Aggiornamento ricorso “8231 del 2011”

N. 01151/2012REG.PROV.COLL.

N. 08231/2011 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 8231 del 2011, proposto da:
Gregorio Cortese, Paolo Cozza, Giuseppe Buono, rappresentati e difesi dall’avv. Cosimo Fortunato, con domicilio eletto presso Carlo Picardi in Roma, via di Priscilla, 35/2;

contro

Comune di San Donato di Ninea, rappresentato e difeso dall’avv. Pietro Romano, con domicilio eletto presso Francesco Precenzano in Roma, via Valadier, 39; U.T.G. – Prefettura di Cosenza;

nei confronti di

Benedetto Vuono, Franco Iannitelli, Francesco De Rose, Giuseppe Bisignani, Luigi Cozzitorto, Francesco Caruso, Vincenzo Consoli, Vincenzo Salvo, Antonio Sparano, Luigi Salvo;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. CALABRIA – CATANZARO :SEZIONE II n. 01100/2011, resa tra le parti, concernente ELEZIONI COMUNE SAN DONATO DI NINEA (CS) 15 E 16 MAGGIO 2011 – PROCLAMAZIONE ELETTI;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di San Donato di Ninea;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 24 gennaio 2012 il Cons. Raffaele Prosperi e uditi per le parti gli avvocati Francesco Ricci, su delega dell’avv. Cosimo Fortunato e Pietro Romano;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

Con ricorso depositato il 15 giugno 2011 presso il TAR della Calabria Gregorio Cortese, Paolo Cozza e Giuseppe Buono, nella qualità di elettori nel Comune di S. Donato di Ninea (CS), chiedevano l’annullamento delle elezioni comunali svoltesi in S. Donato di Ninea, ove la lista con il contrassegno “San Donato nel cuore” aveva ottenuto l’elezione del Sindaco e della maggioranza consiliare per 519 voti rispetto ai 518 della lista contrapposta, con il contrassegno “Rinascita San Donatese”.

I ricorrenti lamentavano da un lato che un’elettrice aveva votato con voto assistito, ma riservando all’accompagnatrice l’intera operazione elettorale attendendo fuori della cabina e dall’altro sostenendo che il verbale delle operazioni di voto relativo alla sezione n. 2 aveva riportato il totale delle schede nulle senza specificare la motivazione di tali nullità.

Avverso la sentenza del TAR della Calabria n. 1100 in data 28 luglio 2011, gli interessati proponevano appello in Consiglio di Stato il 5 ottobre 2011, ribadendo le censure già sollevata in primo grado e affermando che se il verbale di sezione costituisce piena prova fino a querela di falso, anche le dichiarazioni allegate fornivano un principio di prova che il giudice di primo grado ha ritenuto in linea generale esaustivo, ma che poi ha ritenuto di escludere, senza affrontare una serie di elementi rilevanti, come la parentela con un candidato dell’accompagnatrice, il mancato controllo del certificato medico da parte del presidente del seggio, le modalità di espressione del voto. Quanto al secondo motivo, la sentenza impugnata non si è pronunciata sulla genericità del verbale laddove indicava un certo numero di schede nulle.

Gli appellanti concludevano per l’accoglimento del ricorso con vittoria di spese.

Il Comune di San Donato di Ninea si è costituito in giudizio, sostenendo l’inammissibilità e l’infondatezza dell’appello e chiedendone il rigetto.

Non si sono costituiti gli eletti intimati.

Alla odierna udienza pubblica la causa è passata in decisione.

DIRITTO

Con il primo motivo gli appellanti si dolgono delle modalità di espressione del voto di un’elettrice avente diritto all’ausilio di un accompagnatore: l’elettrice Angela Casella si sarebbe presentata al voto insieme alla Sig.a Carolina Bonaro parente di candidato, la quale avrebbe votato in sua vece con la Casella al di fuori della cabina, allorché la stessa Casella avrebbe avuto possibilità di esprimere il voto e senza che il presidente del seggio. controllasse l’effettiva incidenza della patologia attestata dal certificato medico sulla possibilità di voto.

Erroneamente il TAR avrebbe ritenuto infondata la censura facendo leva sulla fede privilegiata del verbale del seggio, mentre nella specie le questioni non erano riconducibili a quelle fattispecie per le quali è necessaria la proposizione di querela di falso e sussistevano invece tutti quei principi di prova necessari per ritenere veritiere le doglianze degli appellanti.

Il motivo è infondato.

La sentenza appare sul punto del tutto corretta.

