’allora aveva questo dono di scrivere poesie.In occasione di una manifestazione che si terrà  il 27 Aprile 2012 a Taranto (città dove vive il nostro amico e paesano) sarà annunciato l’uscita del suo primo libro con tutte le sue bellissime poesie,libro normalmente programmato per  la prima quindicina di maggio.

Un piccolo regalo, in anteprima, la copertina e la  prefazione del libro”IL SOGNO”

La scrittura è, in superficie e in profondità, messaggio. La poesia è urgenza di comunicazione, con se stessi e col mondo: è epifania di consapevolezza e metodo di conoscenza nel primo caso e nel secondo equivale al famoso messaggio affidato ai marosi al sicuro dentro una bottiglia. Forse qualcuno leggerà e forse, non necessariamente, scoprendo il cuore, capirà.

  • Così è anche per Felice Aragona, che nel tempo, con ritrosia, ma ineluttabilmente, si è avvicinato alla poesia come necessità per guardare e comunicare sentimenti e pensieri che solo estrinsecati non diventano peso e dannazione, che solo offerti sono grazia di rapporto con l’altro, senza obblighi e vincoli di sorta.
    I grandi poeti hanno scritto, lasciando traccia di sé nel ricordo di molti, ma la poesia è solennemente democratica: accetta nel suo alveo chi voglia comunicare il cuore, perché è anche eminentemente libera. Scrivi, se vuoi, leggi, se vuoi. E, se questo avviene, un legame accade, ma solo se davvero due persone mettono per un attimo in contatto quel fortissimo muscolo che insuffla in noi la vita e che è reputato l’origine del sentimento e, a volte, della coscienza di sé.
    Così, leggendo le poesie di Felice Aragona si può camminare insieme a lui per un breve tratto e vedere i paesaggi della sua infanzia, trasfigurati dall’amore con cui li contemplava e li contempla ancora oggi. La sua poesia ispira la trasfigurazione della memoria, attribuisce colori più suggestivi di quelli reali, perché comunica le sensazioni e i palpiti dell’anima che in quei paesaggi si libra.
    Si può compiere insieme a lui il percorso di consapevolezza e rimpianto dei momenti della sua vita, ma anche la percezione estatica della bellezza, da cui sempre si lascia stregare.
    La semplicità della sua poesia è un merito e l’attributo migliore per questa richiesta condivisione della vita che in fondo la scrittura davvero è.
    Felice Aragona e la poesia si sono incontrati come in una storia d’amore ineluttabile e per riparare a un’ingiustizia: che i sentimenti possano ristagnare nascosti ai più, sepolti sotto la coltre pesante della quotidianità, obnubilati dalla burocrazia, schiacciati dalla necessità degli obblighi di un’apparenza da parata, che nasconde il nostro io bambino. Invece il fanciullino di pascoliana memoria nell’animo sensibile di Felice chiede attenzione e indica realtà nascoste che non sono solo della sua storia personale, ma della verità di ciascuno di noi. E non è questo che si può e si deve chiedere alla poesia?
  • Antonella Albano

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