Lug 03

Il Parco del Pollino aderisce al progetto sulla coltura del castagno…San Donato deve essere rappresentato…non si puo mancare quest’occasione di rilancio economico del paese…!!

Luigi Bisignani da “Diritto di Cronaca” …

San Donato di Ninea ,non puo e non voglio nemmeno immagginare che non si profitta di questo scorcio di sole per rilanciare l’economia del paese…spero solo che la nuova amministrazione colga l’occasione  per rilanciare il paese…

ROTONDA (PZ) – (Comunicato stampa) L’Ente Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale sulla valorizzazione della coltura del Castagno curata dal Dipartimento dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente dell’Università della Basilicata. Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco,L’obiettivo strategico del progetto è quello dello sviluppo competitivo, sostenibile, integrato e multifunzionale del settore castanicolo italiano attraverso la valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del Castagno. Considerato un vero e proprio “albero del pane” della civiltà appenninica per l’importanza nell’alimentazione umana, per il pregio del suo legno impiegato per i più svariati usi, il Castagno ha attraversato un grave declino a partire dal primo dopoguerra ai nostri giorni. La progressiva diminuzione dei castagneti da legno e da frutto dovuta sia alla utilizzazione industriale del legno che alla diffusione di patogeni molto aggressivi come il cancro corticale e il mal dell’inchiostro uniti all’abbandono dei territori di montagna ha impoverito notevolmente il patrimonio castanicolo italiano. Negli ultimi anni la coltura del Castagno è rivalutata in funzione di un’accresciuta domanda del frutto ma oltre a questo aspetto i castagneti rivestono oggi un grande valore culturale e paesaggistico tanto da poter essere inclusi nelle tipologie dei beni culturali e come tale valorizzato e tutelato. Il Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale con la consapevolezza del ruolo che i castagneti possono svolgere nello sviluppo integrato e sostenibile della media montagna e della tutela da assicurare ad un ecosistema unico e in fase di profonda trasformazione. Le azioni proposte dall’Unità operativa, in linea col gli indirizzi del Piano Castanicolo Nazionale, riguardano la caratterizzazione del germoplasma autoctono mediante uno studio sugli ecotipi, sulle caratteristiche bio-agronomiche, resistenze a stress biotici e abiotici, caratteristiche qualitative dei frutti ai fini di una utilizzazione per produzioni artigianali nel settore dolciario. Oltre a questo occorre affrontare una nuova minaccia dovuta alla diffusione di un piccolo insetto imenottero noto come Cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus) osservato per la prima volta in Italia nel 2002 in provincia di Cuneo e oggi diffuso in tutto l’Appennino. Proprio su quest’ultima emergenza, nel corso del Consiglio direttivo, si è soffermato il consigliere Giovanni Manoccio, sollecitato da diversi cittadini per via del problema diffusosi anche nel Parco, il quale ha apprezzato l’iniziativa dell’Ente che va nella direzione della tutela del Castagno.  La minaccia dell’insetto
Il MIPAF col D.M. 30 ottobre 2007 ha emanato misure di emergenza per impedirne la diffusione a seguito della Decisione n.2006/464/CE del 27 giugno 2006. La proposta progettuale è attualmente in fase di approvazione da parte di una commissione nazionale nell’ambito del tavolo tecnico appositamente istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF). Il passo successivo all’auspicata approvazione prevede la redazione di un programma di intervento su siti castanicoli nel territorio del Parco a cura di un gruppo di lavori interno con la supervisione scientifica dell’Università della Basilicata. Il ruolo e l’importanza che la coltura del Castagno ha svolto in passato e verosimilmente quello che svolgerà anche in futuro nei territori della media montagna esige azioni concrete basate sulla conoscenza scientifica delle complesse cause della riduzione del patrimonio castanicolo. “Per questo – rileva il direttore dell’Ente, Annibale Formica – il Parco Nazionale del Pollino farà la sua parte per la tutela e la salvaguardia di questo importante patrimonio”.

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