Mentre il verbale di sezione è dotato di fede privilegiata e fa piena prova dei fatti in esso contenuti fino a querela di falso, le dichiarazioni allegate al ricorso costituivano solo un principio di prova.

Ma al di là del valore delle prove dei giudizi davanti al giudice amministrativo ed in particolare per le prove valevoli nei giudizi elettorali, si deve rilevare che nel caso di specie nulla dice l’appello oltre le circostanze di diritto già dedotte in primo grado.

E’ del tutto rilevante l’assunto della sentenza del TAR in ordine all’assenza di dichiarazioni circa l’avvenuto controllo della scheda riempita dall’accompagnatrice Carolina Bonaro da parte dell’elettrice Angela Casella: tale punto è assorbente, poiché l’avvenuto controllo supererebbe qualsiasi eventuale irregolarità avvenuta nell’ambito della procedura di votazione assistita.

Ancor più, non vi è alcun suffragio circa la presenza del dichiarante Giuseppe Buono sulla scena dei fatti, presenza smentita con dichiarazione avente pari valore a quella del Buono, espressa da Elvira Iannuzzi, responsabile del servizio elettorale del Comune di S. Donato di Ninea.

Dunque, visto quanto sopra, il silenzio mantenuto sulla questione all’interno del verbale di sezione e l’assenza di contestazioni anche da parte dei rappresentanti di lista dei contenuti del verbale, si deve concludere per l’infondatezza della censura.

Altrettanto corretta appare la dichiarazione di inammissibilità del secondo motivo, volto a censurare il verbale del seggio n. 2, laddove questo non aveva indicato le motivazioni della declaratoria di nullità delle schede ritenute nulle.

L’art. 54 del d.P.R. 570/60 detta una serie di prescrizioni in ordine al trattamento ed alla verbalizzazione delle schede nulle, al pari di quelle cosiddette bianche e di quelle contestate, ma nulla specifica in ordine ad una prescritta motivazione sulla declaratoria di nullità; vi è soltanto l’obbligo della verbalizzazione di tutti i reclami e delle relative decisioni del presidente di seggio ed anche qui, nel caso di specie, non vi è stato alcun reclamo da parte dei componenti del seggio o dei rappresentanti di lista sulla declaratoria di nullità.

Quindi giustamente la sentenza impugnata, in assenza di contestazioni specifiche, ha affermato che i ricorrenti non hanno adempiuto all’onere loro incombente di specificare vizi concreti dell’operazione di declaratoria di nullità; la conclusione che la censura si concretizzasse nell’espediente per provocare un inammissibile generale riesame delle operazioni di scrutinio in sede giurisdizionale è quindi del tutto condivisibile.

Per le suesposte considerazioni l’appello deve essere respinto.

Le spese di giudizio possono essere compensate per ragioni equitative, visto anche l’oggetto della controversia.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto,

lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2012 con l’intervento dei magistrati:

Calogero Piscitello, Presidente

Francesco Caringella, Consigliere

Carlo Saltelli, Consigliere

Manfredo Atzeni, Consigliere

Raffaele Prosperi, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 28/02/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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15 commenti

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    • Giovanni Benincasa il 29 Febbraio 2012 alle 13 h 56 min
    • Rispondi

    Su quest’atto del Consiglio di Stato voglio lasciare un solo commento:
    spero che siano chiuse tutte le diatribe e tutti insieme si pensi come rilanciare le aspettative della comunità per un futuro migliore sotto ogni profilo.
    Giovanni

    • un san donatese il 5 Marzo 2012 alle 18 h 39 min
    • Rispondi

    concordo con te giovanni, anche se non concordo con i salvo ,oh ammirato la presenza in piazza per la sacra di luigi,spero che i tenpi della discordia siano passati.e che la minoranza faccia un opposizione costuttiva.per il bene di san donato .

    • Giovanni Benincasa il 6 Marzo 2012 alle 18 h 11 min
    • Rispondi

    Bene! Siamo in due ad esprimere la stessa speranza. Ai residenti e alle persone lungimiranti e di buona volontà, in grado di investire sul territorio, l’arduo compito di farla diventare una realtà vera condita da benessere socioeconomico.
    Saluti!

