Ott 09

Omaggio a mio padre

La redazione & Pasquale Giannino …

Omaggio a mio padre di Pasquale Giannino

Donato Tommaso Giannino – I Canti del Busento – Editrice Mit Cosenza 1967

Donato Tommaso Giannino nasce a San Donato di Ninea (Cs) il 7 agosto del 1940. Di famiglia contadina, compie studi irregolari. Trascorre l’infanzia in una contrada rurale dove, fin da piccolo, segue il padre nel lavoro dei campi. Frequenta il ginnasio a Paola, nel collegio dei Minimi. Inizia a comporre le prime poesie. Dopo quattro anni lascia il convento. Si trasferisce a Cosenza per frequentare l’istituto tecnico. Si diploma da perito meccanico, poi consegue da privatista il diploma di maestro elementare, attività che svolge per quasi quarant’anni. Ora vive con sua moglie a San Sosti, un piccolo centro poco distante da San Donato, in una villetta circondata dal verde e lambita dalla brezza dei monti. Si dedica alla cura dell’orto e alla buona lettura. Continua a scrivere poesie.

Silente per l’aere turbina
Sussurra il vento
alla collina un sogno d’uliveti
tutta argentata
sotto un cielo fosco.
Silente per l’aere turbina
il travaglio delle foglie
alle cime più alte,
disordinate chiome
d’alberi verdi e scheletri
d’altre piante.
Rabbiosamente rode
i sassi la cascata
e parla con la sabbia.
Eterno linguaggio
di questa terra che rotola
nell’universo e non ha pace.

Rumori di vita notturna

Ho visto nelle grotte rupestri
sinistramente rincorrersi i vampiri.
All’addiaccio i pastori bivaccavano
con le greggi. E i cani all’erta.
Mute fantasie gorgogliava
un ruscello alla luna lontana.
La rana deglutendo cantava
roca nel limo. Rumori
di vita notturna.
Scherzi di sabbia. Menzogne di vento.
Stridori d’arbusti. È mutata
l’anima delle cose. Per poco
tempo il presente è una favola
come il passato.

La gora

Gorgoglia nel limo una favola
l’acqua lucente alla luna
slittando con fragile slancio
nella gora levigata.
Giù verso l’antico mulino
si perde in un gemito d’ira,
balzando le immobili pale,
ricade nel fiume.

Mareggiata

Sferzava la bufera
a pianger rupi
impervie
contro i secoli schierate.
Trasudava nitida
l’essenza dell’universo:
il principio del male.
Spumeggiava rabbioso
il litorale semingoiato
di selve.
Stralunava in alto
qualche bagliore di luna.
Le nostre ombre
contorte nel sibilo
del regno vegetale
hanno adorato un Dio.

Consolazione

Sorridi
essere travagliato.
Tutti siamo
come le foglie aride
che l’aere mulina.
Come i granelli di sabbia
coinvolti
nella furia dei gorghi.
Un’orma di putridume
più niente.
Ma tu
sfida il destino e sorridi.
Vedi, l’onda
sospinta a tacere,
frantumata
grida con riso di scherno.

Donato Tommaso Giannino – I Canti del Busento – Editrice Mit Cosenza 1967

Pasquale Giannino

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3 comments

    • Giovanni Benincasa on 9 Ottobre 2011 at 10 h 25 min
    • Reply

    Molto tempo fa, per poco tempo, questo libro l’ho avuto tra le mani per leggerne qualche perla. Che peccato non aver pensato di acquisirne uno!
    Complimenti al figliolo che ha voluto farci partecipi attraverso queste pagine del fine pensiero del papà. Da parte mia un cordialissimo saluto al cugino Tommaso e la conferma della stima che nutro per lui.
    Saluti! Giovanni

  1. Grazie Giovanni. Non so se mio padre vorrà intervenire, credo sia allergico alla tecnologia… Per quanto riguarda il libro, la prossima volta che vi incontrate sarà felice di dartene una copia in omaggio. Un caro saluto

    • Giovanni Benincasa on 9 Ottobre 2011 at 18 h 13 min
    • Reply

    Grazie! Alla prima favorevole occasione sarà mia cura passare da San Sosti. Prima di tutto per un saluto al giovane pensionato e consorte, tra l’altro, insieme a mia moglie, siamo stati invitati più di qualche volta. Quindi, è ora! In gamba e saluti cordialissimi a tutta la famiglia|

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