    • UN SANDONATESE il 9 Marzo 2012 alle 11 h 40 min
    • Rispondi

    CARISSIMO GIOVANNI TI POSSO GARANTIRE CHE SE NON CANBIA LA TESTA DEGLI AMINISTRATORI DI SAN DONATO .GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA NON VERRANNO AD INVESTIRE ,CI VUOLE PIU APERTURA MENTALE ,SE FANNO FUGGIRE QUEI RARI CHE VOLEVANO E VOGLIONO FARE QUALCOSA DI UTILE PER LA COMUNITA .CI VUOLE SOLO UN MIRACOLO .ED I MIRACOLI CONTRO CORENTE NON SI FANNO.CIAO.

    • Giovanni Benincasa il 12 Marzo 2012 alle 14 h 23 min
    • Rispondi

    Carissimo Sandonatese spero che il miracolo che tu evochi si avveri e non solo, spero nel fatto che questi amministratori siano avveduti così come pure sia avveduta l’opposizione. Ho una voglia matta di vedere San Donato di Ninea crescere e prosperare, ma sopra ogni cosa vorrei vedere risorgere una comunità civilissima, da contrada Ficara fino al rione palizzi. I miei anni vissuti a San Donato, li ho divisi quasi equamente tra il paese e Arcomano dove la mia famiglia aveva tutti gli interessi economici. Interessi economici ovviamente che si sviluppavano tra agricoltura e allevamento di bestiame vario. Nei periodi che non c’era scuola, ero chiamto a dare una mano e in quei periodi avevo modo di osservare le nostre campagne che erano si coltivate ma in modo tradizionale e quindi con resa al limite della sopravvivenza.Di recente ho avuto modo di passare da quelle parti. Anzicchè risalire diritto la fondovalle per il paese, arrivato ad Arcomano ho svoltato a sinistra per Arcomano1 e per Alberi Maritati. Così ho avuto modo di guardare ad uno ad uno tutti gli appezzamenti di terreno appartenuti alla mia famiglia e poi da noi eredi svenduti a causa delle nostre scelte o se vogliamo a causa delle scelte che in qualche misura la vita ci aveva imposto. “a San Donato non avrei potuto assolvere ne la professione da tecnico navale ne quella da tecnico di aeromobili”. Tornando alla mia passeggiata: i miei terreni? tutti incolti o alla bella e meglio solamente arati per non far perdere gli ulivi. Arrivato sulla vecchia provinciale, all’ Alberi Maritati, ho osservato tutti quei terreni che arrivano fino a contrada Manche, al confine con il comune di San Sosti. Tutto incolto o quasi. Da allora vivo in compagnia di un utopia. Utopia che naturalmente non ho la facoltà di poter realizzare perchè alla base non c’è la capacità economica necessaria e per altri motivi che non sto qui a menzionare. In poche parole, qualora il terreno fosse idoneo la mia utopia sarebbe quella di rivitalizzare un ramo dell’agricoltura che da sempre in Italia è stato all’avanguardia e compete con i nostri cugini transalpini, “i francesi”.
    Questa mia idea “che sarà sempre la mia utopia” o altre migliori, potrebbero essere prese in considerazioni da gente facoltosa e che non ha paura di far colare il sudore dalla propria fronte. Per realizzare queste cose, a mio avviso, la politica deve solo non far sentire il peso della sua burocrazia e deve spianare la strada agli imprenditori onesti che non vengono solo per sfruttare l’occasione e accaparrarsi incentivi, ma vengono li per portare benessere a lungo termine per loro stessi e per la comunità.
    Sono ormai anziano è sto sognando, perchè non sognano i giovani, magari sudando al loro paese un pò più che altrove?
    Per chi ne ha facoltà e ama la propria terra ci vuole il coraggio di tornare a scommettere su di essa. Alla politica il compito di non gravare oltremisura su chi produce e di offrire loro sicurezza tenedo lontana da essi il malaffare ad oggi imperversante.
    Saluti!

  1. Ricevuto dal avvocato ALCIDE LAMENZA:

    Identico il destino della casa e dei pochi terreni posseduti da mio padre Giuseppe Lamenza che in tarda età continuò personalmente a mantenere vivo e vegeto il suo “capammazzo”, al contempo fornendo sempre la sua opera di medico ai sandonatesi che volevano il suo consiglio. Io ritorno ogni anno per dare uno sguardo di insieme al paese dove sono nato e cresciuto sentendo integro ed immutato il mondo degli affetti in esso radicati. Cordialmente saluto il direttore del giornale interattivo di San Donato e l’autore del comment “ 1939.
    Avv. Alcide Lamenza

    • INQUISITORE il 13 Marzo 2012 alle 12 h 53 min
    • Rispondi

    A parte la sentenza il cui esito era preannunciato da tempo e solo gli stolti e coloro che ancora tutt’oggi si affidano alle parole di un personaggio criptico della cosa pubbica che avvelena con i suoi sotterfugi le menti dei cittadini si auspicavano e speravano in un ribaltone ma a parte ciò credo sia giunto tempo di analisi e di autocritica per gli amministratori sandonatesi.
    Trascorsi ormai 9 mesi dall’insediamento è tempo di raccogliere i primi frutti d ciò che si è seminato ma ahimè tutto tace tutto fermo.a loro dire tutto è in iter ma questo iter durerà 5 anni???
    Il dato più preoccupante è il cessato fermento dei pochi giovani rimasti;mi chiedo se tutte quelle speranze siano già state distrutte in pochi mesi.Ora mi diranno che la loro attività sarà stata ostacolata dai continui ricorsi ma sappiamo che questa non è la verità,considerato che per occuparsi di tutto ciò sono stati elargiti circa 20.000 euro a degli avvocati. Allora se il problema non è neanche questo quale sarà???? E’ possibile che i nostri amministratori abbiano peccato un pò troppo di presunzione e pertanto occupino un ruolo che vada aldilà delle loro competenze??? Basti pensare che se il semplice organizzare 4 giovani a spalare neve nei vicoli diventa motivo di grande vanto e di auto-celebrazione sorge spontaneo il dubbio di pensare che dietro l’attività amministrativa si cela ben misera cosa.Vorrei porgere un quesito ai nostri amministratori su un fatto del quale sono venuto a conoscenza circa dieci giorni fa: circa 15 giovani studenti sandonatesi oltre ad un mese fa hanno protocollato e presentato al Sindaco una petizione al cui oggetto si chiedeva di intervenire sulle tariffe mensili spropositate adottate dalla ditta di autotrasporti locale che porta gli studenti da San Donato a Castrovillari ed a Cosenza che avevano avuto un impennata di prezzo rispetto all’anno precedente di oltre il 30% ma tutt’ oggi dopo un mese dalla petizione e dopo le varie richieste verbali fatte nei mesi precenti dagli studenti all’amministrazione ancora non hanno dato alcuna risposta. E sono questi gli amministratori che amministrano per il bene dei sandonatesi ? Per quale motivo non intervengono su una faccenda che costa sacrifici economici alle famiglie sandonatesi per i colori politici dei firmatari o per non andare contro la ditta di autotrasporti o per quale altro motivo? Giovani Sandonatesi svegliatevi e denunciate alla comunità il cattivo operato dell’amministrazione siate più partecipi della vita politica e non fidatevi delle parole di qualche astuto furbacchione che vuole con le chiacchiere e le sue teorie e metafore accattivarsi qualche povero ingenuo e sprovveduto, indagate sulle cose servitevi della vostra testa e scoprirete come stanno realmente le cose informatevi con documenti informatevi informatevi. Perchè i dipendenti comunali dei quali questi amministratori si lamentevano in campana elettorale dopo nove mesi ancora non è cambiato nulla? Incapacità e mancanza di attitudine al comando? Come mai alla casa comunale non è ancora iniziato alcun tipo di lavoro di adeguamento alla norma igienico sanitario e di sicurezza? Eppure hanno vinto l’elezioni per tal motivo. Cosa è stato fatto per la palestra di boxe che ancora è chiusa? cosa è stato fatto o iniziato per la montagna e per il rifugio? Che fine ha fatto Cozzitorto sembra essersi dileguato nel nulla proprio lui che aveva tanta voglia di far qualcosa e sembrava cosi presente nei primi mesi è stato fatto fuggire o e fuggito da solo? cè chi dice che non condivida le decisioni dei compagni amministatori cè chi dice se lo sono liquidato data la giovane età e l’inesperienza qual è la verità il popolo deve essere messo a conoscenza di tali cose. E per non dilungarmi ulteriormente se prendessimo il programma elettorale da loro stilato cosa è stato realizzato oppure è in procinto di essere realizzato? Il mio commento so che non servirà a cambiare nulla e non suggerisce nulla di costruttivo ma mi auguro possa risvegliare qualche coscienza e porti ad una minimo di attivismo sociale e politico.

    • Giovanni Benincasa il 13 Marzo 2012 alle 17 h 37 min
    • Rispondi

    Carissimo Inquisitore, intanto le voglio significare che come pseudonimo ci fa ritornare alla mente un periodo storico che non voglia Dio ritorni mai più (l’inquisizione nella chiesa quando questa esercitava potere temporale fuori dalle mura) e poi le dico anche che il suo intervento avrebbe meritato di essere postato come articolo e non come commento.
    Non che cambi molto, solo perchè forse avrebbe avuto la possibilità di essere più evidente.
    Il suo intervento può essere uno stimolo per svegliare le coscienze che forse il freddo inverno ha un pò sopito. San Donato (e non solo) ha bisogno di gente onesta operativa ventiquattro ore su ventiquattro e non solo per il controllo del rincaro di un servizio che viste le circostanze del momento può non apparire del tutto ingiustificato: es. nel corso di quest’anno, nell’arco di due mesi il costo di una bombola di GPL ha subito un aumento di tre euro, e ci sono tanti altri esempi con cui le competenze del comune nulla hanno a che vedere, ma che comunque hanno falcidiato i nostri stipenti e ancora con i provvedimenti del governo Monti non è finita. Dobbiamo accettare la dura realtà che uno stipendio medio alla fine dei provvedimenti tra innalzamento di imposte varie e rincari nei settori più importanti della vita quotidiana perderà il suo potere d’acquisto per un valore di mille millecinquecento € all’anno se ci va bene. Quindi, il suo intervento e tanti altri ancora possono stimolare la politica locale solo ad attuare quegli interventi nell’ ambito delle loro competenze tanto necessari per il territorio e che possono portare all’attivazione di posti di lavoro anche se temporanei. Importante è far muovere l’economia. Per quanto concerne l’amministrazione, auspicherei che si svegliasse e rimanesse unità solo così potrà portare a compimento il suo programma e poco importa se c’è un pò di ritardo. Importante è che si svegli dal torpore e diventi propulsiva.
    A proposito di giovani, in particolare quelli che hanno ultimato gli studi. io confido molto in loro. In questo periodo devono maturare molto più velocemente e in maniera molto avveduta devono prendere in mano le redini del loro futuro proponendosi come protagonisti nel mondo del lavoro prendendo in considerazioni ogni forma di sviluppo e non restando con le mani in mano. Il governo Monti, con i suoi tagli alla pubblica amministrazione, lo sta facendo capire a chiare lettere che non è più il tempo di sperare molto in un posto quale dipendente pubblico. Potrei continuare ancora la discussione ma mi fermo qui, con un cordiale saluto all’INQUISITORE.

    • Giovanni Benincasa il 13 Marzo 2012 alle 23 h 04 min
    • Rispondi

    Nel commento dell’avvocato Lamenza ho colto riferimento al mio commento, ne sono compiaciuto e ricambio il saluto. Avvocato non La lascio prima di averle raccontato che alle medie sono stato allievo di Sua sorella, la prof. Mariannina della quale serbo tuttora grande stima. Da alcuni anni a questa parte avevo un gran desiderio di stringerle la mano, ma qualche anno fa andando al cimitero a rendere omaggio ai miei cari, passando innanzi alla vostra capella di famiglia vedo al suo interno una tomba chiusa con una lastra bianca e con su riportato il suo nome. Ci sono rimasto molto male. Mi scuso con questa parentesi che non c’entra niente con gli argomenti del nostro giornale, ma ho colto l’occasione per esplicitare un sentimento di rispetto sincero per una persona che per tre anni ha messo a mia disposizione il suo sapere.
    Giovanni Benincasa (Ufficiale della M.M. Italiana in pensione)

    • INQUISITORE il 16 Marzo 2012 alle 12 h 08 min
    • Rispondi

    Giovanni innanzitutto il nome che ho scelto da utilizzare è una semplice provocazione che non sorbirà alcun effetto considerando la “piattezza” politico- sociale e soprattutto culturale in cui versa san donato e i sandonatesi. Non vi è il men che minimo segno di stimolo di qualsiasi genere, le giornate trascorrono lente ma inesorabili vagando da una piazza ad un altra,da un bar ad un altro bevendo e sparlando di questo e di quello,gli utlimi 20 giovani che hanno finito gli studi e sono rimasti per il 90% disoccupati si svegliano alle tre del pomeriggio e vanno a letto alle sei del mattino altri adulti e purtroppo anche qualche giovane si chiudono nei bar e giocano a carte per 3 o 4 ore di fila ed analizzando la realtà che ti circonda ti rendi davvero conto come siano inutili tutte queste parole e come sia utopico sperare in qualche tipo di rinascita.Per ritornare però a ciò che hai detto tu inerente al mio intervento le mie erano semplici constatazioni e per quanto riguarda il servizio autobus l’ho sottolineato con cognizione di causa partendo da un dato di fatto oggettivo ossia: analoga situazione si è presentata per gli studenti di Altomonte con la sola differenza che il loro Sindaco è intervenuto in merito ed ha ottenuto per i suoi studenti una riduzione sulla tariffa mensile.Con ciò non volevo entrare in merito a discorsi quali inflazione o diminuzione di potere d’acquisto di uno stipendio medio o alto o basso che sia; si voleva sottolineare il ritardo della nostra amministrazione verso le altre anche per un semplice controllo dei Km da percorre.
    Nonostante tutto,il dato più allarmante resta la totale mancanza di lavoro e ormai anche per andare a raccogliere le pesche necessita una raccomandazione il che mi fa pensare che appena terminerà questa ondata d crisi e l’economia inizierà a sbloccarsi anche gli ultimi giovani rimasti imbracceranno la loro bella valigia ed emigreranno verso altre mete.IL mancato riciclo generazionale cosa può significare per un paesino di 1500 anime di cui il 60% o forse più risulta essere ultra sessantenni? Ed inoltre ci rendiamo conto che l’unica vera economia locale sono le forme di assistenza fatte agli anziani da qualche extracomunitaria e l’unica attività che funzioni realmente sono le pompe funebri? C’è solo una cosa peggiore di questa e sono i nostri amministratori che parlano di come sono stati bravi a spalare la neve,dei ricorsi dei dipendenti che non lavorano e dei debiti beh se era cosi che intendevano e intendono migliorare le cose siamo davvero con l’acqua alla gola.

    • Luigi Cozzitorto il 16 Marzo 2012 alle 13 h 39 min
    • Rispondi

    In questo mio intervento mi soffermerò a rispondere a quanto detto sulla mia persona non perchè questo sia più importante degli altri punti toccati ma semplicemente per informare giustamente chi desidera sapere.
    Risulto spesso irreperibile non perchè sia fuggito o perchè mi abbiano fatto fuggire ma perchè purtroppo mio malgrado mi si presentano oppurtunità lavorative e di crescita professionale e culturale lontano dal mio amato paese.
    Quando decisi di scendere in politica lo feci poichè mosso da passione,voglia di fare,desiderio di capovolgere le sorti del mio paese e lo feci consapevole che il mio futuro non sarebbe stato lontano da San Donato visti tutti i sacrifi fatti per restare, la strada da percorrere ormai sembrava in discesa,ma la vita come spesso accade con una vena che definirei diabolico-ironica ci riserva sempre qualche sorpresa e cosi tutto quello che avevo progettato anche inerente allo studio da un giorno all’altro si dileguò nel nulla.
    E anche se i motivi che mi hanno spinto alla candidatura non si sono intorpiditi o sopiti a quattro anni di distanza dal mio ritorno a San Donato sono stato costretto a riprendere la tanto odiata valigia e salutare la mia Terra.
    Ora anche se lontano nel mio piccolo per quanto sia possibile, anche se non è la stessa cosa sia a distanza sia ogni qualvolta ritorno( i viaggi San Donato -Roma puramente per informare “qualcuno” non gravano sul bilancio comunale ma sul mio personale)cerco di dare il mio contributo da amministratore.
    Per quanto possano valere le mie parole amministrare un comune disastrato dal punto di vista economico in cui anche per fare un intervento nell’ordine dei 100 euro si devono fare salti mortali dove anche l’ordinario diventa straordinario non è poi cosi semplice per nessuno competente o non.
    Purtroppo si finisce sempre con il parlare di bilancio e risulta essere anche antipatica e ripetitiva come cosa, ma solo con le speranze l’impegno e i buoni propositi metaforicamente parlando “a fine mese non si mangia”.
    Siamo in un periodo di grande sofferenza finanziaria e sociale una crisi profonda che colpisce l’intero globo vissuta in modo estremamente amplificata ed estesa a tutte le sfere della vita e non solo al fattore economico in comuni come il nostro disagiati e con economie deboli o quasi assenti questo è il momento in cui tutti devono stringere i denti padri di famiglia ed Enti vari,augurandoci che la fine del tunnel arrivi presto.

    Un saluto a tutto San Donato e tutti i suoi figli.

    Infine un pensiero a tutti voi che come siete lontano:

    Un paese vuol dire non essere soli,sapere che nella gente,nelle piante,nella terra cè qualcosa di tuo,che anche quando non ci sei,resta ad aspettarti (Cesare Pavese).

    • un san donatese il 16 Marzo 2012 alle 13 h 56 min
    • Rispondi

    con molto rammarico aprento da te giovanni della dottoressa lamensa anche io sono stato suo alievo dal 62,al65 ed o un dolce ricodo del suo insegnamento .piu volte mi ero ripromesso di andare a salutarla a castovillari anche se in ritado porgo le condoglianze alla famiglia lamenza .mi riprometto alla prima occasione che saro a san donato di fare una visita al cimitero o anche un dolce ricodo del papa dott.lamenza quando da banbini tutti in fila su per la scalinata di casa sua sotto le scuole ci vacinava per il vaiolo ed ogni volta che mi vedo il segno al braccio penso a quel bel periodo per noi banbini e dove san donato era piena di attivita commerciali ed artigianali ciao

    • Giovanni Benincasa il 17 Marzo 2012 alle 22 h 51 min
    • Rispondi

    Innanzitutto voglio porgere un saluto a Luigi Cozzitorto e inoltrargli un grande in bocca al lupo per il suo futuro e sono certo che nonostante tutto riuscirà a dare qualche contributo nell’amministrazione del nostro paese. In gamba! Giovanni

    Al sandonatese, considerato che sei stato allievo della mia Prof. Mariannina Lamenza e negli stessi anni che lo sono stato anch’io, chiedo:
    quindi sei stato mio compagno di classe nella sezione “B” dalla prima alla terza? Se così è stato, sempre che a te faccia piacere, a me fare piacere sapere il tuo nome. Saluti! Giovanni

    All’inquisitore per questa sera lo saluto solamente, riservandomi di interloquire con Lui nei giorni feriali, quando sono a riposo forzato per accompagnare mia moglie che insegna in provincia di Taranto, mentre a fine settimana sono impegnato io e tra l’altro questa sera sono abbastanza stanco poichè nei fine settimana da buon Ufficiale della Marina Militare Italiana in pensione, quando gli acciacchi me lo permettono, tornato in Calabria mi dedico a qualche lavoretto di campagna. Per adesso saluti anche a te inquisitore! Giovanni

    • un san donatese il 19 Marzo 2012 alle 19 h 46 min
    • Rispondi

    carissimo giovanni per motivi personali non posso dirti il mio nome ma posso darti una traccia .quando entrava il prof.di religione don.michele mi mandava quasi senpre fuori dalla porta ,ed o freguentato la 1,2,3,b .tornando a noi ed al nostro son donato ,finche non si sfatera il detto cio che non facio io facio in modo che non lo faciano gli altri .questa e l invidia che non fara mai costruire niente di utile al nostro paese mi auguro di avere torto ma quanto tu pensi la fine che a fatto il rifuggio ed i viaggi a vuoto che anno fatto fare al povero mario dalla germania dove un amministazione pretende di affitare il rifuggio ed l affituatario si deve accollare la manutenzione della strada .abbiamo una grossa azienda di trasporti a livello europeo che tutti ci invidiano e per non dargli il terreno in localita licasto siamo riuscitia farli traslocare a cosenza .a me sorge un dubbio che chi a governato san donato e governa non vogliono lo sviluppo perche cosi non si devono andare a stravolgere gli equilibri instaurati in questi anni e del benessere dell territorio non gliene frega niente. chiedo scusa a mario per ilpovero .dalla amministazione attuale mi aspettavo che incentivassero gli inprentitori san donatesi nell mondo a venire a fare qualcosa di utile per la comunita ma non vedo nesun input positivo .nessuno me ne voglia era solo una riflesione a voce alta san donatesi e ora di aprire gli occhi grazie ciao

    • Giovanni Benincasa il 20 Marzo 2012 alle 17 h 23 min
    • Rispondi

    Questo mio intervento non lo si può definire un commento all’articolo postato, ma solo il voler continuare a interloquire con “un San Donatese” e l’ “inquisitore” cosa che mi ero ripromesso.
    Intanto sono piacevolmente sorpreso di poter dialogare con un mio compagno di classe delle scuole medie e poco importa se vuoi rimanere anonimo. Ricordo di Don Michele ma non degli episodi che ti riguardano e purtroppo non riesco a darti un volto, sempre in riferimento a quegli anni. Oltre ad una nostra compagna di classe entrata nella mia parentela e un’altra compagna,sempre di classe, di Policastrello che incontrai nella stazione di Belvedere Marittimo e prendemmo lo stesso treno fino a Roma nel lontano gennaio del 1969 e qualcun’altro ancora, non ricordo di aver incotrato più alcuno di quella classe. Tempo fa feci un appello sul profilo face book di “amici di san donato di ninea nel mondo” almeno per sentirci con coloro a cui avrebbe fatto piacere, ma non ho avuto risposta alcuna.
    Per l’Inquisitore: il riferimento all’inquisizione è stata una pura e semplice battuta.
    Lasciamo i ricordi così remoti, parliamo di oltre quarantacinque anni fà, e torniamo all’argomento che ci accomuna, cioè il nostro paesello.
    Premetto però che quando si parla di determinati argomenti, specie per chi come me non li vive in prima persona, si può facilmente sconfinare nella presunzione o addirittura nella saccenteria. Lungi da me una cosa simile, ciò che dirò viene dal cuore e dal fatto di non aver mai dimenticato quei luoghi che mi hanno visto crescere fino all’età di quindici anni e nei quali comunque qualche amico ho lasciato.
    Circa le problematiche che attanagliano la nostra piccola comunità ho notato che entrambi viaggiate sulla stessa lunghezza d’onde, cioè siete entrambi scoraggiati e non siete i soli. Però, se si vuol fare un discorso serio, le problematiche vanno inquadrate perfettamente e non si può fare su queste pagine e non si puo entrare in qualche problema specifico di cui voi avete dato cenno perchè non ne conosco i risvolti perfettamente. In questo nostro dialogo mi limito a prendere in considerazione, in modo generico, alcuni elementi.
    – La politica – Chiunque abbraccia questo compito, sa che le sue decisioni influenzano la vita sociale ed economica di una comunità piccola o grande che sia. Quindi si deve interessare di determinate cose che attengono direttamente ai suoi compiti proprio per spianare la strada agli investimenti pubblici e privati. Non si può proporre ad un privato di occuparsi di cose di cui deve beneficiare la comunità, altrimenti la comunità stessa quel beneficio lo paga due volte, al pubblico e al privato. Nel privato tutto ha un costo, mentre nel pubblico quel costo la comunità lo paga già con le varie gabelle dell’erario.
    – La comunità- Una volta verificata la capacità di un singolo o di una compagine politica, in quel contesto, è la popolazione, visto che ne ha la possibilità, ad evitare che costui continui a distruggere il benessere socio economico della comunità stessa. La comunità non deve aggrapparsi a chi le dici di poter far miracoli, bensì deve valutare correttamente le capacità chi si propone e il singolo non deve badare all’immediato torna conto personale. Dovrebbe prevalere sempre il benessere della collettività nel cui interno poi il singolo potrebbe competere e mettere a frutto le proprie capacità. Anche e soprattutto quando una persona decide di non lasciare una determinata comunità, da questi, è lecito attendersi un impegno su ciò di cui la persona stessa può disporre. Es.: Io sono professore appena laureato e pur sapendo che all’interno della mia comunità non posso mettere a frutto i miei studi decido di restare, cosa fare? Ovviamente valuto le opportunità se se ne prospettano e le mie risorse economiche. Se è il caso, avendo terreni nelle mie disponibilità, mi metto a fare anche l’agricoltore non vado certo a bivaccare nel bar ne mi alzo alle tre di pomeriggio per andare a letto alle sei di matina. Chi prende simili atteggiamenti,nel merito, ha un deficit culturale.
    Tempo fa, su questo giornale, ho postato un mio articolo circa alcune mie deduzioni che ho tratto dalla lettura di un libro di un noto giornalista meridionale. Io, come lui, sono convinto che i Terroni salveranno L’Italia. Sicuramente non quelli che si coricano alle sei di mattino per alzarsi alle tre di pomeriggio. Lo possono fare solo quei figli della nostra terra che magari si pagano anche gli studi in città del Nord Italia e tornano nel loro paesello meridionale ogni volta che possono per asummere iniziative e responsabilità. Di questi casi quell’autore ne porta ad esempio tanti, non vedo perchè a San Donato non potrebbe allignare una situazione simile. Studiare per far progredire te stesso e la tua terra.
    Vorrei parlare anche degli esempi positivi dei nostri padri, ma vi lascio con un mio ricordo: Mio padre ed i suoi amici non erano mai stanchi, lavoravano e si divertivano e continuavano a lavorare da soli e/o insieme. Ecco perchè adesso non posso capacitarmi di una comunità così come se ne parla.
    Scusatemi se sono stato troppo lungo. Vi lascio nella speranza che ne amministratori ne comunità continuino ad aspettare la manna dal cielo consci del fatto che non ti regala niente nessuno. saluti! Giovanni

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